Justice League, tutto sullo Snyder Cut: la storica mossa di DC Films

Dopo anni di tira e molla con lo studio e un profuso attivismo social di fan e grandi personalità artistiche, la Director's Cut di Justice League è realtà.

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Dopo mesi di tira e molla tra autore e Warner Bros., appelli social dei fan e interventi di personalità artistiche non proprio ignorabili (pensiamo a Damon Lindelof, ad esempio), lo Snyder Cut di Justice League è realtà. Il watch party organizzato da Zack Snyder ha portato i suoi frutti, convincendo i piani alti di Warner e DC Films a dare il via libera alla Director's Cut del crossover. È stato tutto veloce e improvviso, fino alla pubblicazione di diversi poster in bianco e nero che hanno annunciato l'arrivo del film su HBO Max, piattaforma streaming dello studio che sarà lanciata il 27 maggio negli Stati Uniti d'America (per l'Italia tutto tace).

L'evidenza sottolineata dal regista è che "lo Snyder Cut sarà qualcosa di completamente diverso" rispetto al prodotto manipolato dallo studio e da Joss Whedon, che al tempo (tre anni fa) doveva imitare in qualche modo i toni di Avengers. Non ci riuscì, come sappiamo, apparendo fin troppo stanco e artificioso al netto di qualche sequenza azzeccata, da qui la curiosità degli appassionati e la volontà del regista di regalare una seconda possibilità al crossover, mettere da parte il flop economico e provare a tornare sui binari originali del racconto e della visione di Zack Snyder. E dai primi dettagli, sembrerebbe qualcosa di apparentemente nuovo e profondamente desiderato da tutte le parti tranne una.

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Tutti contenti, dunque? Non proprio. E qui evidentemente qualcosa ci sfugge. Nel gioco della maggioranza e dei ruoli, ogni parte sulla scacchiera sembra essere accontentata. Zack Snyder può finalmente ultimare un lavoro lasciato in sospeso da anni, rimastogli indigesto. Warner Bros. e DC Films hanno l'evidente opportunità di riparare un torto della vecchia amministrazione, approfittando al contempo di un'opportunità commerciale non indifferenza per la nuova piattaforma streaming, mentre i fan sono al settimo cielo per la notizia.
La mossa è già di per sé storica. Non consideriamo soltanto l'accoglienza dell'accorato e profuso appello degli appassionati (e non solo, a dire il vero) per vedere lo Snyder Cut, ma anche l'idea della Warner Bros. di investire ulteriori 20-30 milioni di dollari per finalizzare un progetto director's cut vecchio ormai di tre anni, la cui versione cinematografica è stata totalmente e indiscutibilmente deludente. Non è la prima volta che succede, comunque, che uno studio faccia proprio il malcontento o le richieste dei fan per rimodellare uno o più aspetti di un intero film. Il più recente esempio ci viene da Sonic.

È invece la prima volta che torna in lavorazione un film cambiando nuovamente regista e visione, con un finanziamento aggiuntivo pari a dei reshoot e la possibilità di aggiungere e tagliare a piacimento, senza stravolgere però il montaggio (a quanto pare il film è picture-locked). Significa che si possono integrare scene già girate all'epoca ma eliminate dal cut cinematografico, anche se sembrerebbe che a Snyder sia stato permesso di girare una sequenza con Martian Manhunter che era al tempo prevista in ulteriori riprese e invece mai girata. La durata complessiva del film sarà comunque di 4 ore, come originariamente previsto (doveva essere diviso in due).

L'arrivo su HBO Max comporta inoltre una possibilità aggiuntiva: quella di pubblicare il Justice League di Snyder in formato miniseriale, in sei episodi da 40 minuti l'uno. Un modello four hour movie che si adatta molto ai drammi e alle serie più mainstream o autoriali di HBO, in effetti. È da qui, in realtà, che arriva quel "completamente nuovo" dichiarato dal regista, perché sfruttando questo formato potrebbe plasmare in modo ancor più significativo il tono, il colore, la colonna sonora (tornerà Junkie XL) e il contenuto del progetto.

Pensando che il 75% delle scene del film "sono interamente frutto della visione di Joss Whedon" - come dichiarato da Snyder -, quello che ci aspettiamo è un prodotto travolgente e con una visione artistica completamente differente. Non tanto un prodotto stravolgente in termini di montaggio, come già sottolineato, ma soprattutto di sostanza, che si possa dire vicina all'essenza concettuale di Snyder. A molti l'operazione non piace. Il motivo è il passo indietro, il "precedente poco felice", una director's cut inutile.

Molto semplicemente non è così, perché tornando a ragionare sulle parti in gioco, ognuna di queste è estremamente consapevole dell'importanza e della validità del progetto. Dovesse rivelarsi un film estremamente diverso e molto più piacevole, Snyder ci guadagnerebbe in rispetto, i fan sarebbero soddisfatti e la Warner incasserebbe felice. Al contrario, dovesse essere un more of the same senza spina dorsale, al regista sarebbe stata comunque regalata l'opportunità di completare quanto aveva iniziato e lo studio, oltre alla buona azione, registrerebbe comunque introiti importanti tra abbonamenti e visualizzazioni. Perché a prescindere dalla bontà di questo nuovo Justice League, il prodotto resta appetibile in termini di curiosità, che è poi essenziale a una simile operazione.

A pagarne lo scotto sarebbero solo gli appassionati, ottenendo a ogni modo quanto desiderato, mentre Joss Whedon potrebbe addirittura essere riabilitato e Snyder resterebbe amato-odiato come sempre. Capite bene che sono tutti ragionamenti che troveranno conferma solo all'uscita del film, prevista sulla piattaforma streaming nel 2021. Fino ad allora, liberi tutti di godere o lamentarsi. Il giudizio concreto arriverà poi.

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