Jim Carrey, i 5 ruoli più iconici del Dr. Robotnik di Sonic

Jim Carrey è l'interprete più plastico della nostra epoca. Ma quali sono i suoi ruoli più iconici? Ecco la nostra "sfumeggiante" classifica.

Jim Carrey, i 5 ruoli più iconici del Dr. Robotnik di Sonic
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Detective acchiappanimali, avvocato di grande successo (anche se con qualche problema a mentire), Grinch, rompiscatole, magistrale "Eggman", come lo abbiamo descritto nella nostra recensione di Sonic 2 e, per una settimana, persino Dio: chi scrive, è consapevole del fatto che questo sarà uno di quegli articoli scomodi. Perché catalogare soltanto cinque ruoli iconici di Jim Carrey, è impossibile. Anzi, praticamente follia. Ma se lo amiamo, vuol dire che la follia un po' ci piace. Amiamo quel labile confine difficilmente riconoscibile che gli estroversi condividono coi geni. Jim Carrey, all'anagrafe James Eugene Carrey, è tra gli attori più famosi dei nostri tempi per l'esuberanza, la mimica facciale e la massima capacità plastica che un volto umano può rendere.

Con un talento così, ci è nato per forza: già da bambino infatti sognava di fare il comico, mandò persino il suo curriculum al The Carol Burnett Show all'età di dieci anni. Anche i suoi insegnanti di liceo gli concedevano di fare un piccolo siparietto durante l'intervallo. Come resistergli, d'altronde? Jim Carrey è tante personalità in un corpo solo, probabilmente tra gli attori più iconici e versatili che il piccolo e il grande schermo ci abbiano mostrato. E ora, con grande difficoltà e molta umiltà, cerchiamo di presentare i suoi ruoli più indimenticabili, più riconoscibili. Più "sfumeggianti".

Ace Ventura

Jim aveva 32 anni quando indossò i panni, o meglio, le camicie hawaiane di Ace Ventura - l'Acchiappanimali. Ma il lancio di Carrey in pasto al grande pubblico, non è dei migliori: il film viene stroncato dalla critica, al punto che ricevette una nomination al Razzie Award, come peggior attore esordiente del 1994. La pellicola di Tom Shadyac viene descritta come "troppo volgare" per via dei continui turpiloqui e delle allusioni sessuali.

Così, il protagonista di Ace Ventura non si riesce a inquadrare in un'opera per famiglie e neppure in un giallo: sempre secondo la critica, c'è troppa superficialità durante l'indagine per poter essere definito un poliziesco canonico; la presenza degli animali, delfini da salvare e cuccioli da proteggere, la facilità strutturale e gli sketch comici di Carrey, d'altra parte, motiverebbero la riduzione dell'età media del target. Ma così non è. E, soprattutto, alla fine è palese che il film non sia rivolto direttamente ai bambini. Oggi, forse, la nota "comica" della scena finale, si perderebbe molto e, anzi, susciterebbe molti problemi alla regia per chiari riferimenti LGBTQ. Ma Ace Ventura, per il pubblico, non conquista come lungometraggio, ma trionfa come personaggio. È da questo momento che il mondo ride con l'attore comico "dalla faccia di gomma". Una descrizione, un destino: subito dopo l'acchiappanimali, Jim Carrey indossa la maschera verde di The Mask. E a qualche mese di distanza, finisce dentro un furgoncino con le fattezze di un cane, interpretando Lloyd di Scemo & più scemo, altro personaggio che alimenta la sua popolarità.

Ace Ventura non è etico, molto probabilmente è anacronistico oggi. A lui piacciono molto gli animali, "a pelo lungo e molto ricchi!". E sebbene in pochi abbiano apprezzato la potente satira che, in realtà, sta dietro al suo detective, c'è una cosa su cui almeno tutti hanno concordato: questo Jim Carrey fa ridere; acchiappa (il pubblico... non solo gli animali). Meglio, pertanto, non perderlo di vista.

Bugiardo Bugiardo

La conferma delle capacità attoriali di Jim Carrey non si fa attendere. Il The Guardian in persona decreta quest'altra pellicola di Tom Shadyac come addirittura il ruolo più iconico nella carriera di Jim Carrey. Il motivo? Ricordate la scena in cui il protagonista, Fletcher Reede, si picchia da solo dentro alla toilette per riavere il controllo delle sue menzogne e della sua vita?

Ecco, quella scena è tutta vera. Persino i suoni che sentiamo sono autentici. E Il The Guardian stesso si pone la domanda la cui risposta è alla base del successo di questo film: quale altro attore sarebbe stato altrettanto credibile, comico e drammatico allo stesso tempo, picchiandosi e sbattendosi contro un orinatoio perché non riusciva a mentire? "C'è gente che ci campa alla grande con le smorfie!" dice Fletcher. In un certo senso, l'avvocato bugiardo rappresenta splendidamente la figura di Jim Carrey a quel punto della sua carriera: è in rapida ascesa, inizia a farsi notare, ma non per i motivi giusti. Proprio come Fletcher non riesce a esprimersi, anche Jim non è stato capito all'inizio. E proprio come Fletcher, finalmente, l'attore finirà presto di mentire a se stesso. Bugiardo Bugiardo incontra il favore della critica sin da subito, finalmente si vede l'umanità dietro il volto "di gomma", la profondità dietro un ruolo che dovrebbe soltanto far ridere; Jim Carrey, con la sua faccia e tutto il resto, riesce a dimostrare tutta la sua 'immensa potenzialità e la "serietà". E siamo comunque ancora soltanto all'inizio.

