Il ritorno di Borat su Prime Video: un sequel giusto al momento giusto

Sacha Baron Cohen torna nei panni del giornalista kazako per un'ode di politicamente scorretto contro Trump, muovendosi nel caos della Pandemia.

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Attori o registi di un film di successo dicono sempre che potrebbero girarne un sequel "qualora si creassero le condizioni adatte". Pensiamo al Joker di Todd Phillips, ad esempio, e poi estraiamoci dal desiderio di tornare a quelle atmosfere tragiche, noir e tormentate: come continuare un progetto del genere? Deve arrivare un'idea, deve essere il momento giusto per svilupparla, devono esserci i presupposti affinché questa sbocci in sala ancora fresca e interessante. Il più delle volte è difficile, tant'è che i numeri 2 sono sempre i film più complessi da gestire e poi da digerire, ma delle volte - quelle più miracolose - succede qualcosa che ha dell'incredibile: accade che l'idea funziona, che il contenuto è ricco e differente, che lo stile è coerente ma non ripetitivo.

Ecco, questo è stato il caso de Il Padrino II, di Terminator - Il giorno del giudizio, de Il Cavaliere Oscuro di Nolan, che sono film di genere a loro modo molto elaborati, nati da un connubio creativo vincente tra condizioni giuste e lampi di genio persino improvvisi. Ma cosa succederebbe se a uscire in sala fosse il sequel di uno dei titoli più scorretti e a suo modo irripetibili dell'ultimo ventennio? Come bissarne il cinismo e l'esagerazione a distanza di 13 anni, con un mondo completamente cambiato? Come permettere al Borat Sagdyev di Sacha Baron Cohen di tornare in campo più cresciuto, forse persino maturato? Semplice: prendendo di mira Donald Trump.

Dagli al Presidente!

Come quasi ogni altro progetto mokumentary ideato da Cohen, anche Borat 2 è stato girato "in segreto", nel senso che poco c'è stato di costruito e molto di improvvisato seguendo delle linee di copione pre-determinate solo ed esclusivamente per il protagonista. Qualcuno ha notato all'incirca un mese fa un "tipo praticamente identico a Borat Sangdyev" alla guida di una vettura, e da lì sono iniziati ad apparire video e immagini di quello che si è poi rivelato essere proprio l'interprete nei panni dell'ormai famoso giornalista kazako.
Non è un caso che sia stato girato a pochi mesi di distanza dalla fine del lockdown americano, in piena Pandemia da Coronavirus e con il Governo Trump profondamente in difficoltà. Sono state infatti queste, per l'attore, le condizioni essenziali e creative per sfornare un'altra indagine culturale in territorio USA del suo personaggio forse più irriverente e politicamente scorretto di tutti.

Era da molto che i fan e anche molti outlet statunitensi gridavano a gran voce il ritorno di Borat sul grande schermo, perché soprattutto gli ultimi 4 anni hanno stabilito dei record di assurdità e cambiamenti davvero intensi in territorio americano, ma Cohen ha sempre esitato, rimandando. D'altra parte ci vuole anche molto coraggio a ritirare fuori dal suo cilindro la maschera più insensibile, indiscreta e forse licenziosa della sua collezione, tornando a indossarla non solo in un momento storico dove la woke culture è fenomeno ormai predominante (ricordiamoci il trattamento riservato alla donne da Borat), ma persino a ridosso delle elezioni presidenziali statunitensi, scegliendo persino come data d'uscita fine ottobre, a pochi giorni di distanza dall'Election Day, che è il prossimo 3 novembre.

Non bastava insomma prendere di mira Trump, era essenziale colpirlo direttamente nel vivo, senza alcuna par condicio, nel modo più irreprensibilmente sconveniente per il Presidente USA e arrivando al grande pubblico direttamente in casa, tanto che Borat Subsequent Moviefilm: Delivery of Prodigious Bribe to American Regime For Make Benefit Once Glorious Nation of Kazakhstan uscirà su Amazon Prime Video, disponibile a una comoda e immediata visione in salotto. Non solo il sequel giusto al momento giusto, quindi, ma il film giustissimo con cui divertirsi e comunque riflettere tra una battuta scellerata e una scena esagerata in tempi pandemici. Altro che lockdown all'Italiana!

Quanto attendi: Borat: Studio Culturale dell'America a Beneficio della Gloriosa Nazione del Kazakistan

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