Io Prima di Te: 3 motivi per vedere il film con Emilia Clarke

È nelle sale Io Prima di Te, la struggente romantic comedy con Emilia Clarke e Sam Clafin. Ecco i tre motivi per vederlo.

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"Vivi con coraggio": si può racchiudere in tre parole il senso del film Io Prima di Te, la commedia firmata Warner Bros. in sala dal 1° settembre dopo l'anteprima al Giffoni Film Festival e in centinaia di cinema italiani a cavallo di Ferragosto. Tratta dal bestseller omonimo di Jojo Moyes, ha già un secondo capitolo cartaceo in libreria, sempre edito da Mondadori, dal titolo Dopo di Te. Quel "tu" a cui si riferisce il titolo (e anche la frase sopra) è una ragazza un po' fuori dal comune, Louisa, interpretata da Emilia Clarke (la Daenerys de Il trono di spade), ex cameriera ormai disoccupata che finisce per occuparsi di un giovane quadriplegico (quell'io tanto sofferto). Gli presta il volto Sam Claflin, un'altra promessa british già star di Hunger Games. Il romanzo fa parte del filone "sick-lit", quella narrazione del dolore che imperversa soprattutto tra un pubblico young adult (post adolescenti, per capirci) non solo in libreria ma anche al cinema e in tv. Tralasciando il piccolo schermo (con l'effetto-Braccialetti Rossi, che ha contagiato anche Steven Spielberg), possiamo vedere come il ponte tra pagine e cinema sia sempre più affollato e redditizio. Pensando solo agli esempi degli ultimi decenni salta immediatamente agli occhi Nicholas Sparks: quante lacrime abbiamo versato per I passi dell'amore con Mandy Moore e Shane West (A walk to remember, in originale)? Lei, la figlia del reverendo, fa innamorare contro ogni aspettativa il ribelle del liceo, per poi rivelargli di essere malata terminale.

Stephen Chbosky ha fatto di meglio: dopo il bestseller Noi siamo infinito (The perks of being a wallflower) ha diretto anche la pellicola omonima, con un cast all star che comprende Emma Watson (Hermione della saga di Harry Potter) e Logan Lerman (l'eroico Percy Jackson cinematografico). Accanto alla comprensibile ebbrezza per il ventaglio di "prime volte" che un gruppo di amici sperimenta ci sono problematiche delicate, dal suicidio ai disturbi mentali, e il lieto fine ha ancora una volta un sapore agrodolce. Parlando di girl power viene subito in mente Colpa delle stelle di John Green (Rizzoli), adattato su grande schermo con Shailene Woodley e Ansel Elgort, qui fidanzati dopo essere stati sorella e fratello nel franchise distopico di Divergent (tratto dalla trilogia di Veronica Roth (DeAgostini editore). Entrambi sono malati di cancro, arrabbiati anzi furiosi, e loro malgrado s'incontrano ad un gruppo di recupero: s'innamorano e crescono, ma la speranza non rende immuni dal dolore. Persino la mamma della saga fashionista di I love shopping, Sophie Kinsella, ha virato verso i problemi dell'adolescenza con l'ultimo romanzo A proposito di Audrey (Mondadori) dove la protagonista indossa ovunque occhiali da sole per schermarsi dalla negatività della vita. In attesa di scoprire se la storia diventerà una sceneggiatura, c'è da scommettere sul proliferare di questo filone.
E, per tornare al punto di partenza, Io Prima di Te è pronto a dimostrarlo. Secondo le classifiche stilate da Nielsen BookScan sui libri più venduti nel 2016, ben tre versioni del libro (quella con fascetta del film e senza, oltre all'e-book) sono presenti nella classifica dei 20 titoli testa di serie tra gennaio e giugno. Il film, con un budget di 20 milioni, ne ha incassati finora quasi il triplo negli States, che fanno sfiorare a livello mondiale i 200 milioni, considerando che in alcuni mercati, come l'Italia, non è ancora uscito in sala.
Ecco, allora, tre motivi per cui vale assolutamente la pena di prenotare il biglietto (e un pacco di kleenex, se potete):


1) Perché lo dice Sam Claflin

È davvero insopportabile quando la mamma risponde ad un obbligo o a un divieto con un "Perché te lo dico io" anziché fornire un'adeguata spiegazione. Ma possiamo assicurare che la stessa frase pronunciata da Sam Claflin ha tutt'altro sapore. Quando al Giffoni Film Festival gli abbiamo chiesto dei motivi per andare al cinema a guardare Io Prima di Te ne ha forniti moltissimi raccontando la sua esperienza sul set. "Considero il ruolo di William - ha detto - la sfida più grande della mia carriera, un viaggio emozionante senza poter ricorrere a nessun muscolo se non quello facciale. E per uno che gesticola molto come me è tutto dire". Contando che è stato uno dei tributi uscito vincitore dall'Arena di Hunger Games nel ruolo di Finnick Odair, una premessa del genere non va sottovalutata. Qualche "incidente" di percorso tra un ciak e l'altro non è comunque mancato: "Mi sono dovuto catapultare giù dalla sedia a rotelle nella scena in cui Emilia era seduta sulle mie gambe in mezzo ai prati. Guidava lei e ha perso il controllo del mezzo, così sono finito a terra".

2) Perché le storie d'amore migliori sono quelle impossibili

Diciamoci la verità: Romeo e Giulietta non sarebbero stati l'emblema dell'amore assoluto se li avessimo ritrovati a litigare per chi dovesse addormentare il primogenito in lacrime di notte per le coliche. La routine appiattisce la passione, gli slanci e le follie, quei classici colpi di testa da batticuore perché la conquista dell'oggetto del desiderio è in parte già avvenuta. Quando invece si sospira per un amore impossibile tutto cambia: l'amato o l'amata diventano il simbolo della perfezione e la conquista delle sue attenzioni si trasforma nell'unico obiettivo che abbia senso. Ecco: tifare per William e Louisa, separati dalla paralisi quasi totale di lui, ex broker di successo londinese e ora costretto su una sedia a rotelle, ci fa accelerare il ritmo cardiaco. Lui è istruito, ha viaggiato e ha scoperto il mondo, mentre lei ha origini umili e probabilmente non ha mai messo piede fuori dalla città. Due universi, dice lei, che non si sarebbero mai toccati se lui non avesse avuto quel maledetto incidente. Ad un matrimonio Lou sarebbe stata tra gli invisibili, a servire i tavoli, e William avrebbe probabilmente fatto qualche stupida scommessa con gli amici flirtando con le damigelle.

3) Perché non c'è vita senza morte (neppure al cinema)?

Anche una commedia, tra lacrime e risate, può far riflettere su temi delicati, in questo caso l'eutanasia. Toccare l'argomento ha attirato molte critiche alla produzione del film ma Sam Claflin si difende: "Non tocca a me giudicare il mio personaggio, devo solo capirlo. Chi può dire cos'avrebbe fatto al posto suo?". Se in sala cercate qualcosa di più del semplice intrattenimento, allora Io Prima di Te può darvi quel pizzicotto nello stomaco in più. Pensare che le persone che amiamo possano decidere di abbandonare questa vita o persino ipotizzare una scelta del genere nel caso fossimo noi stessi in circostanze simili va ben al di là della finzione del grande schermo. Vita e morte sono due facce della stessa medaglia e non esiste rating capace d'impedire un'ora e mezza di evasione ma anche sana riflessione. Con gli occhi di due attori come non li avevamo mai visti finora possiamo guardare il mondo da un angolazione diversa.

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