IT, clown a confronto: il Pennywise di Skarsgård come il Joker di Ledger?

Bill Skarsgard paragona la propria interpretazione in IT con quella di Ledger in Batman. Esagerazione o verità?

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In America e in altre parti del mondo l'attesissimo IT di Andy Muschietti è già uscito nelle sale, incassando in soli 4 giorni di programmazione la bellezza di 185 milioni di dollari globali a fronte di un budget di 35 (esclusivi costi di marketing). Un successo incredibile per un film horror rated-r, che dà la misura dell'importanza e dell'imortalità della storia creata da Stephen King, pubblicata nel 1986 e ormai più che ventennale, ma ancora in grado di attirare ampie fette di pubblico, tra vecchie e nuove leve, amanti delle sofisticate e avvolgenti storie del Re dell'orrore. Come crediamo sappiate tutti, IT vede come protagonisti dei ragazzini pre-adolescenti che devono affrontare un minaccia millenaria annidata in modo parassitario alle fondamenta della loro città, Derry, nel Maine. Parliamo ovviamente dell'entità cosmica che sulla Terra assume le sembianze di un clown chiamato Pennywise, a dire il vero neanche sua vera forma terrestre, dato che quella è più simile a un ragno gigante.
Nel film di Muschietti, Pennywise è interpretato dal 27enne Bill Skarsgard, davvero irriconoscibile nei panni del clown e a detta di molta stampa americana anche terrificante e perfetto, nonostante poi -e qui citiamo i più- "questo primo capitolo di IT sia molto più incentrato sui Perdenti che sulla natura di Pennywise". Comunque, soffermandosi proprio sul malefico villain, in una recente intervista Bill Skarsgard avrebbe comparato la sua interpretazione di Pennywise a quella del Joker di Heath Ledger, pagliaccio sì, ma criminale. Sono venuti fuori interessanti parallelismi sinceramente impensati, che però meritano una giusta quanto breve analisi.

Ridi, pagliaccio!

Parlando così con Entertainment Weekly, il giovane attore avrebbe dichiarato che "la più grande e importante differenze tra i due clown è che il Joker è decisamente più fondato sulla realtà". Non una precisa realtà, ovvio, perché parliamo sempre di un personaggio fumettistico tradotto sul grande schermo, ma dato che il riferimento di Skarsgard è esclusivamente rivolto alla caratterizzazione data al Joker da Christopher Nolan e Ledger, allora la realtà in questo caso potrebbe essere quella del mondo criminale. E continuando, infatti, l'attore sottolinea come "il Joker sia un anarchico sociale, un pazzo", elementi che non appartengono invece a Pennywise, "un essere che non è nemmeno umano" in quanto puro male incarnato.
Il parallelismo sembra andare scemando, anche in virtù dei diversi obiettivi dei due, ma in realtà c'è un elemento di "equità" che funge da brillante file rouge tra i due personaggi: il caos. Sì perché, così come il Joker è intenzionato ne Il cavaliere oscuro a sovvertire lo status quo e l'ordine sociale per dimostrare a Batman come tutta una serie di sicurezze acquisite siano in realtà in bilico, allo stesso modo Pennywise vuole portare caos sottoforma di odio a Derry, nutrendosi delle sofferenze e più carnalmente dei cadaveri delle sue vittime, specialmente bambini. Quello che spiega Skarsgard è però che le motivazioni di Pennywise sono "nettamente meno folli" di quelle del Joker, "anche se rimane terrificante e sinistro e la sua esistenza si estende oltre il mangiare bambini".
Il metro di paragone mostra quindi due personaggi molto più agli antipodi che simili, nonostante l'amore per il caos, ma guardando al di là delle differenze prettamente caratteriali, sia Ledger che Skarsgard hanno compiuto un grandissimo lavoro di immedesimazione, trasformazione e annullamento nelle rispettive parti.

Metodologia di un clown

Sappiamo purtroppo tutti l'influenza che ha avuto il lavorare con metodo sulla vita del compianto Heath Ledger, stroncata all'età di 29 anni da un cocktail micidiale di sonniferi, ansiolitici e analgesici; medicinali che l'attore usava già da tempo per disturbi del sonno o ansia, sia chiaro, ma dei quali aveva cominciato purtroppo ad abusare anche durante e dopo la sfiancante prova attoriale del Joker, ruolo per il quale si preparò restando chiuso per circa sei settimane in una stanza d'albergo, lavorando sull'impostazione della voce, su varie posture e annotando tutto su di un diario.

In merito alla sua preparazione e alla successiva interpretazione, invece, Skarsgard ha dichiarato di essere entrato in un particolare mood di cattiveria, pensando "qual è la cosa più orribile che potrei fare per spaventare?" per poi farla, senza se e senza ma. Già nei mesi di lavorazione del film, l'attore aveva dichiarato di aver oltrepassato il limite con i bambini sul set, "portandoli a sincere lacrime di terrore ancor prima di iniziare a girare". Per sua stessa ammissione, comunque, dopo la fine delle riprese Skarsgard ha sofferto per diverse settimane di disturbi del sonno e incubi, "quasi come fosse un lento esorcismo per lasciar andare il personaggio". L'immedesimazione, quindi, è stata anche in questo caso totale, portando a un distacco interiore significativo ma come sempre riparabile. Queste descrizioni di problemi post-lavorazione possono apparire onstamente esagerate, ma la domanda da porsi è in realtà quanto questi attori abbiano sacrificato per annullare sé stessi e portare in vita i loro personaggi sul set, scomparendo dietro a quelle personalità disturbate e perdendosi in processi mentali impossibili per noi da spiegare o analizzare. Trasformarsi in qualcun altro per mesi, per lunga parte delle proprie giornate, probabilmente segna, sopratuttto quando si parla di mentalità folli o mostri terrificanti.
La famiglia di Ledger ha comunqune sempre negato l'influenza del Joker sulla morte dell'attore, verità più che plausibile, pensando anche al fatto che l'interprete abbia definito il Joker "come il ruolo più divertente della sua carriera, grazie anche all'enorme libertà creativa offertagli da Nolan". E sulla stessa linea di pensiero resta anche Skarsgard, che si dice "impaziente di tornare a vestire i panni di Pennywise nel sequel", dove verrà inoltre esplorata più a fondo la sua natura cosmica.

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