Intervista a Roger Guyett, re degli effetti speciali di Star Wars

In occasione dell'uscita home video di Star Wars: L'ascesa di Skywalker, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il genio delle Industrie L&M.

Intervista a Roger Guyett, re degli effetti speciali di Star Wars
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Roger Guyett è uno di quei talenti che fanno impazzire i grandi autori. Una carriera nel mondo degli effetti speciali decollata sin dal suo arrivo alle Industrie Light & Magic, con Casper di Brad Silberling, Twister di Jan de Bont e Mars Attack di Tim Burton. Nel '98 cura i VFX di Salvate il Soldato Ryan di Steven Spielberg, ricevendo grandi riconoscimenti internazionali, per cominciare poi il nuovo millennio con Chris Columbus e il suo Harry Potter e la Pietra Filosofale. E poi Timeline e di nuovo Harry Potter con Il Prigioniero di Azkaban di Alfonso Cuaròn, fino ad approdare per la prima volta nel 2005 nel suo primo Star Wars, La vendetta dei Sith di George Lucas.

Si deve a lui e al suo grandioso team il fiume di lava su Mustafar e quella grandiosa battaglia spaziale iniziale, e come prima esperienza nell'universo di Star Wars è andata alla grande, specie rispetto alla CGI fin troppo piatta dei due capitoli precedenti della Trilogia Prequel. Tra un Pirati dei Caraibi e l'altro, comunque, Guyett riesce a collaborare con J.J. Abrams nel suo esordio alla regia con Mission: Impossible 3, dando il via a una stretta relazione lavorativa che lo vede coinvolto nella maggior parte dei film del cineasta, compreso anche il ritorno a Star Wars con Il risveglio della Forza e con l'ultimo Star Wars: L'ascesa di Skywalker, disponibile in home video e su Disney+ dal 4 maggio, il Giorno della Forza. Per l'occasione, abbiamo avuto il piacere di intervistare questo grande talento degli Effetti Speciali, rivelatosi estremamente cordiale e disponibile nel raccontare la sua esperienza nel mondo della Galassia Lontana Lontana. Va la riportiamo per intero.

E: Buongiorno Mr. Guyett, è un piacere poterla intervistare
Roger Guyett: "Il piacere è tutto mio. Dammi del tu. Solo Roger. Come va, amico mio?".
E: Ok, Roger. Sai, è un periodo un po' complicato e strano, data la situazione che stiamo vivendo.
Roger Guyett: "Immagino. I miei pensieri sono con voi".
E: Grazie davvero. Arrivando al suo lavoro, Star Wars Episodio IX ha portato a compimento l'intera Saga degli Skywalker chiudendo più o meno ogni cerchio. Com'è stato lavorare ai VFX di un ultimo capitolo tanto importante? Hai sentito molta pressione addosso?
Roger Guyett: "Sì, certamente, ma è stata una pressione stimolante. Una buona pressione. Ho sempre amato le sfide e onestamente l'importante è metterci tutto l'impegno possibile e dare il meglio di sé e delle proprie capacità, provare a raccontare il film tramite il proprio lavoro. Per me è stato di grande ispirazione lavorare con un team creativo assolutamente meraviglioso guidato da J.J. Abrams, con cui ho lavorato a moltissimi film. Dalla scrittura alla fotografia di Daniel Mindel sono stati tutti grandiosi e hanno dato del loro meglio a prescindere dalla pressione. L'aspetto positivo del fatto che si tratti di un progetto tanto enorme è quello di essere circondati da molte persone di talento, anche negli effetti speciali, a cui abbiamo lavorato in tanti. È stata una gran bella impresa ma al tempo stesso estremamente divertente, motivo che ti spinge poi a goderti il lavoro cercando di creare il più accattivante e sontuoso degli immaginari per il film".

E: Hai accennato a J.J. Abrams e alle vostre collaborazioni. Effettivamente è un regista che conosci molto bene, dato che hai curato i VFX di tutti i suoi film tranne uno, Super 8. Si può quasi dire che sei il suo VFX supervisor preferito, il suo supervisore feticcio. Conoscendolo e avendoci lavorato insieme così a lungo, cosa pensi della sua visione di Star Wars? E com'è collaborare con uno dei talenti più brillanti della sua generazione?
Roger Guyett: "Credo sia desiderio di tutti quello di lavorare con persone capaci di ispirarti, di metterti alla prova. Uno degli aspetti migliori del filmmaking è proprio quello collaborativo. Qualcuno ha una grande idea, arriva qualcuno che la rende leggermente migliore e poi qualcun altro e così via. E J.J. Abrams è una persona e un regista profondamente consapevole di tutto questo. Ne comprende il valore intrinseco. Per questo il film resta la sua visione in tutto e per tutto, mentre noi contribuiamo a plasmarla al meglio per portarla sul grande schermo. La cosa che personalmente ho imparato è che tutto riguarda la storia, anche gli effetti speciali. Tutto deve essere concepito per portarla avanti e regalare al contempo al grande pubblico uno spettacolo memorabile."

"Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo Star Wars, volevamo davvero tornare al concetto della sensazione di un viaggio in queste straordinarie location, ragionando anche con il reparto fotografico per catturare al meglio lo scenario in camera. Non ero onestamente molto interessato a creare uno Star Wars retrò, perché ritengo sia qualcosa di completamente diverso ormai. Ho anche lavorato a Star Wars: La vendetta dei Sith e in quel caso la sfida era differente ma ugualmente stimolante, perché George Lucas voleva distanziarsi dai film originali e scendere più a fondo nell'utilizzo del digitale. Penso però che Episodio VII e IX abbiano lo stesso identico DNA dei film originali, pur non essendo uguali. Certo, c'è un grandissimo lavoro di digitalizzazione, ma per lo meno sullo schermo si torna a vedere qualcosa che esiste o quasi, non come nei prequel
".

E: Addentrandoci negli Effetti Speciali de L'ascesa di Skywalker, qual è stata la scena più difficile da creare per te e il tuo team? E quale, invece, quella che ti rende più orgoglioso?
Roger Guyett: "Sono onesto quando dico che vado orgoglioso dell'intero film. Amo profondamente il lavoro che abbiamo svolto. Tecnicamente, comunque, direi la Battaglia su Exegol, con la Flotta Imperiale e quella dei Ribelli che si scontrano. È stata soprattutto complessa per una questione di scala, essendo enorme, ma la sfida più interessante è stata l'acqua, su cui i ragazzi hanno fatto un lavoro semplicemente straordinario in termini di resa fotorealistica e dinamismo. Ma potrei dirti anche il ritorno di Carrie Fisher, che ha comportato il superamento di non poche problematiche. Tornando a quello che dicevo poco prima, il risultato migliore è quello che raggiungi unendo una sfida eccitante al divertimento, creando un grande immaginario. L'arrivo della Flotta Spaziale nella Battaglia sintetizza forse tutto questo".

E: Il franchise di Star Wars presta ancora molta attenzione agli Effetti Pratici , e l'armonia che crea tra CGI e artigianalità è davvero encomiabile. Quanto è realmente complesso raggiungere un tale equilibrio tra i vari effetti? Che differenza d'applicazione esiste, quali problematiche?
Roger Guyett: "Sai, nel tempo gli effetti digitali hanno preso il sopravvento su quelli pratici per una questione di costi ma anche per come coadiuvano meglio la fantasia dei creativi. Non deve esistere qualcosa di fisico per creare. È possibile andare oltre. Ma oggi, credo, la cosa più importante della tecnologia digitale è il suo essere in grado di costruire architetture terribilmente complesse e incredibilmente fotorealistiche, dettagli per dettaglio. La differenza con gli effetti pratici è che forse c'è molto più coinvolgimento , perché si sta ideando un intero evento da zero, pensandone ogni aspetto. Anche creare effetti pratici richiede però molto ragionamento ed è semplicemente meraviglioso quando questi due mondi di intendere l'arte effettistica riescono a convivere in modo tanto organico e interessante".

E: Ormai sei in forze alle Industrie Light & Magic da 25 anni, e tramite l'azienda hai sviluppato numerosi progetti di grande risalto. Cos'è cambiato in tutto questo tempo, se qualcosa poi è cambiato?[/titolo]
Roger Guyett: "Sì, assolutamente. È cambiato tutto. Il lavoro che facevamo 15 o 20 anni fa è ora completamente differente. Ed è cresciuto anche il numero di film che utilizzano gli effetti speciali, alcuni persino insospettabili. È sorprendente. Il nostro lavoro consiste comunque nell'utilizzare il giusto strumento per arrivare alla giusta soluzione. Non credo comunque che il futuro debba essere solo digitale. Ora tutti virano in questa direzione ma, come detto, è uno strumento come lo sono anche gli effetti pratici. Credo fortemente che sia giusto trovare il mezzo più adatto al tipo di progetto che si ha in mente. Il giusto metodo".

E: È ancora presto per capire quando potremo tornare a una parvenza di normalità, ma per concludere volevamo sapere se ci fosse già qualche progetto in cantiere. Magari un nuovo film con J.J. Abrams?
Roger Guyett: "Davvero, è incredibile. Tutto è rallentato improvvisamente. Sembra di essere incapsulati nel tempo. Giusto pochi mesi fa, poco dopo la conclusione dei lavori di finalizzazione di Star Wars: L'ascesa di Skywalker, stavamo discutendo di progetti futuri e poi tutti si è fermato, di punto in bianco. Ora siamo in attesa di ripartire e bisogna capire cosa accadrà nel settore. Però sì, è certo che torneremo e non vedo l'ora di rimettermi al lavoro".
E: Grazie mille per il tuo tempo, Roger.
Roger Guyett: "È stato un piacere, amico mio. Saluti all'Italia".

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