Joker, le possibili ispirazioni dietro al film con Joaquin Phoenix

Le foto provenienti dal set ci danno modo di analizzare il look del protagonista e qualche dettaglio di contorno del film di Todd Phillips.

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Nel bene e nel male, in queste ultime settimane l'attesissimo Joker di Todd Phillips (Una notte da leoni) sta monopolizzando l'attenzione mediatica dell'intero settore. Le riprese dell'origin story dedicata al Clown Criminale si stanno infatti svolgendo in quel di New York, in un set non propriamente blindato e invaso dai paparazzi.
Stiamo parlando della nuova iterazione cinematografica di uno dei personaggi dei fumetti più amati di sempre, portata al cinema da un interprete completo e sfaccettato come Joaquin Phoenix: ovvio che capitalizzi l'interesse del pubblico e della stampa.
Certo è probabile che la campagna marketing, pensata da Phillips e Walter Hamada, non prevedesse tutto questo materiale online a sole due settimane dall'inizio della produzione, ma non è comunque una cosa venefica, anzi. La DC Films ha bisogno che si parli tanto e in positivo di un suo progetto, motivo che poi ha lasciato il set abbastanza aperto alle intrusioni di curiosi e fotografi, oggi però lo stesso regista è arrivato a lamentarsi dei "troppi paparazzi durante le riprese".
In fondo, è stato lo stesso Phillips a mostrarci il look del Joker e prima ancora il reveal ufficiale di Arthur Fleck, quindi l'idea è che ci sia dietro una campagna promozionale precisa che sta venendo ridicolmente smembrata dalle troppe foto provenienti dal set.
Oltre a rappresentare un problema per moltissimi appassionati, che vedono mancare l'elemento sorpresa, questa "bulimia fotografica" coadiuva in realtà diverse speculazioni sulle possibili ispirazioni legate al trucco di Phoenix e anche alla trama del film, che certamente ci aiutano a inquadrare meglio un titolo tanto delicato e importante.

Prima gli ultimi

Spiegavamo giorni fa come il Joker di Phillips voglia raccontare l'emarginazione sociale, gli ultimi, quella fetta di popolazione messa all'angolo, priva di un'adeguata assistenza, di un lavoro.
La conferma dell'approfondimento di questa specifica tematica arriva in primis dalla sinossi ufficiale del film, le ultime foto dal set sembrano poi raccontarci molto di più. Prendiamo in esame il video che mostra Phoenix truccato da Joker uscire dal treno metropolitano.
Qui - almeno apparentemente - Arthur Fleck ha già assunto l'identità del Clown, anche se la storia dietro la sua trasformazione non è fortunatamente trapelata - o almeno non ancora. Lo vediamo uscire dal treno con una maschera da clown in volto, salvo poi scoprire che sotto di essa l'identità del Joker si è già impossessata della sua persona, in modo indelebile.
Quella maschera la indossa solo per nascondersi tra le fila di una folla fomentata e urlante, ammirando dall'interno quelle che sembrano essere le conseguenze di un suo precedente operato.
Sullo sfondo, è possibile vedere un gigantesco volto di cartapesta truccato come il Joker, mentre diverse persone che stanno aspettando la metro indossano a loro volta le maschere da clown, questo prima che Phoenix esca dal treno portando il caos in quella fermata, tra gente urlante e in fuga (che non indossa maschere) e altri figuri, sostenitori del Joker, che invece cominciano a picchiare persone a caso e distruggere tutto.
Intanto, su molti cartelli portati da svariati manifestanti, si leggono frasi come "Blame Wayne", "Clown for Mayor" o "Work is a right", il che ci dà un presumibile quadro della situazione.
Da ultimo, emarginato e disoccupato, Fleck per qualche motivo impazzisce e sceglie di mettersi pubblicamente contro i ricchi e i corrotti, assumendo l'identità del Clown, del Joker.
Lo fa in modo così assuefacente e attivo da divenire quasi un capo carismatico per quella parte di società dimenticata e psicologicamente plasmabile, che incolpa personaggi come Wayne delle loro disgrazie, della loro povertà. Mettendosi contro i poteri forti, il Joker porta una ventata di cambiamento radicale, forse anarchica, ponendosi al vertice del malcontento sociale.

Non pensiamo si candidi realmente a sindaco della città, ma che arrivi tramite i suoi mezzi di persuasione a stuzzicare ferite aperte fino a farle sanguinare copiosamente, convincendo la popolazione di come la sua sia la migliore scelta possibile.
Fosse così, la chiara ispirazione di Phillips e Scott Silver non sarebbe soltanto il seminale The Killing Joke di Alan Moore, anche l'ultimo e controverso Batman White Knight di Sean Gordon Murphy, in cui proprio il Joker assume le vesti di sindaco di Gotham City, instaurando un vero e proprio clima di crimine civile, supportato dalle autorità.
Ovviamente un'ispirazione marginale, ma comunque in funzione di un racconto in cui l'aspirazione del protagonista è un capovolgimento sociale secondo cui - senza velleità religiose - gli ultimi devono essere i primi.
In un contesto simile, prendendo in esame i due lavori sopra citati, anche il trucco del Joker assume allora una valenza significativa, in quanto non solo rappresenta la maschera della follia di Arthur Fleck, divenuto ormai schiavo delle sue pulsioni più violente e amorali, ma anche un vero e proprio simbolo, quello del Clown, che per il nostro protagonista ha un particolare e profondo significato.
Questo potrebbe essere collegato alle prime foto dal set, dove vediamo Arthur prendersi gioco di un clown interpretato da Glenn Fleshler. Per Fleck, essere un clown significa probabilmente mostrare gioia anche davanti alle avversità, quando la vita ti rema contro. Vuol dire avere un sorriso perpetuo stampato in faccia, un trucco coprente che nasconda le tenebre che si annidano in un'anima dilaniata.
Per questo il Joker di Phoenix deve raffigurare quanto più possibile il volto di un clown: perché deve essere un emblema. E l'ispirazione, in questo caso, è invece il Joker ideato da Enrico Marini, che porta sul volto lo stesso trucco visto nelle foto dal set. Non il migliore e neanche il più amato, ma sicuramente quello che nell'economia del film trova una sofisticata e intima importanza.

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