Katherine Waterston, una carriera fra Animali Fantastici e Alien

Un po' la nuova Sigourney Weaver in ambito di genere, l'attrice è soprattutto nota per la sua parte di Tina Goldstein nella saga di J.K. Rowling.

Katherine Waterston, una carriera fra Animali Fantastici e Alien
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Tra i tanti progetti attesi e purtroppo posticipati a causa del Coronavirus, uno dei più sfortunati è Animali Fantastici 3 di David Yates. Rispetto ad altri importanti titoli della Warner Bros. come The Batman di Matt Reeves o Matrix 4 con Keanu Reeves, infatti, il terzo capitolo della saga ideata da J.K. Rowling e dedicata all'espansione del Wizarding World di Harry Potter non aveva neanche iniziato la produzione. Riprese che peraltro erano anche imminenti, prima che la major optasse per il benessere dei propri attori e della troupe.

Ora non è chiaro quando si potrà tornare al lavoro, specie perché l'Inghilterra sta ancora soffrendo molto l'epidemia e il film sarebbe stato girato proprio ai Pinewood Studios, e questo significa che la data d'uscita prevista per novembre 2021 è a rischio, semmai il lockdown dovesse protrarsi ancora a lungo. Dopo l'intera saga di Harry Potter trasmessa su Italia 1 in quattro settimane consecutive, adesso Mediaset torna in soccorso dei fan che sentono la mancanza di un po' di magia con la messa in onda di Animali Fantastici e dove trovarli, questa sera (14 aprile) su Canale 5 alle 21:21. Occasione che ci permette di approfondire il lavoro di una delle sue attrici principali e più talentose della sua generazione: Katherine Waterston.

Tra amore e dovere

Nei primi due film di quella che dovrebbe essere una pentalogia cinematografica (ma è ancora tutta da vedere), l'attrice veste i panni della sensibile ma decisa Porpentina "Tina" Goldestein, una ex-Auror sollevata dall'incarico a causa del sua tempra, giudicata instabile e pericolosa. Questo perché l'America degli anni '20 a ridosso dell'arrivo della Grande Depressione è un luogo dove streghe e maghi non possono in alcun modo avere contatti con i Nomag, con leggi e divieti molto più severi di quelli del Ministero della Magia Inglese.
Il carattere docile di Tina non resiste però all'ennesimo abuso perpetrato ai danni del povero Credence Barebone, che sceglie di difendere in prima persona sfruttando appunto la magia e fornendo argomentazioni a una piccola setta di fanatici odiatori. Questo dice molto su Tina, una cacciatrice di maghi oscuri disposta a mettere a rischio il suo stesso benessere pur di salvare uno sconosciuto dalla violenza, per lei intollerabile specie se fatta su di un innocente. Quello della maggiore delle Goldstein è un ruolo delicato che nasconde dubbi e incertezze ma anche una grande forza d'animo.

Una parte che la Waterston ha saputo decifrare e traslare sul grande schermo in modo sostanzialmente impeccabile, cogliendone tutte le sfumature e le criticità sentimentali che sbocciano sin dal primo incontro con il curioso Newt Scamander di Eddie Redmayne. Interessante è anche il sottile cambio di registro caratteriale nel passaggio dal primo al secondo film, dove appare più risoluta, nuovamente Auror e ancora una volta in missione per salvare Credence, che si scopre più importante del previsto.

Una carriera ancora in fiore

Certo, quello di Tina è il ruolo per cui la Waterston è tutt'ora più conosciuta, eppure la sua filmografia spazia tra i generi e contiene diversi titoli di una certa rilevanza. Di certo la sua carriera ha cominciato a sbocciare relativamente tardi, rispetto a quella di molti altri colleghi, quando lei già aveva 32 anni. È stato il ruolo di Emma Harrow in Boardwalk Empire della HBO a farla notare ai grandi autori, e infatti già nel 2013 ha collaborato con Ned Benson in The Dissapearance of Eleanor Rigby, ottenendo nel 2014 il suo primo e più significativo ruolo da co-protagonista nel bellissimo Vizio di Forma di Paul Thomas Anderson.
Già nel sofisticato adattamento del romanzo noir di Thomas Pynchon ha dimostrato di saper manipolare magnificamente carattere ed espressione dei suoi personaggi, rendendo Shasta Hepworth una femme fatale completamente fuori dai generi, sensuale e pericolosa sì ma meno carica di malizia, distrutta più dalla sua psicologia e dai suoi vizi che da altro. Un ruolo centrale ai fini dell'intreccio della storia che ha dato modo alla Waterston di brillare anche in poco screentime, elemento che associato alla sua collaborazione con Anderson le ha spalancato le porte di Hollywood. Sono infatti immediatamente arrivati Steve Jobs di Danny Boyle, Animali Fantastici e Alien: Covenant di Ridley Scott.

Specie l'ultimo film della saga di Alien doveva essere un nuovo trampolino di lancio per l'interprete, presentata, scritta, vestita e truccata per apparire in buona sostanza come la nuova Sigourney Weaver del franchise, però arenatosi su se stesso a causa dell'insuccesso ai botteghini mondiali.
Fattore che nulla ha comunque a che vedere con la centrata performance dell'attrice, effettivamente riuscita anche nell'intento della produzione di dare alla serie una nuova eroina badass, emotiva e profondamente umana. E dopo Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald e un 2019 di stanca, il 2020 vedrà Katherine Waterston protagonista dell'attesissima The Third Day di Dennis Kelly al fianco di Jude Law (posticipata da HBO al prossimo autunno) e di ritorno nel Wizarding World nei panni della sua adorata Tina, sperando possa avvenire il prima possibile.

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