Joker, la storia cinematografica del re dei villain

Con l'arrivo di Joaquin Phoenix, il mitico personaggio di Batman troverà la sua ennesima e attesa interpretazione sul grande schermo.

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Psicopatico, burlone, clownesco, folle, violento, scherzoso, dandy. Una lista lunghissima, tutta per un solo personaggio, uno dei più amati dell'universo DC e del mondo di Batman. Parliamo naturalmente di Joker, la nemesi del Cavaliere Oscuro, il personaggio che tanti volti e trasposizioni ha avuto nel corso degli anni e che, ancora oggi, continua ad attirare l'attenzione con il suo carisma, il suo trucco bianco, le labbra rosse e i vestiti sgargianti.
Ad accendere gli entusiasmi negli ultimi tempi è stato l'annuncio di Joaquin Phoenix come futuro Joker nella nuova pellicola di Todd Phillips, che sarà il primo film in assoluto in cui il villain sarà unico e indiscusso protagonista.
Il folle clown non sarà più costretto a vivere all'ombra del suo acerrimo nemico, ma ci verrà raccontato sin dalle origini, occupando da solo il centro della scena. Eppure, nel corso degli anni, la sua forza lo ha messo spesso al centro del palco, molto più di quello che doveva essere il vero protagonista, Batman. Ripercorriamo questa lunga storia cinematografica.

Cesar Romero (1966)

Il primo fu lui, negli anni '60, nella mitica serie televisiva con Adam West e nel film a essa collegato uscito nel 1966.
Batman era da tempo un caso editoriale nel mondo dei fumetti e la serie fu la prima e più conosciuta trasposizione live action del prodotto, capace di farlo conoscere al grande pubblico. I toni farseschi e paradossali del progetto li conosciamo tutti e il Joker, da vero clown, non poteva che essere una divertente esagerazione di tutto quel mondo.
Del cattivo efferato e spietato che conosciamo oggi non c'era assolutamente nulla, così come mancavano quasi del tutto i riferimenti alla sua condizione mentale distorta. Quello di Romero è un "cattivo" per nulla pericoloso, quasi innocuo, capace di farsi notare più per le sue battute e per i suoi scherzi che per i suoi crimini.
La componente più oscura del personaggio, ben presente nelle pagine cartacee, era stata volutamente omessa. Banale e stereotipato, per nulla complesso, ma di importanza storica fondamentale: il personaggio entrò subito nel cuore della gente, diventando il nemico più apprezzato e conosciuto di Batman e il suo look, seppur eccessivamente giocoso e bonario, fece epoca e venne ripreso, in forme diverse, in tutte le successive uscite.
Capelli verdi, giacca fucsia, cerone bianco, rossetto rosso e quel ghigno memorabile, molto più dei vistosi baffi che facevano capolino sotto il trucco: Romero non li fece mai tagliare e i tentativi di nasconderli erano già all'epoca piuttosto maldestri.

Jack Nicholson (1989)

Amatissimo dal pubblico, un po' meno dai lettori, quello di Jack Nicholson fu un Joker sorprendente, figlio di un nuovo modo di intendere il personaggio, di valutarne l'importanza e di comprenderne la complessità all'interno dell'universo narrativo di Gotham City.
Merito di un Tim Burton pronto a riscrivere tutta l'iconografia dell'uomo pipistrello, ad accoglierne i toni dark e le sfaccettature più oscure, e di Alan Moore, che nel 1988 aveva mostrato al mondo come doveva essere raccontato e spiegato un cattivo con "The Killing Joke", storia di origini ancora oggi principale fonte di ispirazione per tutte le trasposizioni del personaggio.
Nicholson, grazie al suo talento naturale, riuscì ad adattarsi facilmente al villain, facendolo totalmente suo e regalandoci una delle sue più complesse e incredibili interpretazioni. Il cattivo, per la prima volta, riusciva a prendere il sopravvento sul protagonista, sia per minutaggio in scena che per il suo incredibile istrionismo. Il film ebbe il coraggio di tracciare le origini del criminale, di mostrarcelo prima e dopo la trasformazione.

