IT fa tremare il botteghino italiano: così si costruisce un fenomeno globale

Il debutto di IT ha fatto tremare il botteghino italiano: incassati oltre 6 milioni di euro, breve storia di un successo annunciato.

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Nonostante il divieto ai minori di 14 anni e la paura dichiarata di molti, l'arrivo di IT nelle sale italiane è stato a dir poco sconvolgente. Un debutto record come non si vedeva da tempo: 6.492.000 euro raccolti in appena quattro giorni di programmazione in 686 sale. Questo significa che ogni sala ha prodotto incassi per 9.446 euro, un'autentica boccata d'aria pura per il nostro botteghino. Una cifra simile fra l'altro non si era mai registrata per un horror nelle nostre sale al debutto, è record assoluto nel genere, addirittura nelle grandi città molta gente ha fatto fatica a trovare posto nelle proiezioni serali - e dunque vedrà il film soltanto durante la settimana appena iniziata. Sarà infatti molto interessante analizzare i risultati della prossima settimana, che dovrebbero vedere IT ancora in cima alla classifica - del resto negli Stati Uniti è rimasto sul primo gradino del podio per oltre un mese e mezzo. Ma a cosa si deve questo successo eccezionale?

L'incastro perfetto

Sicuramente bisogna lodare, prima di ogni altra cosa, il lavoro svolto da Andy Muschietti, il regista, e da Cary Fukunaga, Gary Dauberman e Chase Palmer, i tre sceneggiatori. Aiutati dalle nuove tecnologie, più recenti di 27 anni rispetto alla mini serie TV del 1990, sono riusciti a confezionare un'opera spaventosa e colma di tensione, in grado di parlare al grande pubblico senza particolari sovrastrutture. IT infatti è un film che vive su più strati, esattamente come il mostro protagonista: si può apprezzare la storia di superficie e allo stesso tempo ci si può imbarcare in un viaggio psicologico da incubo, in cui siamo faccia a faccia con le nostre più profonde paure. L'incarto artistico però non è il solo da apprezzare, bisogna riconoscere che il comparto marketing ha realizzato un autentico capolavoro mediatico. Da quando IT è arrivato nelle sale americane, ovvero l'8 settembre, l'intero Paese è stato riempito di palloncini e pubblicità a tema. Lo stesso è accaduto in tutte le nazioni in cui è uscito successivamente, un modo per creare un chiacchiericcio generale che ha spinto sempre più persone a volerne sapere di più.

Il miglio in più

In pratica si è venuto a creare un fenomeno internazionale, che probabilmente segnerà la nostra generazione. Quello che doveva accadere con Blade Runner 2049, che in realtà si è dimostrato un film più complesso del previsto e difficile da digerire per il grandissimo pubblico, è avvenuto con IT, che esattamente come fa Pennywise nel lungometraggio è tornato a spaventare dopo 27 anni esatti dalla mini serie TV.

Anche questa voluta coincidenza ha contribuito a creare un fenomeno di massa difficile da ignorare, rendendo ancor più spaventosa la storia di fondo. Certo al festeggiare di una fazione, un'altra si dispera: il cinema italiano è ancora ai margini della Top 10 settimanale, con Brutti e Cattivi in grado di guadagnare soltanto il sesto posto. 304.681 euro l'incasso del primo weekend di programmazione, non è bastata insomma la verve del protagonista Claudio Santamaria e il fine sociale del film, ben mascherato dietro una banda di criminali disabili. Che l'uscita di IT abbia fagocitato ogni positivo pronostico? Molto probabile, in ogni caso il film di Cosimo Gomez non ha entusiasmato, certamente da italiani abbiamo ancora tanto da lavorare perché il nostro cinema di genere torni ad avere un certo peso. Anche l'industria nostrana ha dunque da affrontare le sue paure più grandi, il fallimento, il rischio, i salti nel vuoto, esattamente come i ragazzi di IT decidono di sfidare a viso aperto il terrificante Pennywise. Solo osando si vince davvero.

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