Joe Wright e la storia inglese su grande schermo

La storia inglese raccontata da Joe Wright, regista londinese: dall'esordio con Orgoglio e Pregiudizio all'acclamato L'ora più buia.

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Le immagini di una campagna rurale inglese, dove i primi raggi del sole illuminano il paesaggio, aprono Orgoglio e Pregiudizio, opera prima di Joe Wright, registra londinese che sa come rielaborare elegantemente la storia e i classici della letteratura britannica. Affascinato dai film in costume, il cineasta porta sullo schermo personaggi forti e conflittuali (come Elizabeth Bennet, interpretata dalla sua musa Keira Knightley) ma umani (come il Winston Churchill di Gary Oldman). Attraverso dettagliate ricostruzioni e delicate ambientazioni, talvolta da sogno, Joe Wright è riuscito a raccontare la storia, trasformando fatti ed eventi in drammi incantevoli, all'interno dei quali spesso lo spettatore si perde. Tra dettagli pittoreschi e costumi di scena raffinati, scopriamo in che modo il cineasta ha portato il recente passato britannico su grande schermo.

Orgoglio e Pregiudizio: la fedeltà di un classico in forma moderna

La rappresentazione della società inglese del diciottesimo secolo: tra chiacchiere da salotto, guerra tra i sessi e personaggi raffinati, complicati e dalle mille sfaccettature. L'incantevole trasposizione cinematografica di Orgoglio e Pregiudizio a opera di Joe Wright è fedelissima all'omonimo romanzo di Jane Austen, tanto che ne riprende, per filo e per segno, ogni scena e ogni battuta, anche se alcuni passaggi vengono aggiunti ed esposti in maniera assolutamente originale e moderna. Il regista rende Elizabeth Bennet un'eroina femminista, al pari della sua omonima letteraria: testarda, indipendente e convinta fino alla fine delle sue opinioni. Wright affida tutto nelle mani del talento naturale di Keira Knightley, perfetta nei drammi in costume, all'epoca già notoriamente famosa per i film sui Pirati dei Caraibi.

Espiazione: la guerra che divide l'amore e l'arte che salva la vita

Keira Knightley è di nuovo la musa di Joe Wright, stavolta per la trasposizione del romanzo Espiazione. Cercando di replicare il successo di Orgoglio e Pregiudizio, il regista si cala in un dramma amoroso ed esistenziale che copre la Seconda Guerra Mondiale. Scoppia il conflitto, gli amanti Cecilia e Robbie, già separati dalle (false) accuse causate dalla fervida immaginazione della giovane Briony, vivono una storia a distanza, lontana dagli agi e dalla famiglia. L'immagine che Wright offre al pubblico è quella di un'Inghilterra desolata, depressa e sconvolta dalla guerra in corso dove il lieto fine è ben lontano da quello descritto da un'adulta Briony, diventata scrittrice per espiare i suoi peccati e concedere, attraverso il suo ultimo romanzo, alla sorella Cecilia e al suo amato Robbie quella speranza a loro negata, con la guerra che li ha uccisi.

Pan - Viaggio sull'isola che non c'è: la rilettura di un classico che non decolla

Tutti siamo stati piccoli e ognuno di noi ha immaginato di essere come Peter Pan. Basandosi sul romanzo di James Matthew Barrie, Joe Wright compie una nuova rilettura sul "bambino che non voleva crescere", classico della letteratura inglese, portando lo spettatore in un mondo magico e fatato, tra pirati, sirene e altre creature dell'Isola che non c'è. L'ambientazione è di nuovo la Seconda Guerra Mondiale. Per il piccolo Peter non è facile essere un orfano e vivere in quell'epoca in un istituto non ospitale e rigido. L'idea di Wright, di descrivere le origini del personaggio di Barrie, è ambiziosa, ma Pan non decolla: buone le ambientazioni - che ormai Wright predilige - ma la fiaba ha un punto di non ritorno.

L'ora più buia: alla scoperta di un Winston Churchill umano

L'ora più buia è il lasso di tempo che tiene Winston Churchill sotto scacco. L'appena eletto primo ministro inglese deve prendere due importanti decisioni: negoziare un trattato di pace con la Germania nazista o continuare la guerra, mentre le truppe inglesi sono bloccate sulla spiaggia di Dunkerque. La sua scelta cambierà per sempre la storia non solo della nazione, ma del mondo intero. Chiuso in sé, in bilico tra queste decisioni cruciali, il Churchill di Wright non è più solo un politico, ma è un uomo. Testardo ma dubbioso, irascibile ma fermo: Gary Oldman è un trasformista, uno dei migliori nella storia del cinema, che nelle mani del regista diventa un personaggio da esplorare nel pubblico e nel privato. Di nuovo siamo in un'epoca intensa, certamente "buia", come suggerisce il titolo del film, con un re scettico, un popolo non preparato e tutti contro il primo ministro. L'atmosfera che circonda Churchill è dunque cupa, con pochi spiragli di luce e colori freddi. Come abbiamo detto, Joe Wright ama cogliere ogni dettaglio e anche in questo caso la sua scelta è impeccabile.

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