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Il sorpasso è vicino, Avengers: Endgame è pronto a detronizzare Avatar

A due mesi dalla release cinematografica, con un incasso già incredibile, Avengers: Endgame dei Marvel Studios è pronto a diventare il N° 1.

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Sfida tra titani, quella che vede contro Avengers: Endgame dei fratelli Russo e Avatar di James Cameron. Blockbuster diversi e appartenenti a periodi storico-cinematografici differenti, mutati radicalmente insieme alle esigenze di mercato e di botteghino. L'epopea fantascientifica del regista di Titanic arrivava nel 2009 carica dell'effetto novità, di quel 3D che oggi non vuole praticamente più nessuno, fagocitato dalla potenza della tecnologia IMAX, oggi più diffusa e apprezzata di ieri. Avatar resta un film invecchiato egregiamente, con alcuni degli effetti speciali migliori mai visti in sala, capaci di creare uno spettacolo avvolgente, dalla messinscena digitale sopraffina, curata fin nei minimi dettagli.
Il secondo è l'epica conclusione dell'Infinity Saga del Marvel Cinematic Universe, la meta finale di undici anni di programmazione oculata di una continuity lunga e complessa, ancora oggi inimitabile per coerenza, coesione e portata. È uno dei cinecomic più grandi della storia del cinema, una produzione che nel 2009 sembrava inverosimile poter concretizzare, una di quelle conquiste dell'entertainment di cui si tesseranno ancora le lodi per decenni. Da una parte la maestà del botteghino degli anni '10, dall'altra lo spodestatore illuminato del Regno Marvel, pronto ormai a detronizzare il Re Blu per sedersi sul trono del box office mondiale.

Inflazione? No, grazie

Quando si affrontano due giganti, la rovina al suolo di uno dei due scuote la Terra. Una buona e giusta battaglia richiede comunque una lotta ad armi pari, cosa finora non avvenuta. La questione è molto semplice e prevede delle precise mosse strategiche, anche abbastanza evidenti e tranquillamente mal celate. Più precisamente, i Marvel Studios e la Disney vogliono superare a tutti i costi Avatar dopo aver lasciato già un bel po' indietro Titanic, entrambe creature di Cameron. Il cineasta in questione, comunque, è stato dal 1997 a oggi il gran visir del botteghino mondiale sia per un'indiscussa questione di merito legata alla qualità del suo cinema e alla sua conoscenza del mezzo (compresi marketing e hype), sia grazie a delle successive release dei suoi titoli.
Procedendo oggi a un'analisi del botteghino tenendo conto dell'inflazione (aumento prolungato dei prezzi che genera una diminuzione del potere d'acquisto), né Avatar né tantomeno Endgame sarebbero al primo posto della classifica, dove troveremmo invece Via col vento, uscito nel 1939 e con un incasso finale che oggi, nell'economia attuale, ammonterebbe alla bellezza di 3 miliardi e 728 milioni di dollari. Per molti (nella pratica, giustamente), i valori con il ricalcolo dell'incasso tenendo conto dell'inflazione sono gli unici che contano, perché includono all'interno anche un preciso dato che riguarda l'evoluzione della società rispetto alla sala, al costo del biglietto medio e a tutta una serie di fattori altrimenti esclusi dal conteggio degli incassi.

Tutto giusto ma non per forza importante, soprattutto guardando alla sfida a breve termine e relativa al periodo specifico della release, di cui sarebbe del tutto inutile parlare includendo il tasso d'inflazione.
Ignorandolo (in teoria, giustamente), possiamo invece godere e discutere di questo adrenalinico (per gli amanti dei numeri) testa a testa che vede ormai Avengers: Endgame distante 38 milioni di dollari da Avatar, cifra che ha fatto ragionare Kevin Feige e soci su quella precisa strategia citata in apertura del paragrafo.

Due volte è meglio che una

Nel 2009, Avatar finiva la sua prima corsa al box office con 2 miliardi e 749 milioni di dollari. Una cifra impressionante che poteva però essere gonfiata legalmente con una secondo release nella sale, cosa avvenuta infatti nell'agosto del 2010 con "la scusa" di un'extended cut con 9 minuti aggiuntivi, cavalcando l'onda di un'incredibile risposta di pubblico. Con l'aggiunta di altri 38 milioni di dollari, dunque, Avatar raggiungeva i 2 miliardi e 787 milioni di dollari, piazzandosi felicemente in cima alla classifica dei maggiori incassi di tutti i tempi.
Adottando la stessa strategia, nel 2012 e poi ancora nel 2017, James Cameron arrivò a ri-distribuire nelle sale (la seconda volta solo negli USA e in 87 cinema) il suo Titanic, in questo caso lasciando invece crescere molto di più l'incasso rispetto al 1997, perché accompagnato da una revisione in 3D e dalla forza emotiva del suo 15° anniversario.
Tornando allora alla metafora della guerra, Endgame ha combattuto fino ad ora con una mano legata dietro la schiena contro due avversari e in uno spazio ristretto, riuscendo addirittura a sconfiggerne uno. Avatar è però un nemico di potenza inaudita e il cinecomic ha dunque bisogno di slegare l'altra mano e lavorare di ingegno, che nel dettaglio si concretizza in un'imitazione dell'epopea di James Cameron, cioè in una seconda release cinematografica con un filmato aggiuntivo di 6 minuti. Nonostante la sorprendente corsa al botteghino, infatti, Endgame non è riuscito a superare come si sperava l'avversario, raggiungendo comunque una cifra monumentale in appena 11 settimane contro le 34 di Avatar. Già questa è insomma una vittoria, ma i Marvel Studios vogliono quel primato, ambiscono al primo posto ormai da un decennio e tutto il lavoro e lo sforzo impiegato devono per forza portare a quel risultato. Ce la faranno?

Guardando ai numeri, dovrebbero. La seconda uscita di Avengers: Endgame è prevista in tutto il mondo, con una scena tagliata aggiuntiva, un omaggio al MCU e diverse sorprese, pacchetto che dovrebbe essere sufficiente a risvegliare la curiosità dei (tanti) fan sfegatati dell'Universo Condiviso. Dovendo come minimo raggiungere 38 milioni di dollari tondi e pensando a un calo di interesse generale superiore alla media percentuale (i casual viewers non torneranno certamente in sala, così come chi non ha apprezzato il film), la cifra dovrebbe essere raggiunta se non addirittura superata in una settimana, tenendo anche conto della release in IMAX e del prezzo del biglietto americano (che resta il mercato più importante).
Dovesse andare così, tra due settimane potremmo inchinarci davanti a un nuovo Re, che nel giro di due anni tremerebbe di fronte a un nuovo e gigantesco avversario: Avatar 2. Sembra quasi un racconto shakespeariano, fatto di intrighi, morti e ritorni, invece si tratta di freddi numeri e calcolate strategie. È il box office, ragazzi.

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