Kingsman: The Great Game, tutto ha inizio nella Prima Guerra Mondiale

Il prequel dell'universo di Kingsman racconterà la nascita della società segreta di sarti al servizio di sua maestà, esagerando come sempre.

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Meno di Mission: Impossible e più di James Bond, la saga spionistica di Kingsman ha come obiettivo centrale l'esagerazione. Non riesce a toccare quelle vette di realismo che fanno grande il franchise con Tom Cruise ma supera per costruzione dell'azione, fantasia e originalità quello con Daniel Craig, piazzandosi in sostanza come prodotto cinematografico intermedio nel genere.
Più scalmanato e divertito, dallo stile profondamente fumettistico (che è poi la sua prima casa), l'Universo curato da Matthew Vaughn è persino più grande e articolato dei suoi cugini americani e britannici, tanto che già il prossimo anno inizierà a espandersi con un primo spin-off, il prequel The Great Game.
Protagonista un cast di prim'ordine guidato da Harris Dickinson, un po' l'equivalente di Taron Egerton nel primo film: attore semi-sconosciuto, talento puro ma ancora da sgrezzare.
L'ambientazione è quella del XIX secolo fino alla Prima Guerra Mondiale, il titolo è esplicativo e i toni - come dice lo stesso Vaughn - "molto diversi da quelli della serie principale". I dettagli sono pochi ma le sfide ci piacciono, dunque proviamo ad analizzare le poche informazioni in nostro possesso e svisceriamo qualcosa di più su uno dei progetti più attesi del prossimo anno.

A doppia corda con la storia

Partiamo dal titolo: The Great Game. La locuzione è molto famosa ed è strettamente legata alla storia di tutto il 1800, coniata da Arthur Conolly, membro dei servizi segreti britannici. Il grande gioco consisteva in un'attività di diplomazia e spionaggio tra Regno Unito e Russia, contrapposti in Asia Centrale e Medio Oriente.
L'obiettivo delle due potenze prima alleate contro la Francia di Napoleone erano i territori dell'India e del confine dell'Impero Russo. Ua guerra silenziosa protrattasi per molti anni, fino all'inizio del 1900: un gioco politico e spionistico che potrebbe come non potrebbe fare da sfondo alla vicenda del prequel. L'idea è che il titolo sia più un'evocazione che un reale indizio sull'ambientazione, perché la Prima Guerra Mondiale scoppiò nel 1914, anno lontano dal Grande Gioco.
Il senso del nome sembra racchiuso allora nell'atmosfera che vuole raccontare, in uno scontro tra agenzie non governative e segrete che all'ombra del conflitto mondiale decisero in qualche modo le sorti dell'Inghilterra e della Germania, in una scacchiera lontana dalla vista del mondo.
La Kingsman non è comunque stata fondata nel corso della Prima Guerra Mondiale, bensì dopo, nel 1919, dopo che ricchi facoltosi persero i loro eredi nel conflitto globale.

Questo significa che The Great Game racconterà proprio le storie di questi uomini nel mentre del conflitto, quando ancora non esisteva nessun addestramento per Gentiluomini o un!estesa rete spionistica, il che si traduce già alla base in un titolo differente dai due capitoli della saga usciti finora. Lo dice proprio Vaughn: "È un action-drama in costume, molto diverso dagli altri film prodotti", che vuole dire tutto e non vuol dire niente.

Nella nostra testa, immaginiamo uno stile più dialogato e meno improntato all'azione, che gioca con il revisionismo storico e punta a idee virtuose senza compromessi, utilizzando l'elemento spy-thriller come fulcro centrale della narrazione e l'action come aggiunta stilistica ricercata. Siamo comunque agli inizi della storia dell'agenzia, dunque è essenziale porne le fondamenta e dare costrutto alla sua esistenza, che basandosi sulla perdita e il dolore di ricchi privati, dovrebbe contenere uno spiccato senso del dramma, non preponderante ma ben amalgamato nella sceneggiatura. Non è insomma difficile pensare a The Great Game come a una summa del cinema di Matthew Vaughn finora.

I nuovi protagonisti

Va da sé che Eggsy e Harry Hart non saranno i protagonisti del prequel. A sostituirli troveremo però un ricco cast di volti più o meno conosciuti. Come spiegavamo, Harris Dickinson sarà il personaggio principale, Conrad, di cui conosciamo soltanto il nome. Al suo fianco, in ruoli originali, ci saranno anche Aaron Taylor-Johnson nei panni di un giovane Lee Unwin (padre di Eggsy), Matthew Goode in quelli di Tristan, Stanley Tucci come Merlino, Alison Steadman come Ginevra e Joel Basman a prestare il volto a Galvano.
La presenza di interpreti come Liam Neeson nel ruolo di Herbert Kitchner o di Rhys Ifans nella parte di Rasputin ci dà le coordinate più o meno specifiche dell'inizio della storia, cioè prima del 1916, che è proprio l'anno della morte di questi due personaggi. Ralph Fiennes e Gemma Arterton vestiranno invece gli abiti di altri due importanti personalità realmente esistite, che sono il Duca di Oxford e Mata Hari, ma il personaggio che più di tutti è un pugno in faccia arguto da parte di Vaughn è quello di Daniel Bruhl, Benji Kirchner.
Ci abbiamo messo un po' a venirne a capo, dopo un paio di ricerche abbiamo però scoperto che l'attore aveva iniziato la sua carriera recitando in questa famosa soap opera tedesca conosciuta come Verboten Liebe, "Amore proibito". Non era tra i protagonisti principali ma dava il volto a un personaggio ricorrente chiamato appunto Benji Kirchner, il che rende quello del regista e sceneggiatore un grande omaggio agli inizi attoriali di Bruhl.

Con questo nome, in realtà, l'interprete potrebbe tranquillamente dare il volto anche a un nemico dell'organizzazione, pensando anche alle sue origini tedesche.
La storia di The Great Game potrebbe comunque coprire archi temporali molto più lunghi e vari, indicazione suggerita sia dalla presenza del padre di Eggsy, sia da altri interpreti come Charles Dance nel ruolo di Winston Churchill e Djimon Hounsou in quello di Neil Kenlock, famoso fotografo naturalizzato britannico nato nel 1950, che con il volto di un attore di cinquantacinque anni come Hounsou significa almeno arrivare fino agli anni '90.

Quando si parla di prequel, allora, si intende forse nelle intenzioni di Vaughn arrivare all'addestramento di Lee Unwin o alla sua morte, avvenuta comunque nel 1997, come poi mostrato nel primo Kingsman.
Per concludere, arriviamo a Tom Hollander, che in questo curioso viaggio alla scoperta dell'agenzia segreta creata da Mark Millar e Matthew Vaughn andrà a interpretare ben tre personaggi: Gregorio V, Guglielmo II di Germania e Nicola II di Russia. Il perché di questa scelta è molto semplice: curiosità storica vuole infatti che i tre monarchi si somiglino spaventosamente, motivo che ha spinto il regista a giocare con questo elemento, modificando soltanto qualche tratto fisionomico di Hollander da un ruolo all'altro. Eppure un'idea non ci esce dalla testa: e se si trattasse in parte del Grande Gioco alla base del titolo?

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