IT: Capitolo Due, il King cinematografico più atteso di sempre

Analizziamo insieme gli elementi che redono questo secondo capitolo di IT il film kingiano più atteso di sempre.

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Tra i romanzi cardine della bibliografia di Stephen King, il mastodontico IT ricopre una posizione davvero molto importante. Prima di tutto, è una delle storie più articolate e complesse della produzione del Re dell'orrore, dove l'autore sfrutta e rimodella diversi suoi canoni narrativi e linguistici. Non il romanzo della maturità, quindi, raggiunta già dieci anni prima (nel 1987) con L'ombra dello scorpione, ma sicuramente quello di un consolidamento stilistico incentrato su tre dogmi del racconto che poi King tornerà molte altre volte a sfruttare: i piani temporali sovrapposti, i protagonisti bambini e l'orrore metafisico.
Stagioni diverse, Shining e lo stesso L'ombra dello scorpione: tutti libri in cui l'autore ha tirato fuori uno o più di questi elementi, uniti poi insieme in una costruzione avvolgente e meticolosa in IT, che resta infatti ancora oggi una delle storie più amate del Re, anche se non necessariamente la migliore (ma poco importa, con i sentimenti di mezzo).
Questo, di conseguenza, ha reso IT: Capitolo Uno di Andy Muschietti uno degli adattamenti più "pericolosi" di un romanzo di King, fortunatamente rivelatosi riuscito nella sua vena revisionista legata a doppio filo all'aventura pre-adolescente alla Stranger Things o alla Goonies, titoli con cui il film vive un rapporto curioso e paradossale, di ispirazione reciproca e ciclica. La prima parte è stata però soltanto propedeutica e introduttiva a quella che già nelle intenzioni e poi nel trailer si è dimostrata la vera, più solida e orrorifica trasposizione del libro, IT: Capitolo Due, in uscita a settembre e adattamento più atteso di sempre nella storia dei trapianti cinematografici kingiani.

Apparentemente a tutto tondo

IT: Capitolo Due non è semplicemente il progetto più atteso tra le tante trasposizioni dei libri di Stephen King (molte in televisione, meno al cinema), perché in questo 2019 è anche uno dei titoli più chiacchierati e anticipati dell'anno. Normale, dopo l'incredibile successo della prima parte, ma comunque sorprendente se pensiamo che si tratta di un progetto di genere e con un budget relativamente ridotto rispetto ad altre produzioni di carattere mainstream. Il motivo è allora rintracciabile in quell'importanza che segnalavamo in apertura, quell'essenzialità stilistica intrinseca nel racconto che rende IT uno dei massimi capolavori dello scrittore, letto e riletto dai fan dell'autore, persino studiato dai più appassionati.
In termini di adattamento cinematografico, rispetto al primo capitolo, il nuovo film di Andy Muschietti si prefigge poi l'importante obiettivo di trasporre adeguatamente non uno, non due ma tutti e tre i dogmi che citavamo poco sopra, senza lesinare in nulla, si tratti di violenza, inquietudine, soldi o durata.
In questi termini, il Capito Uno è stato in sostanza un progetto propedeutico a questo, una sorta di prova cinematografica per smussare poi nel Capitolo Due diverse asperità traspositive e arrivare con più sicurezza, coraggio e fiducia al cuore dell'opera, addentrandosi nella parte più matura (anche in senso "adulto") del romanzo.

Già solo questo è bastato ad alzare fisiologicamente l'asticella delle aspettative: da Walter Hamada a Barbara Muschietti, fino ovviamente allo stesso regista, tutti si sono prefissati il comune obiettivo di rispettare l'opera originale di King, senza per forza confezionare un adattamento page-by-page del racconto ma senza violarne nemmeno l'impalcatura.

Le promesse e poi anche il trailer di IT: Capitolo Due hanno mostrato allora una decisa fermezza nel mantenere questa volta vivida e intatta la struttura narrativa del romanzo, un'attinenza che sembra diramarsi anche sul piano tematico, tonale e concettuale del film, che prima di tutto vuole essere una precisa quadratura di un cerchio cinematografico imperfetto aperto due anni fa.
Si presenta così IT: Capitolo Due, come un tentativo al momento solo apparentemente riuscito di aggiustare un tiro solo appena decentrato, tentando di cavalcare esigenze produttive superiori quali budget e durata per centrare con decisione l'obiettivo finale. Si avverte così un'atmosfera più agghiacciante e orrorifica, un senso di disagio maggiore perché legato a una mentalità drasticamente meno acerba di quella pre-adolescenziale, a galla nell'agitato oceano della vita e pronta ad annegare in una tempesta di ricordi pericolosi, capaci di riaprire ferite credute ormai rimarginate e invece sanguinanti.
Anche per questo IT: Capitolo Due è un titolo molto atteso: perché racconta della crescita e della nostalgia dell'infanzia, di pesanti fardelli da trascinarsi lungo il corso dell'esistenza, con cui fare i conti e dei quali calcolare accuratamente e ripetutamente la massa, così da non doverne subire i danni, limitandone l'eccesso e tentando di non impazzire per restare il più possibile umani.

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