RoadToTheAvengers

Speciale Iron Man

Tony Stark. Genio, miliardario, playboy, filantropo.

speciale Iron Man
Articolo a cura di
Mauro Antonini identità pubblica di Manthomex. Cartoonist e storico crossmediale. Crede nella completa realtà di tutte le storie immaginarie. Spesso lavora in coppia con Piccion, personaggio della serie "Piccioncimema".

Introduzione a cura di Marco Lucio Papaleo

Gli eroi di Stan Lee sono sempre tormentati e pieni di problemi personali, che i superpoteri che vantano di possedere non possono risolvere.
Tra tutti, Iron Man è uno dei più caratteristici: è un eroe adulto, i cui poteri non derivano dal caso, da una mutazione genetica, da una magia. Tony Stark è un self made man nel senso più puro del termine, un uomo che fa di necessità virtù. Rischiando seriamente di morire per colpa delle stesse armi "intelligenti" che i suoi laboratori producono, si industria per realizzare un congegno che gli consenta di sopravvivere in una situazione critica. Il suo ingegno lo porta, inoltre, a realizzare con materiali di fortuna un'armatura cibernetica, che lo salva da un gruppo di terroristi che lo tiene in ostaggio. La stessa armatura che, in breve tempo, lo trasformerà ne l'invincibile Iron Man.
Iron Man, una decina di anni fa, non era certo tra i supereroi Marvel più noti e amati. Poi sono arrivati Extremis, Civil War, gli Ultimates, e tutto è cambiato. Potenzialità inespresse, insomma, venute alla luce grazie ad alcuni dei migliori autori contemporanei, come Mark Millar o Adi Granov, che han poi fatto faville al cinema, tanto da rendere Tony un portabandiera del progetto Avengers.
Inauguriamo effettivamente, dopo lo specialino dell'altro giorno, la nostra Road to the Avengers, ovvero la serie di speciali che ci accompagneranno di qui all'uscita della pellicola (e oltre). Appuntamento due volte alla settimana con uno specialissimo Focus on sui protagonisti del film, e una speciale vignetta di PiccionCinema ad accompagnarlo.
"He was turned to steel/ In the great magnetic field / When he traveled time/ For the future of mankind"
Black Sabbath - Iron Man

Evolversi, accettare il cambiamento, riconoscere il trascorrere del tempo, il mutare delle mode, della politica e dei modus pensandi della società, in poche parole essere al passo col contemporaneo, questo uno dei dettami su cui Stan Lee, ideatore del concetto stesso di "fumetto moderno", ha fondato l'universo narrativo dei comic book Marvel. E, sebbene tutti i personaggi da lui ideati seguano questa direttiva, - soprattutto per distanziarsi dalle icone della concorrente DC Comics, cristallizzati, nella loro versione classica, in un'ideologia atemporale di "vita eterna" - Iron Man è sicuramente quello che la incarna con più compiutezza, in quanto i suoi legami con la tecnologia e l'attualità lo rendono una figura in continua rielaborazione, come fosse un vero e proprio software.

