Speciale Jack e Jill

Adam Sandler si sdoppia nella sua nuova commedia

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Adam Sandler è il protagonista di Jack e Jill, una nuova commedia ora nelle sale firmata Happy Madison e distribuita da Sony Pictures Italia. Jack ha una vita praticamente perfetta, ad eccezione di un'unica costante terribilmente fastidiosa: la sorella gemella Jill. Ogni anno, per il weekend della Festa del Ringraziamento, è costretto a tollerare la presenza dell'opprimente sorella, che in poco tempo stravolge regolarmente la sua vita. E quando l'intrusione si prolunga da un weekend ad un mese, i fratelli si trovano a litigare, pizzicarsi e riprendersi come solo due gemelli sanno fare. Quando si delinea chiaramente che Jill non ha alcuna intenzione di andare via, Jack mette in moto diversi schemi, nella speranza che Jill torni là dove lui sa apprezzarla: dall'altra parte degli Stati Uniti.
Nel cast, oltre a Sandler, Katie Holmes (che interpreta la parte della moglie di Jack), Shaquille O'Neal, Dana Carvey, Regis Philbin e Santiago Segura, oltre ad Al Pacino nel ruolo di sé stesso e Johnny Depp.

In tutte le sante famiglie, a tutte le sante feste, c'è sempre un membro della famiglia che manda ai pazzi un altro. Anche se magari non è sua intenzione e i due si vogliono bene. Eppure... Per Jack è la sorella gemella Jill. Da piccoli erano molto legati ma da quando Jack si è trasferito a Los Angeles, le loro vite hanno preso direzioni diverse. Jack è diventato un manager di successo e dalle grandi promesse, mentre la sorella è rimasta sulla costa atlantica e si prende cura dei loro genitori. Ora i due si vedono solo una volta all'anno, alla Festa del Ringraziamento, quando Jill viene a trovarlo a Los Angeles. Il tempo e le distanza hanno avuto la meglio sulla loro relazione - e ormai Jack si trova a tollerare la visita annuale di Jill anziché goderne.
Eppure si tratta solo di pochi giorni - giusto? Sbagliato! Come tutti gli anni, Jack e Jill partono subito col piede sbagliato e l'unico modo perché Jack possa farsi perdonare è proporle di restare a casa sua a Los Angeles fino a Hanukkah e divertirsi insieme - magari partecipando come pubblico ai quiz show televisivi oppure facendo un giro a cavallo. È chiaro, però, che l'invito di Jack non sia stato fatto col cuore...
Ad aggiungere stress su stress, all'agenzia pubblicitaria dove lavora Jack, le cose non vanno bene. Il suo maggiore cliente, Dunkin Donuts, sostiene di volere Al Pacino come testimonial della loro nuova campagna pubblicitaria "Inzuppaccino". Jack si chiede come riuscirà mai a convincere Pacino. Oltretutto, è disposto a diventare un testimonial? Ha mai fatto pubblicità? Dulcis in fundo, l'attore è in preda ad un esaurimento nervoso e sta perdendo contatto con la realtà. Avendo recitato troppi ruoli, infatti, l'artista confonde la realtà con i ruoli interpretati, e le sue reazioni sono assolutamente imprevedibili.

La commedia Jack e Jill segna l'ottava collaborazione tra il regista Dennis Dugan ed Adam Sandler.
"La cosa più buffa è che durante la produzione pensavo sempre ad Adam come interprete di Jack, mentre pensavo a Jill come ad un interprete a se stante. Una volta terminato il ciak, Adam non andava in giro sul set comportandosi come se fosse Jill, ma dopo un po', a vederlo in giro vestito così, era come se Jill fosse un'attrice che assomigliava terribilmente ad Adam".
Nel film, Sandler interpreta Jack, un pubblicitario che sta ad un passo dal grande successo oppure dal grande fallimento. In tutto ciò, arriva la sorella Jill che rende tutto più difficile di quanto non sia già.
"Ero certo che Adam non avrebbe avuto problemi ad interpretare Jill. Si sarebbe invece dovuto impegnare per il ruolo di Jack", racconta Steve Koren, co-sceneggiatore con Sandler. "Jack è il tipo di attore un po' sui generis. Sapevo che per lui sarebbe stato difficile interpretare il manager perfetto".
In fase di ricerca con Sandler, Koren scopriva continuamente piccoli dettagli sui gemelli. "Alcuni gemelli comunicano tra loro da piccoli con un linguaggio particolare che solo loro capiscono. E così abbiamo inventato un linguaggio privato che solo Jack e Jill possono comprendere", racconta. "Abbiamo anche scoperto che i gemelli hanno un legame ben più stretto di tanti altri fratelli, e così abbiamo provato ad aggiungere questa qualità al loro rapporto".

Interpretare il doppio ruolo richiedeva un perfetto senso di tempismo da parte di Sandler. "Parte delle situazioni più divertenti, era proprio che Jack e Jill facessero le stesse identiche cose allo stesso esatto momento", spiega Koren. "Naturalmente, per realizzare questo, Adam doveva recitare un ciak e poi ripeterlo esattamente allo stesso modo nel ruolo di Jill. Era una specie di danza, un balletto. Adam doveva avere totale concentrazione e perfetto tempismo. È stato incredibile osservare le riprese".
Nel descrivere il personaggio e la trama del film, Koren spiega, "Jill ha soltanto due costanti nella sua vita: curare i propri genitori e il suo uccellino, Poopsie. Si è sacrificata una vita intera. Quando viene a trovare Jack e non si decide di ripartire, Jack cerca di trovarle un ragazzo che, spera, la faccia andar via da casa sua".

