Ivan Reitman, chi era il genio dietro Ghosbusters

L'autore ci ha lasciati a 75 anni, all'improvviso. Tra i suoi film più importanti e famosi la saga dei Ghostbusters e Un poliziotto alle elementari.

Ivan Reitman, chi era il genio dietro Ghosbusters
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La cosa che si avvicina di più all'immortalità, concretamente, sono i figli. È attraverso loro che sopravvive un pezzetto del passato, lineamenti di riconoscibilità, il peso stesso dell'eredità umana che si lascia alle spalle chi si spegne per sempre. Nel caso di autori importanti e amati come Ivan Reitman, poi, quell'eredità è anche artistica, cinematografica per la precisione, e sembra proprio che il figlio Jason l'abbia accettata già in vita con alcuni dei suoi magnifici film, figurarsi nel momento dell'addio a un padre buono ed esemplare (Ivan Reitman è morto pochi giorni or sono). Lo ha detto lui stesso in passato, lo ha ripetuto nel momento del cordoglio: "Ho perso il mio eroe. Tutto ciò che vorrei è la possibilità di raccontare solo un'altra storia a mio padre". Il cinema direttamente sotto la pelle, nel sangue, intra-cellulare, trasmesso per genetica e con la passione e la delicatezza che solo un grande regista e un grande uomo poteva tramandare tanto bene al figlio, diventando il suo idolo, ispirazione primaria e punto di riferimento fondamentale a cui rifarsi.

Le sue storie, Jason, le scriveva prima per se stesso e poi per raccontarle al padre, condividerle con il mitico creatore di Meatballs e Ghostubusters che ci ha purtroppo lasciati all'età di 75 anni, spegnendosi nel sonno, forse ripercorrendo in sogno i momenti più belli e intensi della sua carriera prima di salutare silenziosamente il mondo che tanto gli aveva voluto bene. La stessa carriera che anche noi, oggi, vogliamo ripercorrere per ringraziare e ricordare un autore brillante e imitato, tra i massimi maestri della commedia di genere americana.

Polpette, gemelli e fantasmi

Come anche dichiarato dal figlio, Ivan Reitman era riuscito a trasformare la sua eredità da sopravvissuto in risata, percorso ideologico e artistico per altro mai abbandonato in 50 anni di carriera. I genitori erano ebrei cecoslovacchi: la madre sopravvissuta al campo di concentramento di Aushwitz mentre il padre combattente nella resistenza clandestina. Finita la guerra, la famiglia arriva in Canada da profuga e riesce a costruirsi una nuova e più fortunata esistenza.

Dopo il liceo, Reitman frequenta la McMaster University in Ontario, dove produce e dirige molti cortometraggi: qui, di fatto, esplode la sua passione per il cinema, che inizia in termini lavorativi soprattutto come produttore, per l'esattezza di due cult come Il demone sotto la pelle e Rabid di David Cronenberg, non proprio il suo ideale di cinema in termini di commedia, ma di genere sì, orrorifico, anche grottesco. Da qui passa a qualcosa di molto più irriverente e spassoso come Animal House di John Landis, sempre da produttore, arrivando finalmente a girare il suo primo lungometraggio, Polpette, scritto tra gli altri da uno dei geniali sceneggiatori del film con John Belushi, un certo Harold Ramis con cui Reitman strinse un lungo e prolifico rapporto collaborativo, divenendo suo grande amico. Traendo ispirazione proprio da Animal House, Polpette passa da una confraternita universitaria a un campo estivo e racconta avventure e scherzi di un gruppo di animatori guidati da un esordiente Bill Murray nel suo primo ruolo da protagonista. Condividendo gusto, sagacia e ironia praticamente identici a quelli di Reitman e Ramis, i tre diventano lavorativamente inseparabili tra la fine degli anni '70 e metà degli '80, senza contare un successo di pubblico davvero sorprendente.

È questo che rappresenta il cinema di Reitman: la voglia di condivisione, l'amicizia, l'intelligenza artistica messa al servizio di una storia. Arrivano due cult indimenticabili: Stripes (stesso formato di Animal House e Polpette, solo nell'esercito) ma soprattutto Ghostbusters, un film che ha fatto innamorare del cinema almeno due generazioni di giovanissimi cinefili in erba (il nostro speciale sulle migliori battute di Ghostbusters).

Non solo un cult, ma un modo di concepire la commedia di genere rivoluzionario, oltre i popolarismi internazionali: l'orrore filtrato senza soluzione di continuità dalla commedia, il ribaltamento stesso del concetto di eroe, non predestinato ma comune, come tutti noi, con una dose di coraggio in più e la voglia di mettersi in gioco e dimostrare il proprio valore. Lezioni, per dire, imparate anche in itinere del suo franchise da Sam Raimi, che passando da La casa a L'armata delle tenebre cominciò a miscelare sempre di più l'horror con la commedia, mettendo dentro pure avventura e azione.