The Truman Show

Un anno dopo Bugiardo Bugiardo, ecco il titolo che incorona Jim Carrey non più come una maschera plasmabile, bensì come un Tru(e)man: la pellicola di Peter Weir è un successo, riceve nomination su nomination, tra cui tre agli Oscar; in quasi tutti i principali concorsi della categoria vengono elogiate la regia, la sceneggiatura e le capacità attoriali di Jim Carrey.

Prima di Neo e Morpheus di Matrix, Truman Burbank scuote le nostre coscienze e le nostre realtà. Prima di Cloverfield e sicuramente in maniera più comica, The Truman Show fonde e confonde gli elementi multimediali: pubblicità, reality show, soap opera, documentario, spettacolo, antropologia; in questo film sono stati scanzonati e smascherati tutti. Prima di V per Vendetta, Jim Carrey fa la rivoluzione e proprio attraverso la televisione, strumento che altera le nostre percezioni, ci libera. Dietro un sorridente cittadino del mondo degli anni ‘90, educato, onesto e profondamente umano, c'è la volontà di non appartenere a uno "show", non essere vincolato a un ruolo, bensì liberare la propria, autentica essenza. Dietro la commedia, la comicità e una faccia così iconica che sfonderebbe lo schermo anche senza parole, c'è al contrario una complessa rete di temi, di cultura e filosofia.

C'è il desiderio di libertà, c'è l'accusa contro la vita che fanno gli attori, c'è il superamento delle proprie paure e, soprattutto, un Jim Carrey che, finalmente, fa ridere e fa piangere. Non sappiamo che fine farà Truman, lo spettacolo è finito, il pubblico cambia canale. Tutto ciò che sappiamo è che con questo Show, anche il cinema, sotto sotto, non sarà più lo stesso.

Se mi lasci ti cancello


In ogni sua performance, Carrey ha sempre messo una nota speziata comica. Che fosse un'espressione, una battuta, Jim non ha mai abbandonato la sua iniziale inclinazione alla comicità. Fino a questo momento: in Se mi lasci ti cancello, estremizza ciò che già aveva seminato con Truman Show.

Nella pellicola di Michel Gondry, per la prima volta, Jim non porta la sua fisicità. Dopo quasi un decennio di attività frenetica, in cui Carrey si picchia, si snoda, si deforma e si riempie persino di pelo verde di yak (sì, il Grinch interpretato da lui, comprendeva una tuta di spandex con pelo di quell'animale; sarà forse per questo che il Grinch di Jim Carrey è migliore di quello di Benedict Cumberbatch?), paradossalmente in Se mi lasci ti cancello, l'attore non si dimena. Anzi, è vittima della sua stessa mente e dei suoi ricordi. Riesce a seguire, senza neppure troppi sforzi, un ruolo ancora più psicologico e malinconico di quanto non fosse Truman. Si libera di ogni peso del comico ed esplora, insieme allo spettatore, ulteriori sfumature della realtà e della mente umana. Prende alla gola lo spettatore con sfumature nuove, quasi da thriller, elemento che emergerà ulteriormente nel prossimo titolo, Number 23. La sceneggiatura di Charlie Kaufman vince il premio Oscar, eppure Jim non ottiene nemmeno stavolta una nomination. La critica commenta ciò come "un'occasione davvero mancata". Siamo d'accordo.

Kidding

A lungo ci siamo dibattuti sull'ultimo, iconico ruolo di Jim Carrey da citare: all'inizio, l'ultimo posto volevamo riservarlo all' Andy Kaufman interpretato da Jim Carrey in Man on The Moon. Perché è la dimostrazione lampante che, col passare degli anni, Jim è stato in grado di rinnovarsi come attore, esplorando nuovi orizzonti interpretativi e riuscendo sempre, ogni volta, ad andare sulla luna e oltre.

Un grande comico interpretato da un altrettanto grande comico: un film profondamente biografico, dannatamente perfetto per Carrey, anche per la sua drammaticità esistenziale. Anzi, soprattutto per questo. Però no, nonostante la menzione d'onore, l'ultimo spazio che dedichiamo ai volti più rappresentativi di Jim Carrey, è per lui, Mr. Pickles. Kidding accusa i difetti delle serie tv: alcune puntate, nel corso di due stagioni, non riescono a eccellere quanto altre, ma nel complesso, l'intera storia del presentatore per show di bambini interpretato da lui, è disarmante: a metà tra la commedia e il dramma, Kidding non riesce a piazzarsi in una fascia ben definita. È figlio di uno show che vuole rappresentare la realtà e il lungo, difficile percorso verso l'accettazione di un lutto, di un cambiamento e, soprattutto, del dolore. Kidding, al contrario di quanto suggerisce il nome, non scherza: sa fare male, anzi, in molteplici modi. Eppure non ha riscontrato troppo il favore dei fan di Jim Carrey, al contrario della critica che l'ha ampiamente apprezzato. Chi ha ragione stavolta?

Forse non sarete d'accordo nemmeno con questa classifica, forse avrete ragione, forse il suo ruolo più iconico Jim Carrey ce lo deve ancora mostrare. Anche perché, nonostante abbia parlato del suo ritiro, i produttori smentiscono e dicono che non si terrà un recast per Sonic 3. Non ci sorprenderebbe scoprire che Jim Carrey sia ancora in grado di stupirci. Pertanto, prendete questa carrellata come un motivo per rispolverare questi magistrali ruoli che ha interpretato e casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio buona sera e buona notte!

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