L'ultimo inchino del petroliere Daniel Day-Lewis, fra passione e rispetto

Dopo tre premi Oscar, 20 film girati e un 21esimo in arrivo, Daniel Day-Lewis ha salutato tutti e si è inchinato per l'ultima volta.

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E così a 60 anni appena compiuti, tre premi Oscar in bacheca e venti film girati in carriera - tutti di alto livello, diretti da registi di altissimo profilo - è successo: Daniel Day Lewis ha annunciato il suo ritiro ufficiale dalle scene. In realtà il vecchio "petroliere" di Hollywood ha ancora un colpo in canna da sparare, Phantom Thread dell'amico Paul Thomas Anderson, destinato così a diventare il suo testamento artistico, a parte questo però sembra davvero tutto finito. Sarà sicuramente stata una scelta difficile, ponderata, ma perché mai un attore di questo calibro, che potrebbe ancora regalare al suo pubblico interpretazioni maestose, sente il bisogno di annunciare ufficialmente il proprio ritiro? Per ovvi motivi non possiamo conoscere i pensieri profondi di Daniel Day Lewis, possiamo però immaginare una certa difficoltà a lavorare in un ambiente dinamico e sanguinario come Hollywood. Oppure possono sopraggiungere problemi e crisi personali irrisolte, semplice voglia di riposo.

Denaro, stanchezza e passione

Del resto non è certo il primo attore che annuncia qualcosa di simile: prima di lui, recentemente, abbiamo sentito le stesse parole dalla bocca di Jack Nicholson, Ken Loach e Steven Soderbergh, tutte persone indipendenti che in tutta schiettezza hanno preferito ritirarsi a vita privata. Tutti autori che potrebbero benissimo continuare la loro carriera lontano dai riflettori, magari dedicandosi a prodotti con piccolo budget, semplicemente per il gusto di continuare, eppure dire basta è assolutamente un loro diritto, com'è un diritto continuare ad oltranza quando non ci si vuole sentire pensionati in piena regola. Pensiamo a Hugh Grant, che nonostante si sia allontanato dalle luci più ingombranti dell'industria continua a collezionare ottimi ruoli, come lui ci sono tantissimi nomi dello spettacolo che lavorano anche in età avanzata, per motivi economici o semplicemente per pura passione - Bruce Dern, Clint Eastwood, Jean-Louis Trintignant, solo per ricordarne alcuni.

Un saluto assordante

In fondo, anche se spesso lo si dimentica, il mestiere dell'attore è una vera e propria vocazione, è vero che ad alti livelli si guadagna molto bene, ma prima di tutto è un lavoro pieno di sacrifici, impegno, concentrazione, obblighi e doveri contrattuali. Non sempre è facile mantenere i ritmi dell'industria, che non aspetta mai nessuno e procede spedita sia sul piano tecnologico che artistico, è comprensibile che non tutti siano disposti ad accettare il cambiare continuo delle regole. Esistono anche attori che si sono ritirati in silenzio, senza dirlo a nessuno, risparmiandosi così la lettura dei loro coccodrilli artistici sui magazine specializzati - Gene Hackman ad esempio, Sean Connery. Daniel Day Lewis ha invece voluto farlo con fragore, sorprendendo tutti, forse per confermarlo in primis a se stesso.

Quando nel 1989 ha avuto la sua crisi teatrale, e aver raccontato di aver sentito lo spirito del padre dopo aver impersonato Amleto al National Theatre di Londra, non ha più calcato alcun palco per dedicarsi soltanto al cinema. Ora, probabilmente in preda a un'ennesima crisi, ha voluto confermare tutto con forza, con clamore, per raccontarsi allo specchio che è tutto finito e che va tutto bene. Possiamo sperare che ci ripensi, ma sappiamo bene che non accadrà, e da spettatori non possiamo fare altro che ringraziare, celebrare e comprendere. "Vi ringrazio infinitamente di essere così numerosi. Ho avuto il piacere di conoscere alcuni di voi e spero nei prossimi mesi di potervi incontrare uno ad uno. Sono più bravo a perforare il terreno che a parlare, quindi lasciamo perdere il discorso e facciamo una semplice benedizione. Vedete, un uomo non può estrarre il petrolio dalla terra da solo, ci vuole un'intera comunità di brave persone come siete voi e questo è un bene. Noi stiamo insieme, preghiamo insieme, lavoriamo insieme e, se il buon Signore sorride benevolo dei nostri sforzi, noi ci arricchiremo insieme." da Il Petroliere, 2007

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