Kraven, perché Aaron Taylor-Johnson è un Cacciatore perfetto

Analizziamo gli elementi che rendono l'interprete di Anna Karenina e Kick-Ass la star adatta al ruolo di Sergei Kravinoff nel film Sony.

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Quando non c'era ancora nulla di ufficiale riguardo allo Spider-Man: No Way Home di Jon Watts, regista e sceneggiatore (Chris McKenna) rivelavano nelle interviste di avere un sogno comune: trasporre sul grande schermo L'ultima caccia di Kraven, mitica run a fumetti creata da J.M. DeMatteis e Mike Zeck considerata da molti una delle migliori storie mai scritte sull'Uomo-Ragno. Le dichiarazioni congiunte dei due creativi hanno fatto sognare non poco i fan dell'Arrampica-Muri circa la presenza del Cacciatore nel terzo capitolo del franchise misto Sony-Marvel Studios, desiderio però sfumato a favore di un'apertura decisiva al Multiverso e a un progetto diverso, più ambizioso.

Fortunatamente (almeno speriamo), dalla parte della barricata Sony Pictures qualcosa è cominciato a bollire in pentola, dato che il successo del primo Venom e dei due precedenti Spider-Man sotto la curatela di Kevin Feige hanno convinto lo studio a espandere in modo significativo il loro Sony Universe of Marvel Characters, dedicato principalmente ai villain più famosi di Spidey. Post-prodotto e posticipato il Morbius con Jared Leto e chiuso il Venom: La furia di Carnage di Andy Serkis, la società ha annunciato diversi progetti molto interessanti, compreso soprattutto un adattamento cinematografico proprio su Kraven il Cacciatore diretto da J.C. Chandor (All Is Lost, Triple Frontier), che sappiamo vedrà come protagonista nel ruolo principale il talentoso e amatissimo Aaron Taylor-Johnson, interprete di Quicksilver nel MCU e di Kick-Ass.

Il piglio russo, la scorza di un leone

Inizialmente la produzione di Kraven era alla ricerca "di un attore simile a Joe Manganiello" per il ruolo del Cacciatore. La domanda sorta spontanea nell'immediato è stata: perché non lo stesso Manganiello? Forse per i suoi impegni in casa DC Films come Deathstroke? Questione di maglie e bandiere? Non lo sapremo mai, forse, ma quel che è certo che, seppure con 16 centimetri tondi tondi di scarto, Sony Pictures, il produttore Avi Arad e Chandor sono riusciti a identificare dopo diversi casting il Kraven sorprendentemente perfetto per questa trasposizione cinematografica.

Alto 1 metro e 80 con un corpo scolpito e cesellato muscolo dopo muscolo come fosse un dio olimpionico (e se non ci credete guardate pure Animali Notturni), nonché carico di un bagaglio carrieristico importante nel cinema di genere e d'azione, Aaron Taylor-Johnson si è rivelato l'attore più idoneo alla parte per questioni di purissimo physique-du-role ma pure di un significativo star power legato al suo nome e al fandom che lo segue via social da tutto il mondo. Fisicamente parlando, guardando alla purissima estetica dell'attore correlata a quella del personaggio, la somiglianza è genuina e sbalorditiva.

Stazza e particolarità del volto come ad esempio i lineamenti degli occhi o anche la foltezza della barba (comunque non sempre tenuta da Kraven nei fumetti) sono elementi essenziali per un'ottima raffigurazione del villain sul grande schermo, che deve avere una forza e una presenza scenica imponente, un fascino ferino, esattamente come i poteri e le abilità di cui entra in possesso nella sua storia d'origini grazie a una misteriosa pianta africana.

Considerando poi che si tratterà appunto di un racconto di formazione e trasformazione del personaggio, agli albori della sua leggenda, è giusta la scelta di un puntare su di un'interprete trentenne anziché di 40 anni come appunto sarebbe stato Manganiello, e questo per tenerlo a lungo nella squadra cinematografica Sony e forse MCU. Non è un caso che, stando a quanto riportato, Johnson abbia firmato un contratto per film multipli nei panni di Kraven, e questo vuol dire che lo vedremo probabilmente in un sequel o insieme ad altri personaggi come Venom o addirittura Spider-Man.
Ad ogni modo, per concludere, quello che avrebbe convinto Arad e Chandor a scritturare Aaron Taylor-Johnson per la parte sarebbe stata la sua interpretazione fisica e ugualmente profonda e convincente nell'atteso Bullet Train diretto da David Leitch, dove a quanto pare sarebbe così bravo da far sfigurare addirittura Brad Pitt e Michael Shannon.

In effetti è possibile, guardando a precedenti interpretazioni dell'attore, in primis quella in Anna Karenina, dove il suo piglio e carisma russi (innati ma senza che abbia origini simili) lo hanno molto aiutato. E pensando al fatto che Sergei Kravinoff proviene proprio dalla Grande Madre, diciamo che anche questo elemento deve aver contribuito in qualche modo nell'ottenimento del lavoro.

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