IT Capitolo Due, uguale ma diverso: una marcia horror in più

Il primo trailer dell'atteso IT Capitolo Due ci rivela delle atmosfere più rarefatte e prettamente orrorifiche, pur non tradendo la sua natura.

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Abbiamo dovuto aspettare a lungo, prima di poter ammirare il primo trailer ufficiale di IT Capitolo Due, ma il gioco è valsa la candela, dato che Andy Muschietti e la Warner Bros. ci hanno regalato un teaser davvero ben curato. Il film riprende la storia dei Perdenti 28 anni dopo la terrificante estate passata a combattere Pennywise nei meandri di Derry, riunendo il Club dei Perdenti ormai cresciuto per fargli mantenere quella promessa sigillata con il sangue: tornare se mai IT fosse a sua volta tornato.
Il pagliaccio assassino, personificazione del cuore nero d'America, si è purtroppo risvegliato affamato dopo quasi trent'anni, periodo di letargo di questo essere paradimensionale in cui sia la cittadina di Derry che i Perdenti hanno avuto modo di vivere un'esistenza tranquilla e agiata.
L'incantesimo si è però spezzato ed è arrivato il momento di tornare a combattere il male e le proprie paure, questa volta senza renderlo un gioco come da bambini, ma con l'obiettivo di eliminare IT una volta per tutte.
E dal trailer, questo cambio di rotta - se vogliamo - rispetto al primo film si percepisce subito.
[ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER A SEGUIRE]

Cambiamenti

Lo si avverte ovviamente già all'inizio del filmato, nella scena in cui vediamo per la prima volta su schermo Jessica Chastain nei panni di una Beverly Marsh cresciuta. Qui capiamo due cose: come le versioni bambine dei Perdenti faranno capolino per tutto il film, giocando con il senso della crescita e il contrasto emotivo dell'affrontare la stessa situazione in due periodi di vita completamente differenti. Inoltre si intuisce come le atmosfere di IT Capitolo Due saranno nettamente più marcate verso l'horror.
Questo non significa che il primo capitolo non lo fosse ma che, come più volte sottolineato, la versione cinematografica giovane e immatura dei Perdenti, e dunque la prima apparizione di IT, ha subito una sorta di contaminazione al contrario.

Ci spieghiamo meglio: il romanzo di Stephen King ha insegnato - sostanzialmente - al mondo dell'intrattenimento come scrivere un'ottima storia drammatica, thriller, horror e fantasy con protagonisti dei bambini, e le contaminazioni avute su prodotti quali I Goonies o Stranger Things hanno creato un filone cinematografico e televisivo molto particolare.
Questo soprattutto perché si è voluto giocare con la nostalgia e con i ricordi del passato, con quelle estati calde in cui vivere sempre nuove avventure con gli amici, il massimo dell'aspirazione per un ragazzino.

Niente guardie e ladri o la costruzione di un'insignificante diga su di un ruscello, però, perché il talento di King ha saputo declinare questa dimensione bambinesca in un racconto agghiacciante in cui l'avventura diveniva reale e pericolosa, e come IT tutti i progetti derivativi al seguito.
Eppure nel corso degli anni, un film o una serie TV del genere dopo l'altra, il senso di inquietudine e di paura ha lasciato sempre più campo alle citazioni e alla nostalgia, ma in questo Capitolo Due ci saranno dei cambiamenti: alcuni fisiologici, obbligati, perché legati alle pagine del romanzo; altri invece nei toni e nella costruzione dell'impianto orrorifico.

Non sappiamo come avete vissuto questo trailer (fatecelo comunque sapere nei commenti, se volete) ma la sensazione primaria è quella di non avere davanti né i GooniesStranger Things, ma neanche Stand by me. Siamo più in territorio The Visit, dalle parti di un horror consapevole di dover generare inquietudine e fastidio, pronto a prendersi sul serio e anche a divertirsi con le forme del media. C'è insomma quel giusto ridimensionamento del senso nostalgico dell'infanzia e dell'avventura a portata di bambino, "il rimettere ai piccoli il destino dei grandi", perché i primi sono ormai divenuti i secondi. Da adulti, uccidere un Clown assassino paradimensionale non è più un'avventura - per quanto spaventosa -, ma un obiettivo da perseguire con decisione. Vivere la storia ormai fuori dal "tempo dei giochi" non cancella totalmente la malinconia, ma la mette sotto una diversa luce anche agli occhi del pubblico, che non rivive costantemente la propria infanzia insieme al gruppo di ragazzini ma la ricorda sporadicamente.

La paura è reale, nettamente più tangibile e presente rispetto al film precedente, e il senso del ritorno è macchiato dall'angoscia di portare a termine la missione di una vita. Sono lì per quello, Bill, Beverly e gli altri: per uccidere parte del loro passato, tentando di ricordarne un'altra. Devono liberare Derry dal male che la infesta ormai da secoli, curare una città malata e corrotta nello spirito da un'entità malvagia dalla natura inspiegabile. Devono farlo a tutti i costi e solo loro possono riuscire nella missione, questa volta maturi, più fragili, consapevoli ma comunque, una volta di più, spaventati. Come lo saremo anche noi spettatori.

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