Marvel

L'Infinity Saga di Thor, il Dio più umano di tutti - Parte 2

Spingiamoci all'interno della Fase 2 del Dio del Tuono, approfondendo il suo percorso tra The Dark World e Avengers: Age of Ultron.

speciale L'Infinity Saga di Thor, il Dio più umano di tutti - Parte 2
Articolo a cura di

Thor (Chris Hemsworth) e i suoi nuovi compagni Avengers (qui la Parte 1 dell'Infinity Saga di Thor) escono vincitori dalla Guerra di New York contro Loki (Tom Hiddleston) e l'esercito di Thanos. Per il Dio del Tuono si tratta anche di una sconfitta, comunque, non essendo riuscito a salvare il fratello da se stesso e dalla sua smania di potere. Loki è in custodia e portato ad Asgard per essere giudicato: davanti a Odino non rinnega i suoi peccati e i suoi crimini, per questo viene messo in carcere a tempo indefinito.
Thor è intanto impegnato in una campagna per riportare la pace nei Nove Regni, presa coscienza nei due film precedenti del suo ruolo di guida e sovrano, successore del Padre degli Dei. Quello che vediamo all'inizio di The Dark World è un Dio del Tuono sempre guerriero ma decisamente meno arrogante e pieno di sé.

È un principe aperto al dialogo, caratterialmente più pacato nella sua esuberanza battagliera: ascolta i consigli del padre e guarda finalmente al futuro come Re di Asgard. Il problema è che il suo amore per Jane Foster (Natalie Portman) è ancora molto forte e non riesce a dimenticarla, volendola in realtà come regina al suo fianco, ma Odino sconsiglia una simile unione a causa delle brevità della vita di lei.
Il fardello non è però la mortalità di Jane, quanto l'immortalità di Thor, privilegio e condanna se in mezzo a un'esistenza eterna si perde l'amore di una vita. Thor ascolta e recepisce ma il destino lo riporta nuovamente al cospetto di Jane, in pericolo a causa dell'Aether, che si scoprirà poi essere la Gemma della Realtà.

Insalvabile

I problemi di Thor: The Dark World sono tanti, riconducibili a un visibile rimaneggiamento di gran parte del materiale e a una coesione narrativa non così riuscita, soprattutto a causa di un comparto registico scomposto, incapace di valorizzare dramma o azione. Detto questo, non vogliamo parlare del film nella sua generalità, affrontando pregi e problematiche, perché a interessarci è la figura di Thor e la sua evoluzione. In questo senso, il film di Alan Taylor è molto importante, perché segna il riavvicinamento del Dio del Tuono a Jane e anche a Loki, liberato dal fratello per vendicare la morte della madre.
Da una parte la missione per salvare Jane e impedire a Malekith di mettere le mani sull'Aether, dall'altra la crociata vendicativa contro i responsabili dell'omicidio di Frigga: obiettivi che hanno in comune lo stesso villain e paralleli, che vedono Thor in un confronto attivo con Jane e Loki. Purtroppo la scrittura dei personaggi è incatenata a uno sviluppo degli eventi che non permette un approfondimento poi così valido delle dinamiche affettive tra amanti e fratelli, lasciando tutto molto in superficie, nonostante qualche momento riuscito come il finto sacrificio di Loki.

Quello che capiamo però alla fine di The Dark World è che spesso alcuni rapporti sono insalvabili. L'ardente desiderio e sentimento che brucia dentro Thor per Jane è reale e quasi quantificabile, specie nelle azioni che il Dio compie per salvaguardare il benessere dell'amata, ma il suo ruolo è quello di protettore dei Nove Regni.

Salutando Jane, capisce che quello è un addio al passato, a una relazione in verità mai costruita ma solo sognata, tornando ad Asgard solo per rinunciare al Trono e dimostrarsi per questo meritevole dello stesso. Da guerriero, il suo posto è sul campo di battaglia, in prima linea, a difesa della pace.

