Justice League: tra le profondità di Atlantide alla scoperta di Aquaman

È tra i protagonisti dell'acclamato crossover DC di Zack Snyder Justice League, ma chi è veramente Arthur Curry, il semidio marino dalle origini umane?

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Anche nel mondo supereroistico c'è chi viene preso meno sul serio. Aquaman, ad esempio, nonostante abbia una storia editoriale lunga e corposa, è forse il personaggio DC più negativamente parodiato di sempre, forse a causa della sua natura e dei suoi poteri. Il fatto di poter parlare con gli animali marini, come le balene, ha portato il povero eroe a prese in giro che vanno da Due Fantagenitori fino al Rat-Man di Leo Ortolani, per non parlare di altri show o fumetti famosi che hanno preso a cuore origini e abilità di Aquaman. Eppure il personaggio creato nel lontano 1941 da Mort Weisinger e Paul Norris, controparte DC del Namor di casa Marvel, ha ragioni da vendere per essere rispettato, in quanto tra i membri più vecchi e potenti della Justice League of America, addirittura citato come fondatore della famosa unione di supereroi.
Trasposto già nella serie tv Smalville della CW e interpretato da Alan Ritchson, Aquaman nel corso dei suoi 76 lunghi anni di carriera non è mai riuscito a sbarcare al cinema in un adattamento dedicato, destino comunque molto simile ad altri super DC quali Cyborg, Wonder Woman o The Flash, adesso invece pronti a fare il loro ingresso trionfale nel film di Zack Snyder. E nei panni del Principe di Atlantide troveremo il massiccio adone hawaiano Jason Momoa, promosso a pieni voti anche dalla critica nel ruolo, tra comic rilief e azioni muscolari. Ma proviamo ad approfondire storia e poteri di questo controverso eroe acquatico.

Dalla cima del faro alle profondità marine

Innanzitutto, come molti altri supereroi DC, anche di Aquaman esistono più versioni considerate canoniche, che hanno riscritto nel tempo a più riprese le origini del personaggio, lasciandole accavallare tra di loro, a volte più maturo e adulto, spesso tragico. Ma Aquaman è praticamente sempre stato Arthur Curry, almeno fino al 2006, quando poi Kurt Busiek e Butch Guice introdussero Arthur Joseph Curry, il Secondo Aquaman, la cui natura è comunque strettamente correlata a quella dell'originale. Comunque, le origini dell'eroe variano a seconda della Golden e della Silver Age, i due grandi periodi del fumetto americano. Nel primo caso, dagli anni '30 ai primi '50, si creò l'archetipo del supereroe e furono introdotti alcuni dei personaggi più famosi e amati del settore, mentre nel secondo, da metà anni '50 fino al 1971, si videro aggiornamenti creativi proprio sui super e una risposta del mercato nuovamente attiva dopo un ridimensionamento nell'ultimo periodo della Golden Age. Nella sostanza, ciò che non andava bene agli inizi venne modificato in seguito per adattarsi ai gusti di un nuovo pubblico, e Aquaman rientrò proprio tra questi eroi.
Se infatti inizialmente Arthur Curry era figlio di uno scienziato che scoprì le rovine di Atlantide, insegnando al figlio la respirazione subacquea e a sviluppare una grande forza, nella Silver Age venne profondamente ridimensionato lo status sociale umano del personaggio, adesso figlio di un guardiano del faro che ebbe in passato una relazione con una donna di Atlantide, madre di Aquaman e vera origine dei suoi straordinari poteri. Sin da bambino, Arthur sente di avere un profondo legame con il mare, dal quale non riesce a distanziarsi per lunghi periodi a causa di un lento deperimento fisico. Scoprirà in età avanzata le ragioni di questa sua necessaria vicinanza all'acqua, esattamente alla morte della madre, quando deciderà di utilizzare le sue abilità per difendere la città sottomarina e divenire Re di Atlantide.
Nel corso delle sue avventure, Aquaman scoprirà poi di avere un fratellastro, a sua volta dotato di capacità incredibili ma messe al servizio del male. Il suo nome è Orm, anche noto come Ocean Master, vera grande nemesi fumettistica dell'eroe acquatico. Il villain verrà introdotto nell'Universo Esteso DC nel film stand-alone di James Wan, interpretato da Patrick Wilson, a differenza invece di Mera (Amber Heard), moglie di Curry che vedremo già in Justice League.

Nella Silver Ager la storia di Aquaman si concluse con la morte del figlio per mano del temibile Black Mantha e il suo esilio auto-imposto a Detroit, ma come dicevamo molte sono le versioni del personaggio, e una seconda molto famosa e apprezzata è quella post-Crisi, dove venne introdotto il nome Orin e la madre di Curry fu ribattezzata Atlanna, regina di Atlantide. Qui la vicinanza alla natura divina è più preponderante: basti pensare che, prima di essere affidato al padre, Tom Curry, il piccolo Orin venne allevato da un branco di Delfini, in modo non dissimile da Zeus e dalla capra Amaltea. E la versione che dovremmo vedere al cinema dovrebbe essere una sorta di crasi biografica proprio tra la versione Silver Age e la post-Crisi, in modo da abbracciare a tutto tondo l'aspetto umano e semi-divino del supereroe.

Super(fish)man

Come ogni ibrido che si rispetti, Aquaman ha la capacità di resistere sia sulla terraferma che in mare, anche se, lo ripetiamo, la distanza dall'acqua è per lui deleteria, data una simbiosi vitale tra questa e il suo corpo. In quanto atlanteiano può nuotare a velocità supersonica, praticamente come il volo di Superman, con il quale condivide anche la stessa forza. Ha la pelle spessa e una resistenza come il Leone di Nemea ed è in grado di sopravvivere a pressioni oceaniche mortali per qualsiasi essere umano. Può sollevare e manipolare fino a 100 tonnellate di acqua ed è immune a fulmini e scosse elettriche. E come arma definitiva ha il Tridente di Poseidone, un micidiale artefatto della famiglia reale in grado di scatenare tempeste e mulinelli d'acqua, che però non vedremo in Justice League. Ah, e non dimentichiamoci della capacità di comunicare telepaticamente con ogni creatura marina, alle quali sovente chiede aiuto, squali, balene o anguille che siano.
Questo elemento potrebbe essere quello di massima spettacolarizzazione nel film di Wan, in quanto vedere scontri subacquei tra atlanteiani a cavallo di squali giganti o delfini ammaestrati non è cosa da tutti i giorni. Un supereroe, in sostanza, che non andrebbe preso alla leggera e anzi temuto. In Justice League, infine, il Curry di Momoa funge un po' da comic rilief del film insieme a Flash, il che non guasta e anzi dà una marcia in più al film data anche la gravità di Superman e Batman. È nella pratica un lavoro di compensazione necessario e "whedoniano", anche se poi il personaggio verrà approfondito con dovizia nello stand-alone del prossimo anno, dove, Tridente alla Mano, mostrerà il suo potenziale scatenato al 100%.

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