Il ghigno malefico ma divertente di quel Joker è la perfetta evoluzione di quello di Romero: riesce a essere divertente ma anche inquietante, burlone e cattivo. Gli scherzi e le battute ci sono, così come le armi divertenti e i gadget strampalati, ma fanno tutti parte di un gioco serio, mortale e pericoloso.
Nicholson ha dato vita a un gangster folle e senza freni, compiaciuto dalla sua stessa immagine, con un gusto estetico spiccato e una passione per l'arte fuori dal comune. Un dandy intelligente, innamorato della vita e dei suoi piaceri, appassionato di scherzi ma con un animo oscuro, spinto da una voglia di "divertente" vendetta che non risparmierà nessuno.
Di vitale importanza anche il legame quasi simbiotico instaurato con Batman, anch'esso guidato dalla vendetta: da quel momento in poi i due diventeranno quasi una cosa sola agli occhi del pubblico.

Heath Ledger (2008)

Il più grande ruolo di una carriera finita troppo presto e nel peggiore dei modi. Quando Nolan ha rilanciato il Batman cinematografico con il suo Begins, nessuno si aspettava che sarebbe riuscito a creare il suo capolavoro assoluto con il secondo capitolo di una trilogia a oggi ancora insuperata - nel mondo cinecomic.
Dieci anni fa Il Cavaliere Oscuro sconvolgeva e catturava tutti noi, grazie a una storia matura, bellissima e ricca di colpi di scena, a un Batman ben calato nel suo ruolo e, soprattutto, a un Joker protagonista assoluto della vicenda.
Il taglio col passato è netto. Nel villain impersonato magnificamente da Heath Ledger non rimane praticamente nulla dei precedenti: ogni aspetto luminoso e giocoso viene eliminato a favore di un essere oscuro, terribile e spinto solo dai suoi istinti. Le differenze più palesi sono soprattutto a livello estetico: vestiti sgualciti, capelli unti e arruffati, trucco sbavato, sporcizia ovunque e rossetto appena accennato a coprire le profonde cicatrici di un sorriso beffardo e infido.

Ma è il carattere a colpire maggiormente, la sua indole, il suo modo quasi fisico e maniacale di approcciarsi al crimine e al suo nemico di sempre. Questo Joker non ha bisogno di un background per emergere, non cerca motivazioni; sono le sue azioni a parlare per lui, la sua folle e lucida genialità, la sua ricerca del caos a tutti i costi, il suo voler vivere in totale simbiosi con Batman.
Un ruolo cucito e sentito tanto dall'attore, capace di donare al personaggio comportamenti maligni e geniali, preponderanti su tutto, capaci di soverchiare e annullare tutto il resto. Senza mezzi termini, possiamo dire che è lui il vero protagonista del film, il motore degli eventi, il clownesco Dio che muove i fili della vicenda, che crea e distrugge, che cambia, in peggio, tutto ciò che lo circonda, come mai nessuno prima era riuscito a fare nel cinema supereroistico moderno.

Jared Leto (2016)

Si potrebbe anche non citarlo, per le poche scene che lo hanno coinvolto nel tanto discusso Suicide Squad, ma il Joker di Jared Leto ha fatto molto parlare di se, prima e dopo l'uscita del film.
Per nulla centrale nella narrazione, ha in ogni caso catalizzato su di se l'attenzione di tutti: questo Joker è figlio di un nuovo modo di intendere il personaggio, diventato centrale nelle vicende del Cavaliere Oscuro, qualsiasi esse siano. Il pubblico lo voleva a tutti i costi e forse il regista David Ayer ha deciso di dargli molto più spazio rispetto a quanto inizialmente previsto.
Il risultato è un personaggio impossibile da catalogare, un pazzo estremamente violento e brutale, che per la prima volta si adatta all'attore che lo interpreta. Via le mutilazioni e le deformazioni, per un uomo forte e muscoloso, coi capelli corti, i denti d'acciaio e una miriade di tatuaggi, un look da gangster moderno e profondamente pacchiano.
Una scelta coraggiosa e destabilizzante, un'interpretazione nel suo piccolo eccessiva ma abbastanza riuscita, spaventosa al punto giusto ma troppo breve per poter essere valutata come si deve. Leto fa bene il suo lavoro, ma la sensazione di non avere davanti un "vero Joker" è più che palese.
Una differenza rispetto al passato va però sottolineata, con il clown che, per la prima volta, non fa da contraltare al Cavaliere Oscuro, ma vive in funzione della protagonista femminile Harley Queen, per una coppia che, se sfruttata bene, potrebbe regalare buoni momenti in futuro.

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