Indiana Jones, dal quinto capitolo al nuovo videogioco: il ritorno di Indy

I prossimi due anni saranno molto importanti per il franchise action-adventure di Steven Spielberg, che ri-abbraccerà uno spirito multimediale.

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Quando uscì nelle sale Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo, nel 2008, i fan dell'archeologo più famoso della storia del cinema non rimasero del tutto soddisfatti. Anzi, nella maggioranza dei casi quasi per nulla. Il problema, a detta loro, non era rintracciabile nella regia di Steven Spielberg o nell'interpretazione del mitico Harrison Ford, perché era la sceneggiatura di David Koepp a non convincere. I tratti di misticismo storico o biblico che avevano da sempre accompagnato le avventure di Indy lasciavano infatti spazio a una virata fantascientifica (con alieni provenienti "dal mondo fra i mondi") che hanno interdetto non poco l'entusiasmo degli appassionati.

In linea di massima, esclusi altri misteri legati alla storia cristiana e messe da parte le fantasie più orientaleggianti, così come la ricerca di Atlantide al centro dell'iconico videogioco LucasFilm del 1992, al franchise non rimaneva in verità altro che inventare qualcosa basandosi su leggende estrenee a questi citati mondi, e infatti si è arrivati al Sud America, per altro scambiando i nazisti con i comunisti, dati i tempi di Guerra Fredda e Minaccia Rossa. Curiosamente, Il regno del Teschio di Cristallo sta venendo lentamente rivalutato col passare degli anni, ma è certo che la produzione cambierà tiro con la conclusione della saga prevista per il 2022, stesso anno d'uscita del nuovo videogioco di Indy targato Bethesda.

Ritorno in grande stile

Di un quinto Indiana Jones se ne parla praticamente da dieci anni, ma la realizzazione effettiva è cominciata concretamente soltanto quattro anni fa. Il problema non era tanto la sicurezza del successo di un nuovo film del franchise, quanto convincere Spielberg ed Harrison Ford a tornare rispettivamente come regista e protagonista del progetto, dati sia i loro molti impegni, sia l'avanzare dell'età. Per quanto riguarda l'autore, infatti, Spielberg ha scelto di passare il testimone a qualcun altro, preferendo concentrarsi su progetti per lui differenti. Già quando Ford girò il quarto capitolo, invece, aveva 66 anni e si cimentò comunque in alcuni stunt anche complessi, essendo l'interprete sportivo e amante del rischio, ma adesso è diverso. Quando uscirà nelle sale Indiana Jones 5, Harrison Ford avrà compiuto la bellezza di 80 anni e il fisico non sarà ovviamente più quello di una volta. Non sarebbe nemmeno credibile vederlo dimenarsi a destra e a manca, tra inseguimenti e scazzottate, senza rischi concreti per la sua salute, il che ci porta a riflettere sull'impostazione della storia e dell'azione di questo nuovo e (comprensibilmente) ultimo capitolo della saga, almeno di quella con protagonista il solo e unico Indy.

Non pensiamo che LucasFilm e Jonathan Kasdan abbiano puntato a un racconto sulla senilità di Indiana, anche perché non avrebbe avuto assolutamente senso la scelta di un regista giovane e dinamico come James Mangold al timone del progetto. L'azione sarà senz'altro protagonista, così come l'avventura, ma crediamo che da una parte sarà ripensata e adeguata ai canoni fisici del Ford ottantenne, mentre dall'altra seguirà la muscolarità di un nuovo interprete proprio come fu per Shia LaBeouf nel Regno del Teschio di Cristallo.

Si parla di Chris Pratt come possibile e futuro sostituto di Indy, che però sarà un nuovo personaggio originale, che magari potrebbe anche ereditare il nomignolo di Indiana Jones, ma solo come soprannome, perché di Indy ce n'è e ne ce sarà sempre e solo uno.
Per quanto riguarda le coordinate della storia, invece, tutto tace. Non è assolutamente chiaro quale mito archeologico, biblico, orientale o sudamericano la sceneggiatura andrà ad affrontare, ma magari non uscirà nemmeno dagli Stati Uniti d'America e si concentrerà su qualche storia Templare o Massonica alla National Treasure.

Tutte supposizioni, ovviamente, anche se a noi piacerebbe non poco vedere Atlantide al centro del racconto, pur essendo già stata fulcro narrativo del citato videogioco anni '90. Data la mole di possibili contenuti o leggende storiche, è davvero difficile capire in quale direzione si andrà, comunque. Questo vale almeno per il film, perché per quanto riguarda il nuovo videogioco Bethesda, invece, qualche indizio lo abbiamo.

In verità solo uno, una data, quella del 21 ottobre 1937 che compare sul biglietto aereo mostrato nel trailer d'annuncio. Questo significa che a dispetto dall'ultimo capitolo cinematografico, che dovrà essere per forza di cose ambientato negli anni '60 o '70, il titolo videoludico si posizionerà tra I predatori dell'Arca Perduta e L'ultima Crociata. Lo stesso biglietto aereo del trailer sembra che porterà poi Indy a Roma, con una mappa di Città del Vaticano in bella vista, il che lascia presupporre che anche il videogioco potrebbe avere una trama legata alla storia biblica, magari alla Sacra Sindone o qualcosa di simile, forse anche di più sconosciuto. Quel che è certo è che il 2022 sarà un anno davvero incredibile per gli amanti di Indiana Jones, che potranno non solo rivedere il loro beniamino sul grande schermo, in un'ultima e speriamo rocambolesca avventura in giro per il mondo, ma potranno impersonarlo direttamente per vivere l'esperienza della caccia archeologica. Perché come dice sempre Indy, "l'esperienza sul campo non si batte".

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