Il rapporto tra Thor e Jane non si può salvare perché ognuno dei due conosce le criticità di una relazione simile, l'uno il ruolo dell'altra, capendo di non poter continuare. Allo stesso modo, anche la relazione fraterna tra il Dio del Tuono e Loki non vede via di scampo: il secondo resta il Dio dell'Inganno anche nel bene compiuto, mentre Thor, credendolo morto, si crogiola in una presunta riappacificazione, nonostante poi il fratello abbia preso le sembianze di Odino per regnare finalmente su Asgard, almeno fino al ritorno del vero Padre degli Dei.

Visioni

Avengers: Age of Ultron non ha bisogno di raccontare la nascita del gruppo di supereroi, quanto di approfondirne le dinamiche sia nell'intimo che sul campo di battaglia. Nel secondo caso lo fa immediatamente, aprendo infatti con un lungo piano sequenza dove vediamo anche l'evoluzione del duo composto da Thor e Captain America, in un tandem martello-scudo che non lascia scampo ai nemici. I Vendicatori agiscono uniti e la storia è sempre e comunque legata alle Gemme dell'Infinito, che nel crossover di Joss Whedon assumono per la prima volta rilevanza attraverso tre visioni.
La prima è quella di Stark relativa alla Decimazione di Avengers: Infinity War, la terza è la Visione di Paul Bettany, con la Gemma incastonata nella fronte, e quella centrale (per noi, in questo contesto, più importante) quella di Thor, che sancirà poi le sue azioni future.

Se nelle sequenze di combattimento il Dio del Tuono è utilizzato discretamente, la sua evoluzione psicologica in Age of Ultron è invece molto compressa, specie spostandosi dall'inizio alla fine della run time. In apertura si inizia già in qualche modo a preferire una linea comica per il personaggio: fa una gara di bevute con i veterani, scherza con Tony su quale sia "la ragazza migliore" e lancia la sfida al sollevamento del Mjolnir (che Captain America vince in Avengers: Endgame).
È ironico e divertito finché non si tratta di combattere e ragionare seriamente sul da farsi davanti alla minaccia di Ultron, ma nel momento in cui Wanda manipola le menti dei Vendicatori, Thor ha una visione apocalittica del futuro: una caverna, Asgard distrutta.

Da protettore dei Nove Regni non può ignorare un avvertimento del genere, tanto che sceglie di allontanarsi dal resto del gruppo per indagare sulla visione, scoprendo appunto l'esistenza delle Gemme dell'Infinito e la loro natura. Thor è sostanzialmente il primo degli Avengers a conoscere la verità su questi artefatti, il che è una scelta narrativa coerente alla portata del personaggio. Erudito sull'esistenza delle Gemme e sul loro potere, il Dio del Tuono torna sulla Terra in un momento cardine del film, ovvero durante la creazione della Visione, tentando in tutti i modi di permetterne l'esistenza, consapevole della sua importanza.

Quel nuovo essere creato anche grazie al fulmine di Thor è degno della fiducia degli Avengers, meritevole di combattere al loro fianco, tanto da riuscire a impugnare il Mjolnir, dimostrandosi dunque di pari livello morale a Thor.
Sconfitto infine Ultron e salvata Sokovia, il Dio del Tuono affida la Gemma della Mente a Visione e al resto dei Vendicatori, partendo per un viaggio che lo poterà anche fuori dai confini dei Nove Regni, alla ricerca di informazioni sulle restanti Gemme dell'Infinito e su questo grande avversario che si nasconde ancora nell'ombra.
Ragnarok sarà poi l'inizio della fine del Thor che conosciamo, anche della sua amata Asgard e della sua parte più divina, ma parleremo di tutto questo più avanti. (Continua nell'ultima puntata...)

Che voto dai a: Avengers: Endgame

Media Voto Utenti
Voti: 365
8.3
nd