Il suo esordio risale al 1963 sul numero 39 dell'antologico Tales of Suspense, scritto da Stan Lee e Larry Lieber e disegnato da Don Heck e Jack Kirby, mentre la sua testata personale, The Invincible Iron Man, vedrà la luce qualche anno dopo, nel 1968, con i testi di Archie Goodwin e i disegni di Gene Colan. Come è caratteristica delle storie Marvel, le vicende sono ambientate in un contesto realistico e storicamente attendibile che il lettore può riconoscere come lo specchio del proprio presente. Nella sua storia d'esordio, il danaroso genio dell'ingegneria e produttore di armi Tony Stark - futuro Iron Man - agisce in Vietnam durante la guerra. Ed è proprio grazie ad un'esperienza traumatica vissuta durante il conflitto che si strutturerà in lui l'etica supereroica che lo porterà, una volta tornato negli Stati Uniti, ad usare il suo intelletto per il bene dell'umanità. In questa versione classica Iron Man non ha superpoteri fisici "propri" in quanto la sua grande forza, la capacità di volare e di sprigionare energia dai palmi delle mani o dal petto derivano dall'armatura che Stark indossa quando si tramuta in supereroe. Iron Man risulta un personaggio atipico nel panorama dei paladini in costume statunitensi, sottratto com'è da una figurazione statica e certa (la sua armatura in perenne cambiamento viene rappresentata sempre in stili differenti - pur mantenendo alcuni emblemi ricorrenti - a differenza dei costumi identificativi di eroi come Spider-Man e Capitan America) e abbracciando un'ideologia in continuo divenire che si evolve di pari passo delle conquiste tecnologiche, che, nell'ambito fantascientifico dell'universo Marvel, si spingono ben oltre i limiti del futurismo. Ma l'armatura del supereroe non è solo un vettore di avventura e di scontri con nemici altrettanto potenti, è anche una rappresentazione simbolica di un guscio psicologico, dietro cui si cela un personaggio stratificato, spesso incline al fallimento e alle debolezze tipiche dell'umana natura. Al di là della scorza del paladino "invincibile", infatti, Stan Lee e gli autori successivi, hanno delineato Tony Stark come una figura splendidamente umana, affetta da patologie fisiche come la cardiopatia - la batteria che alimenta l'armatura, impiantata nel suo petto, fa si, al tempo stesso, che egli non muoia per insufficienza cardiaca - e incline ai vizi autolesionistici di una vita sregolata, tra cui spicca l'alcolismo, preso in esame nella famoso story arc dal titolo Il demone nella bottiglia (1979) di David Michelinie e Bob Layton, dove Stark deve far fronte a numerose scelte etiche e morali implicite nel suo ruolo di protettore dello status quo. Anche a livello narrativo la connessione del personaggio con una ben precisa realtà storica lo ha destinato a frequenti rielaborazioni. Per evitare che risultasse anacronistico, infatti, gli scrittori che si sono succeduti nella narrazione delle storie hanno, di volta in volta, riscritto le sue origini aggiornandole temporalmente, dalla guerra in Vietnam a quella del Golfo fino a quella in Iraq, com'è nella timeline contemporanea, che segue l'ultima riscrittura ad opera di Warren Ellis e Adi Granov nello story arc intitolato Extremis (2005 - 2006).

L'ambientazione Mediorientale della genesi dell'eroe in armatura viene mantenuta anche nella sua prima trasposizione cinematografica, Iron Man di Jon Favreau (2008), un'opera molto importante nella storia dei comic book movies in quanto primo film ad essere prodotto direttamente dalla Marvel, con il marchio Marvel Studios, varato appositamente per le declinazioni multimediali degli eroi cartacei. Ben più che solo un trademark industriale, i Marvel Studios varano con Iron Man un progetto narrativo che lega in continuity tutte le pellicole da questi prodotte, mimando il meccanismo tipico dei fumetti secondo cui tutte le pubblicazioni di un singolo editore narrano storie che coesistono in un unico universo diegetico. Facendosi forza del plauso raccolto dal primo film, gli Studios mettono subito in cantiere un sequel, Iron Man 2 (2010), che vede di nuovo Favreau alla regia e riconferma molto del cast del primo capitolo, su tutti Robert Downey Jr che torna ad interpretare Tony Stark/Iron Man. Purtroppo il successo non si ripete, Favreau, meno condizionato dallo studio, eccede nell'ambito comedy a lui ben congeniale e lo stesso Downey Jr si trova a interpretare un Tony Stark quasi parodia di se stesso. Malgrado la scarsa riuscita artistica di questo secondo episodio Iron Man rimane uno dei supereroi attualmente più amati dal pubblico cinematografico, motivo per cui lo si vedrà tornare in un Iron Man 3 previsto per il 2013 (ora in pre-produzione, senza la regia di Favreau) ma prima ancora quale colonna portante di The Avengers di Joss Whedon (2012) dove si incontrerà con tutti gli eroi presentati in precedenza nelle opere "soliste" a marca Marvel Studios.
Mauro Antonini, giornalista crossmediale, scrittore ed autore, nonché curatore di Road to the Avengers, è anche autore di PiccionCinema, la popolare webseries che ci allieterà con le sue tavole, alcune delle quali realizzate apposta per l'occasione. Non perdetevi l'incursione di Piccion nel mondo dell'Incredibile Hulk, lunedì prossimo!
Piccion è un piccione viaggiatore, con il potere speciale di comparire nei momenti focali di tutta la storia del cinema. Invade spazi che non gli appartengono, si imPICCia, e si trova di vignetta in vignetta sbalzato in situazioni che lo vedono in pericolo o pronto a fare amicizia con le icone del cinema classico e contemporaneo. Piccion appare online ogni settimana in una "rubrica disegnata" in un elegante bianco e nero "classico" dal titolo PICCIONCINEMA, ad opera di Mauro Antonini, giornalista, studioso di cinema, comics e cultura pop e disegnatore, ed è visionabile sul suo blog e sulla pagina Facebook del progetto.
Stay Picc!!

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