Naturalmente, nulla va come sperato. Invece di un incontro su internet, Jill incontra un corteggiatore improbabile. Jack deve convincere Al Pacino a prestarsi alla campagna pubblicitaria altrimenti perderà un cliente della mole di Dunkin Donuts. E proprio mentre sta cercando di capire come fare, di chi si va ad innamorare l'attore premio Oscar se non di sua sorella? E, ciliegina sulla torta, Pacino è in pieno esaurimento nervoso.
Per il ruolo di Al Pacino, i filmmaker hanno deciso di chiamare...Al Pacino. "Di fatto, Al Pacino non interpreta se stesso bensì un attore ossessivo che sta fuori di testa e ha perso contatto con la realtà", racconta Koren. "Così, quando si fissa con Jill, perde completamente il senno. Farebbe qualunque cosa pur di conquistarla. Ma il problema è che a Jill non interessa proprio. Jill è più abituata a vedere reality show come ‘American Idol' che film con Al Pacino".
Pacino interpreta un ruolo ben diverso da se stesso. "È un attore che ha perso contatto con la realtà", spiega Pacino, "Ha lavorato troppo e questo inizia a dominare le sue capacità mentali. È chiaramente in pieno esaurimento nervoso. E anch'io ho lavorato così, per interpretare me stesso nel ruolo di un altro: esagerando tutto, come in una commedia. Ho cercato di fare in modo che la follia sembrasse reale".

Nel film, il personaggio di Pacino, dicevamo, perde il contatto con la realtà. Sta considerando un ruolo che gli è stato offerto su Broadway, il Don Chisciotte della Mancia. Quando incontra Jill, pone in lei le caratteristiche di uno dei personaggi, Dulcinea. "Ne ‘L'Uomo della Mancia', Don Chisciotte è un folle che crede di essere un cavaliere e si convince che Dulcinea sia una principessa, mentre invece è una brutta popolana. Si innamora follemente di lei, addicendole virtù che non possiede", spiega Pacino, "Quando il mio personaggio incontra Jill, fa la stessa cosa. Lei diventa Dulcinea. In un certo qual modo, inconsciamente, il mio personaggio la usa per scoprire le zone d'ombra del suo stesso personaggio, Don Chisciotte. Dà a Jill tutte le caratteristiche del personaggio di Dulcinea, in modo da poter studiare il suo personaggio, e metterlo in azione. Non sa che sta agendo in questo modo, ma nella sua follia c'è metodo - il classico metodo recitativo dell'attore".
Jill, inoltre, rappresenta quel che il personaggio di Pacino sente d'aver perduto. "Il personaggio di Pacino si trova ad un bivio", racconta Dugan. "Si sente perso a Los Angeles. Gli manca essere chi era una volta - il senso della casa e delle sue radici. D'improvviso, ecco una donna che incontra all'apice della carriera e gli ricorda come era. Deve tornare a casa e pensa che Jill sia il suo biglietto".

"Adoro l'idea di interpretare un vecchio attore di fama che cerca di tornare alle sue origini per capire chi era prima di essere una star", continua Pacino. "Il mio personaggio vuole tornare a casa, vuole tornare ad essere semplice ancora una volta, ma scopre che non sarà più possibile. E per quanto sia pazzo, il suo istinto da attore è pur sempre in moto. Il suo rapporto con Jill è un doppio del suo rapporto con Dulcinea, quasi a voler scoprire se sarà capace di interpretare il ruolo dell'Uomo della Mancia. È sottile ed insolito ma può essere considerato il viaggio di un attore di ritorno dalla follia".
Dugan dice che lavorare con Pacino è stato senz'altro un'esperienza unica. "Non sapevo cosa aspettarmi. Ovviamente è un grande attore ma ha affrontato la follia e questo personaggio in modo davvero brillante. È un uomo genuinamente gentile e ha affrontato il personaggio con un atteggiamento sorprendente".

Naturalmente, il vero Pacino soddisfa ogni aspettativa: un attore incredibile che si diverte un mondo. "Al aveva totale controllo del suo ‘gioco'. Adam gli gettava un amo e lui abboccava e rispondeva con un altro amo", ricorda Dugan. "Ha abbracciato anche il nostro stile di lavoro che è diverso da quello che si incontra sugli altri set. Eppure non si è mai scomposto. Ha dato sempre il meglio di sé. Sempre".
Il direttore della fotografia Dean Cundey fa notare che quando Pacino è nell'inquadratura, il tono del film cambia leggermente. "Come per la maggior parte delle commedie, a livello di fotografia abbiamo adottato un look brillante dai toni intensi - opposto ai toni scuri o lunatici del suo personaggio. Pacino, quindi, ci dava la possibilità di allontanarci da questo cliché. Al si identifica con molti dei suoi personaggi, tutti oscuri, e così ho pensato fosse interessante aggiungere questo tono alle sue scene. Per esempio, per la rivelazione di Pacino al ristorante, ho preso un pizzico di quanto avevamo scoperto del suo passato e gli abbiamo dato un contorno scuro annebbiato dal fumo che viene dal suo sigaro e luce davanti agli occhi in una stanza scura. È una scena simpatica".

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