Joker, il più importante traguardo della DC Films a guida Walter Hamada

Vicino al miliardo, tra i film meglio votati di IMDb, dibattuto e approfondito e probabile contendente agli Oscar 2020: il Joker se la ride di gusto.

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Che percorso incredibile, il Joker di Todd Phillips. Un progetto outsider e differente che, dal momento esatto della sua anteprima mondiale alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia fino al giorno della sua uscita nelle sale, ha saputo capitalizzare l'attenzione dei media e del grande pubblico, sia per motivi prettamente cinematografici e di adattamento, sia per questioni sociali ritenute critiche e fraintendibili, persino spaventose.
Una doppia faccia, questa, che tanto sulla breve quanto sulla lunga distanza non ha avuto alcuna ripercussione negativa sugli introiti dell'atipico cinecomic diretto da Todd Phillips e interpretato da Joaquin Phoenix, lasciandogli conquistare sin dal weekend d'apertura il primo posto ai box office mondiali.
Accompagnato infatti da un mix di enorme entusiasmo e feroci critiche all'impianto tematico imbastito da Phillips e Scott Silver (problematico "perché superficiale ed equivoco", hanno detto i contrari), il Joker non ha subito contraccolpi di alcun tipo in termini d'incassi, dimostrandosi anzi il successo più grande, il traguardo più importante, della DC Films a guida Walter Hamada, molto più dirompente e significativo dell'Aquaman di James Wan, inabissato con prepotenza dall'imponente valenza artistica e concettuale dell'anomala e ricercata storia d'origini del Clown Criminale.

L'alternativa

Soffermandoci per un solo istante sui freddi numeri del botteghino, che parlano una lingua precisa e matematica, mai menzognera ma asettica, che non spiega in modo adeguato strategie e calcoli a monte, il Joker è uno dei film che hanno incassato di più in questo 2019, accaparrandosi diversi e importanti record. Con i suoi attuali (ma in crescita) 984,891 milioni di dollari nel mondo, l'opera di Phillips si è piazzata innanzitutto al primo posto di qualsiasi titolo mai uscito nel mese d'ottobre nell'intera storia del cinema, superando il Deadpool di Tim Miller (782 milioni) e il Venom di Ruben Fleischer (856 milioni) come il lungometraggio Rated-R con il più alto incasso di sempre.
Con un budget iniziale inquadrabile tra i 57 e i 70 milioni di dollari (più diverse spese aggiuntive per la promozione), raggiungendo quota 900 milioni, Joker è divenuto poi il cinecomic più profittevole mai prodotto, superando risultati come quelli di The Mask (61 milioni di budget/356 milioni incassati), il Batman di Tim Burton (35/411) o - di nuovo - di Deadpool (58/782) e Venom (90/856).

A coronare infine un successo tanto travolgente ci pensa il fatto che, nell'anno che sta ormai per concludersi, proprio il film con Phoenix è il solo progetto non Disney/Marvel a poter sperare di raggiungere e superare il miliardo di dollari, piazzandosi (eventualmente) al settimo o sesto posto dei più alti incassi del 2019.

Pur non spaventando come vorrebbe la Casa di Topolino, il risultato raggiunto da Joker è senza dubbio sintomo di una visione drasticamente polarizzata rispetto a quella di Kevin Feige e soci, che non vuole cioè puntare sull'estrema condivisione dei contenuti con bollini family friendly, politically correct e rivolti tendenzialmente al più grande parterre d'audience possibile, perché nella lungimirante, ormai rodata e sperimentata visione di Hamada, il futuro cinematografico della DC si concretizza in un'antitetica e solida alternativa al way of thinking della Disney.

Chi ha paura dei Clown?

Il modus operandi del nuovo presidente della DC Films si è infatti rivelato strategicamente ispirato e votato in particolar modo a una revisione totale dell'impianto promozionale dello studio, a un repulisti generale dell'area marketing. L'immagine è tutto, al giorno d'oggi, e la comunicazione è forse al primo gradino della catena di vendita, tanto che già in fase di riprese il Joker si è presentato con insistenza agli spettatori nella sua forma embrionale e non filtrata dall'occhio cinematografico, tra foto e video dal set. Tutto calcolato, immaginiamo, per creare curiosità e aumentare l'hype dei futuri paganti, per giunta a costo zero.
Dal momento della distribuzione del primo teaser poster ufficiale, poi, gli ingranaggi della macchina comunicativa della DC e di Todd Phillips hanno cominciato a martellare costantemente il web con informazioni velate sul progetto e poi con tantissimo materiale, come poster, spot TV, clip, immagini e video dal backstage.

Oltre alla calorosa e premiata insistenza nella vendita del progetto, non appena sono sbarcate in rete le prime aspre perplessità sul film, interamente incentrate sulla pericolosità del messaggio veicolato, sulla distorsione attiva di problematiche quali isolamento, povertà o malattia mentale nella società civile odierna, con riflessioni ponderate sui possibili e negativi risvolti reali di un titolo anche descritto come "incel friendly", la Warner Bros, Phillips, Phoenix e la DC Films hanno controbattuto a simili accuse con forza e decisione, addirittura sfruttando le recensioni sfavorevoli per continuare a promuovere Joker nel marketing post-release, nei cosiddetti poster o trailer "della critica".

In buona sostanza, hanno lasciato che l'ultima parte del tragitto la percorressero i media al posto loro, che si sostituissero alla loro voce in ambito comunicativo, cavalcando al contempo tanto le ricezioni positive quanto quelle negative, cercando una quadra efficace all'isteria di massa creatasi in America e alla vendita necessaria di un'opera di grande impatto cinematografico ma per molti spaventosa, stravolgente.

Hanno saputo adeguare le proprie esigenze promozionali all'essenza primaria dei Clown, personaggi nati per intrattenere con eleganza e qualità l'audience e donare sorrisi malinconici e incerti sui volti della gente, pur rappresentando paradossalmente anche una delle più diffuse fobie al mondo. Adesso un po' di più anche per i Marvel Studios.

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