Infinity, 5 film da vedere gratis: da Wonder Woman a It

Andiamo alla scoperta di alcuni film disponibili gratuitamente nel catalogo di Infinity, da Profondo rosso a Paura e delirio a Las Vegas.

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Immortali horror del cinema nostrano, moderne rivisitazioni di classici letterari, cinecomic al femminile, sequel action e capolavori visionari. Nel nostro nuovo appuntamento dedicato ai titoli disponibili nel catalogo di Infinity (che ricordiamo ha esteso la prova gratuita a due mesi per aver aderito all'iniziativa di Solidarietà digitale) parliamo in quest'occasione di Profondo rosso, seminale svolta nel thriller italiano di Dario Argento, del primo capitolo dell'It di Andres Muschietti, del Wonder Woman con Gal Gadot, di Mechanic: Resurrection con Jason Statham e del leggendario Paura e delirio a Las Vegas diretto da Terry Gilliam, con protagonista la folle coppia interpretata da Johnny Depp e Benicio del Toro.

Profondo rosso

Una sensitiva tedesca, durante un evento pubblico di parapsicologia, percepisce tra gli astanti la presenza di un assassino. La sera stessa la donna viene uccisa nella sua casa, e il primo ad accorrere è il suo vicino, il pianista inglese Marc Daly. L'uomo, che ha anche visto dalla finestra fuggire la sagoma del killer, decide di indagare in prima persona con l'aiuto di una bella giornalista. La sua ossessione finisce per mettere a rischio la sua stessa vita e quella degli altri individui coinvolti.

Il film che ha consacrato definitivamente la carriera di Dario Argento, qui intento a rivoluzionare il classico thriller all'italiana con l'aggiunta di elementi sovrannaturali. Tra soggettive di grandissimo impatto visivo, un'atmosfera mystery e una gradevole ironia di contorno, Profondo rosso ibrida uno sguardo estremamente autoriale a istinti più popolari, con indizi ambientali che si riveleranno fondamentali nel clamoroso colpo di scena finale. Come suggerisce il titolo le tonalità di rosso abbondano in una visione costantemente caratterizzata da un senso di macabra e avvolgente suspense.

It

Ottobre 1988, cittadina di Derry. Il piccolo Georgie scompare nel nulla dopo essersi imbattuto in un bizzarro pagliaccio che vive nelle fogne. Billy, il fratello maggiore, si mette alla sua ricerca e con l'aiuto di altri sei coetanei derisi dai compagni di scuola forma il "club dei perdenti", impegnandosi in uno scontro impari contro il malefico clown conosciuto come Pennywise.

Dal romanzo cult di Stephen King il regista Andres Muschietti riporta a nuova vita l'iconico personaggio di Pennywise, qui interpretato da un irriconoscibile Bill Skarsgaard, reso mostruoso dall'efficace make-up. Jumpscare in serie e suggestive trovate visive in un'atmosfera che si rifà agli omaggi anni '80 di Stranger Things - da cui recupera il giovane protagonista Finn Wolfhard - e che, pur dividendo il pubblico, ha conquistato un incredibile successo ai botteghini diventando, con 700 milioni di dollari d'incasso woldwide, l'horror più redditizio di sempre.

Wonder Woman

La giovane Diana, figlia di Ippolita, è una guerriera invincibile nonché principessa delle Amazzoni. Cresciuta in un'isola al di fuori dal mondo donata al suo popolo da Zeus, la ragazza viene addestrata all'uso delle armi dalla zia Antiope. Quando un aereo militare americano precipita in loco e ne esce un pilota incredibilmente sopravvissuto allo schianto, Diana viene a conoscenza del conflitto mondiale che sta avendo luogo all'esterno della sua paradisiaca dimora e decide di intervenirvi in prima persona per cercare di porre fine alla guerra.

Wonder Woman non è certo un film perfetto ma si rivela tra i più solidi prodotti dell'universo DC Comics di ultima generazione. Un'opera di ludico intrattenimento che, nonostante alcune ingenuità narrative, sa come strizzare l'occhio agli amanti dei cinecomic. Un'esaltazione del girl-power in chiave fantastica che può contare sugli ottimi effetti speciali, capaci di nascondere le forzature di una narrazione non sempre precisa e coerente, che sfrutta inoltre il sex-appeal della sua protagonista Gal Gadot.

Mechanic: Resurrection

Arthur Bishop ha organizzato la sua finta morte per godersi la vita a Rio de Janeiro, ma il passato si ripresenta quando gli uomini di Crain, un misterioso uomo d'affari, lo rintracciano per costringerlo a eliminare tre diversi obiettivi situati in altrettanti angoli del globo. Bishop riesce a fuggire e trova rifugio dalla vecchia amica Mei in un piccolo villaggio della Thailandia, ma Crain e i suoi scagnozzi sono sempre sulle sue tracce e il boss criminale usa come ostaggio la bella Gina, un'insegnante di un campo profughi, per obbligare Bishop a obbedirgli.

Il sequel di Professione assassino (2011) punta nuovamente tutte le sue carte sul carisma fisico di Jason Statham, assoluto protagonista di un cast che vanta anche le presenze di Jessica Alba, Michelle Yeoh e Tommy Lee Jones (sopra le righe quanto basta). Le buone coreografie action e relative dinamiche nelle quali il popolare attore offre ancora il meglio permettono di chiudere un occhio su una sceneggiatura sin troppo derivativa e forzata. Mechanic: Resurrection è un titolo dedicato in particolar modo ai fan dell'interprete e agli irriducibili appassionati del filone che difficilmente resteranno delusi.

Paura e delirio a Las Vegas

Stati Uniti, 1971. Il giornalista Raoul Duke è in viaggio per le strade americane insieme al suo avvocato, il dottor Gonzo. L'insolita coppia, dedita all'uso di qualsiasi droga esistente, ha come meta Las Vegas, luogo dove il reporter dovrà preparare un articolo su una gara motociclistica off-road. Arrivati nella città dei vizi, Duke e Gonzo decidono di sfruttare l'occasione per una scoppiettante vacanza di eccessi, tra stanze di albergo e improbabili visite ai casinò, con la mente costantemente offuscata dagli effetti delle sostanze stupefacenti e degli allucinogeni.

Paura e delirio a Las Vegas è il miglior omaggio che il regista Terry Gilliam e Johnny Depp potevano rendere allo scrittore americano Hunter S. Thompson, simbolo della beat generation. Un'opera visionaria e intensa che ci offre un ritratto surreale e divertentissimo degli effetti delle droghe - senza alcuna retorica di sorta - indirizzandolo su spunti che riflettono su quella generazione americana che fu, alle prese con sogni e cocenti delusioni. Un'esaltante commedia del grottesco, che espone con strepitante divertimento allucinatorio tutti i passaggi di una dipendenza, non solo fisica ma anche paradossalmente idealistica.

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