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Joker: riguardarlo su Netflix è ancora più doloroso di prima

Il film di Todd Phillips approda su Netflix e si dimostra ancora una volta, a due anni di distanza, un perfetto racconto di alienazione sociale.

Joker: riguardarlo su Netflix è ancora più doloroso di prima
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Arthur Fleck è un uomo solo, senza amici, bloccato in un lavoro che non gli dà alcuno stimolo. Deve badare all'anziana madre, rimasta sola come lui a sguazzare nei ricordi di un fantomatico amore passato, e vive in un appartamento nella zona degradata di Gotham City. Tra i fumi di una città malata, che vede allargarsi sempre di più la forbice sociale tra gli aristocratici nei loro palazzi e la gentaglia costretta alle ruberie più disparate, Arthur sogna di diventare un comico di successo, ma la mancanza di talento rende le sue speranze una lontanissima chimera. Un raro e ironico disturbo psichico lo costringe però a trovare sempre il lato divertente di ogni situazione: l'uomo è infatti vittima di improvvisi attacchi di risate che non può controllare in alcun modo.

Stanco di essere costretto a ridere davanti ad un mondo che cerca di schiacciarlo, Arthur decide che è arrivato il momento di cambiare le cose: un collega gli ha prestato una pistola, e lui ha intenzione di utilizzarla. Il trucco pesante cancella per sempre l'esistenza di Arthur Fleck, mentre Joker ascende al trono di icona dei più deboli grazie alla violenza efferata con la quale si difende dai suoi oppressori. Gotham City brilla in una notte oscura e senza stelle, bruciando in un vortice di fiamme mentre una folla di clown si riprende con la forza una città che, almeno per una volta, appartiene agli sconfitti. E noi, a rivederlo su Netflix, non possiamo che pensare quanto sia ancora più doloroso di prima.

Siamo tutti soli

Il film diretto da Todd Phillips (trovate qui la nostra recensione di Joker) è stato presentato al Festival di Venezia nel 2019. Sono passati più di due anni da quel primo balletto psicotico sulle scale del Bronx, e nessuno poteva immaginare cosa stesse per accadere all'umanità.

Ritroviamo Joker nel catalogo dei film Netflix di dicembre 2021, dopo anni trascorsi con il terrore di un virus che ci ha separati gli uni dagli altri: nonostante una campagna vaccinale mastodontica, tra i notiziari rimbalzano ancora i timori di nuove chiusure, di ulteriori lockdown. Ogni singola persona sul pianeta Terra è stata costretta al distanziamento sociale, mentre una crisi economica spaventosa ha mietuto un numero incalcolabile di vittime. Chiusi nella nostra casa, lontani da tutti gli altri, ci siamo ben presto stancati delle videochiamate, di cantare sul balcone, di aiutarci a vicenda. "Ne usciremo più forti, persone migliori" è diventato in pochissimo tempo uno slogan patetico. Abbiamo visto le strade del mondo svuotarsi di persone e riempirsi di bare, e lo abbiamo fatto da soli, davanti alla tv o ad un pc. Dopo questo periodo lunghissimo, apparentemente interminabile, abbiamo scoperto che la tenebrosa fascinazione verso lo storico villain di Batman è aumentata a dismisura: ci sentiamo più vicini a lui, alla sua folle ricerca di giustizia sociale, dopo aver visto due interi anni della nostra esistenza scomparire nel nulla davanti ai nostri occhi.

Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani...

Furono in molti nel 2019 a vedere in Joker una provocazione, violenta e sanguinosa, che si affiancasse alle rabbiose proteste del Black Lives Matter contro la brutalità della polizia. Le persone manifestavano riempiendo le strade e le piazze di tutto i Paesi, esigendo giustizia ed una profonda riflessione sullo stato sociale del mondo civilizzato.

Più che una provocazione, il film si dimostrò foriero di una violenza che attendeva solamente una piccolissima scintilla per esplodere. Quella stessa violenza, sopita ma sul punto di risvegliarsi, percorre le nostre vite nel 2021, cavalcando l'onda delle rinunce di libertà in nome della salute pubblica. La dicotomia che vede contrapporsi i temi di questa pandemia è solo una spia di un messaggio profondamente più importante, che giace al centro di una questione sociale che ha origini antichissime ed è ancora irrisolta.

Da una parte ci sono i ceti più abbienti, le persone vestite in giacca e cravatta, che vivono di responsabilità e che sembrano troppo spesso intoccabili, a volte quasi ignare dei problemi che vorticano fuori dal loro orticello. Dall'altra c'è la gente comune, gli Arthur Fleck di qualsiasi paese, quelli che sono costretti ai salti mortali per riuscire a mangiare ogni giorno. Prendono botte e continuano a rialzarsi, per poi prenderne ancora e tornare su; un po' più deboli, un po' più stanchi. Ma il personaggio interpretato da Joaquin Phoenix insegna - e nel cinema lo aveva già fatto Kassovitz con L'odio - che a volte basta una scintilla per trasformare il mite Arthur Fleck nel violento Joker.

Cinema purificatore

Joker è un racconto di alienazione sociale: un'alienazione con la quale abbiamo purtroppo fatto i conti per due lunghi anni ormai, e che ha lasciato profonde cicatrici nel nostro benessere psichico. È per questo ancora più doloroso oggi veder bruciare Gotham City, ma è un dolore stranamente piacevole, quasi catartico: sullo schermo vediamo scorrere immagini di una violenza terribile, ma quella del film è una rabbia che giace dentro tutti noi, e che cerchiamo di tenere a bada per non distruggere definitivamente un contesto comunitario già sfilacciato.

Per colpa del Covid abbiamo perso momenti di gioia sociale; con le sue conseguenze economiche c'è chi ha perso il lavoro, la casa, la stabilità emotiva.

Nonostante tutte le privazioni, la situazione sembra quasi identica a quella che ci attendeva al varco nel 2019, l'anno dell'uscita in sala di Joker. Di scintille ce ne sono state, e continuano ad accendersi alimentando un fuoco di ribellione che sembra ormai pronto ad espandersi oltre il punto di non ritorno. Guardare Joker oggi, nel 2021, è un'esperienza più intensa di quanto non lo fosse due anni fa: la rabbia che esplode fuori dalla gabbia di Arthur Fleck, simbolo degli sconfitti, è la stessa che sentiamo crescere nei nostri cuori. Nonostante tutte le polemiche rivolte al messaggio per nulla edificante della pellicola (abbiamo già parlato di prua e isteria di massa in Joker), è grazie a film come questo che possiamo in qualche modo tenere a bada la furia che sentiamo essere pericolosa quanto giustificata: vedere Gotham City bruciare, mentre il clown balla su un'auto della polizia sfasciata, è un piccolo palliativo empatico che ci permette di rialzarci ancora una volta da terra; un po' più deboli, un po' più stanchi.

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