Il Signore degli Anelli dal cinema alla TV: quale futuro per la saga?

Passato e futuro di un "brand" immortale, dalle vestigia confezionate da Peter Jackson al ritorno sul piccolo schermo con la Saga della Seconda Era.

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Il primo adattamento cinematografico de Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien è quello animato di Ralph Bakshi del 1978. Un film dalle atmosfere spettrali e ovviamente fiabesche che molto guardava all'arte di Don Bluth e a quel tipo d'animazione tetra eppure piacevole e organica. Non fu un successo ma passò alla storia come la prima trasposizione del capolavoro del grande autore britannico, seguita soltanto 22 anni dopo dalla mastodontica e ormai storica visione firmata da Peter Jackson.
Prima di lui nessuno, infatti, aveva avuto il coraggio, la pazienza e l'ardire di accostarsi a un'opera tanto grandiosa in termini di mitologia e linguaggio fantasy con l'intenzione di traslarne ambienti, tematiche e contenuti in un lungometraggio live-action. Questione di proporzioni - che spaventavano tutti - e di importanza, dato che l'opus magnum di Tolkien era entrata di diritto nella più alta letteratura inglese del '900, ispirando altri autori a inventare e immaginare interi mondi e lore dei loro universi fantasiosi.

Non fu un apripista ma quasi, sicuramente un innovatore che trasmise la sua eredità intellettuale e umana proprio ne Il Signore degli Anelli e nell'intera produzione dedicata all'Arda, stilando addirittura una "bibbia" dedicata alla sua creazione e alla sua intera storia, il Silmarillion.
Dopo 17 Premi Oscar totali vinti dalla saga colossal di Jackson, l'Arda è adesso pronta a riprendere vita sul piccolo schermo, grazie allo streaming e ad Amazon Prime Video, in una produzione gigantesca da più di un miliardo di dollari dedicata non alla storia di Frodo e della Compagnia dell'Anello ma alla Seconda Era, dunque un'espansione dell'Universo di Tolkien a livello multimediatico.

La fedeltà prima di tutto

C'era paura, da parte dei grandi appassionati de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson, di un rilancio in live-action dopo più di 15 anni dalla fine della saga e a 6 anni dalla conclusione de Lo Hobbit con il divisivo La battaglia delle cinque armate. Il timore era quello di rivedere nuovamente la stessa identica storia riproposta sotto una visuale diversa da quella dell'autore neo-zelandese, che da parte sua è rimasto "tra il fedele e il fedelissimo" all'opera di Tolkien, costata infatti miliardi, sacrifici incredibili e tanto sudore. Certo, per Lo Hobbit il regista si è dato fin troppo da fare con la CGI, tradendo addirittura se stesso in un'esagerazione di effetti speciali per abbattere i costi, dato che trucco prostetico e mano d'opera artigianale avrebbero fatto lievitare il budget dei film rispetto a computer grafica e VFX. Ha anche allungato l'intreccio dell'avventura di Bilbo Baggins all'eccesso, così da formare una trilogia in verità non richiesta dove proprio l'ultimo capitolo si è dimostrato il più fallace e odiato - anche se godibile.

Per tornare al mondo dell'Arda, insomma, serviva qualcosa di nuovo, di originale e di mai visto. Il problema era la Tolkien Estate, l'organismo legale che gestisce ogni proprietà intellettuale dell'autore e che tuttora detiene saldamente i diritti del Silmarillion. La discussione era tutta incentrata sulla possibilità di non adattare direttamente e inutilmente Il Signore degli Anelli in un'altra trilogia e approfittare invece dell'enorme mole di storie, mitologia e cosmogonia tolkeniana per creare un prodotto diverso ma fedele all'anima dell'Arda.

Dopo un colossal tanto amato e straordinario come quello confezionato da Jackson, in fondo, chi mai avrebbe potuto superare quel risultato a neanche un ventennio di distanza? È sicuramente quello che hanno pensato gli heads di Amazon quando hanno acquisito i diritti di sfruttamento delle opere dell'autore e non solo de Il Signore degli Anelli, dato che la serie TV attualmente in produzione partirà dalla Seconda Era, quella dei Numeroneani, dell'Ascesa di Sauron, vassallo di Morgoth, e dell'Ultima alleanza tra Umani ed Elfi.

Si parla delle basi mitologiche ma non cosmogoniche del Silmarillion, il che significa che le possibilità di Amazon Prime Video circa l'utilizzo dello stesso sono potenzialmente vaste ma non infinite. È infatti importante ricordare che l'azienda non opera solo in campo streaming ma ha anche uno studio di produzione cinematografico, con regolari uscite in sala poi destinate alla piattaforma.

Non è chiaro come cambierà la settima arte dopo il duro colpo del Coronavirus, eppure l'idea che ci siamo fatti è che Amazon potrebbe non fermarsi a una sola serie televisiva. Un ulteriori prequel della Prima Era potrebbe ad esempio avvenire in un lungometraggio dedicato o in una serie di lungometraggi. La cosmogonia approfondita in un prodotto d'animazione. Il Signore degli Anelli infine riadattato chissà come. Ma quella è l'ultima parte del progetto e la mossa intelligente è proprio questa: lasciarlo alla fine, come ciliegina sulla torta da scegliere come e dove apporre. E in questo modo intanto la nuova visione dell'Arda si inserirà nel cuore degli appassionati e farà discutere, paragonata a quella di Jackson e analizzata nel dettaglio. Passeranno anni, maturerà sempre più interesse e l'epica colossal della saga cinematografica verrà riscritta, imitando la grandezza de Il Trono di Spade. E quando bisognerà tornare a Frodo e alla Compagnia dell'Anello saremo talmente assuefatti alla versione attuale da accettare anche un riavvio cinematografico, salvo la presenza di un'intrinseca e richiesta qualità.

In attesa di capire come procederanno i piani di Amazon, questa sera, 27 aprile 2020, alle ore 21:21 su Canale 5 andrà in onda Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello, così da ripercorrere l'inizio del viaggio dell'Unico lungo la Terra di Mezzo.

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