Per questo Ghostbusters resta indimenticabile e tanto importante, perché magnifica rappresentazione di un mix di generi perfetto e scritto per altro con sudore e cuore dai due amici, Ramis e Dan Aykroyd. Insomma, un titolo imprescindibile.

Le collaborazioni con Schwarzy

La missione di missaggio di Reitman continua successivamente con Pericolosamente insieme (poliziesco, sentimentale) e poi con I Gemelli, dove l'autore e lungimirante produttore ha l'intuizione di scritturare Arnold Schwarzenegger, al tempo molto conosciuto e apprezzato per i suoi ruoli muscolari e seriosi tra Conan Il Barbaro, Terminator e Predator; praticamente star d'azione a tutto tondo.

Dietro alla montagna di muscoli e ai lineamenti squadrati dell'attore e body builder, però, Reitman vede la risata e decide di accostarlo a un idolo della commedia come Danny DeVito.

Il risultato è incredibile, il film un successo inaspettato ai botteghini, trainato ovviamente dalla presenza contrastante di due attori con un background totalmente agli antipodi ma con una chimica sorprendente sul grande schermo. Dopo l'uscita di Ghostbusters II, che per molti non riesce a bissare la perfezione stilistica del primo capitolo, Reitman continua la collaborazione con Schwarzenegger in due altri progetti: Un poliziotto alle elementari, dove Schwartzy interpreta un agente segreto infiltrato in una scuola come professore, e Junior, dissacrante commedia dedicata alla possibilità di una gestazione maschile, chiamando nuovamente al fianco dell'interprete il collega DeVito. Al regista e produttore piacciono i contrasti e i punti d'unione possibili ed eventuali tra gli stessi, le giunture cinematografiche che possono sopperire alle storture dei luoghi comuni del cinema ma pure della società, nonché della reiterazione forzata di un tema. Il motto è "revisionare": i fantasmi sono trasparenti ma chi lo ha detto che non possono essere catturati? E perché l'uomo non potrebbe restare incinto? L'esercito è davvero così severo come visto in Full Metal Jacket?

Gli ultimi anni

Dalla metà degli anni '90 in poi Reitman preferisce tornare alla produzione e dirigere meno film. Nel '96, ad esempio, è tra gli sviluppatori di Space Jam con Michael Jordan, mentre l'anno successivo torna dietro la macchina da presa per Due padri di troppo con Robbie Williams e Billy Cristal, così come nel '98 per il romantico survival movie Sei giorni Sette Notti con Harrison Ford e Anne Heche.

Nel 2001 passa al disaster movie (sempre mixato dalla commedia) con l'esilarante e spassosissimo Evolution, chiudendo infine la sua carriera cinematografica da regista con titoli piccoli ma discreti come La mia super ex ragazza (Uma Thurman bibliotecaria con i poteri), Amici, Amanti e..., Draft Day.
Dal 2016 continua comunque il suo percorso come produttore, tornando prima di tutto al franchise di Ghostbusters e aiutando il collega Paul Feig a rilanciare il brand in chiave femminile.

Un insuccesso a cui Reitman ha però voluto bene, perché parte della sua eredità, non violata come sostenuto da molti ma presa in prestito e rivisitata senza scorrettezza o cattiveria, anzi sempre nel nome dell'amicizia e della collaborazione, dell'aiuto.

E pure se la sua morte è arrivata all'improvviso, togliendo a noi un autore tanto brillante e al figlio Jason un padre così dedito e amorevole, da cinefili e persone umane ci rasserena il fatto che l'ultima sua produzione sia stata anche la prima e unica con il figlio, il riuscito Ghostbusters Legacy (ecco la nostra recensione di Ghosbusters Legacy), a rappresentare quasi il passaggio di testimone definitivo oltre la sfera personale, consegnando in mano il proprio mondo al suo stesso futuro. Pensare che abbia pianto leggendo lo script ci stringe il cuore: l'ultima storia raccontata al padre era prima di tutto per lui e in ricordo del compianto Harold Ramis, a cui proprio Ivan Reitman ha deciso di prestare il corpo per la scena di reunion con gli altri Acchiappafantasmi. E chissà che adesso non stia incrociando i flussi con l'amico da qualche parte, ridendosela ancora perché sopravvissuto anche lui come i genitori, solo attraverso la sua arte, grazie ai suoi film e nel volto e nelle storie di Jason.

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