Il Re Leone si mostra nel primo trailer: non chiamatelo live action

La Disney ci regala per il Black Friday una prima occhiata al nuovo adattamento cinematografico di uno dei suoi classici più amati, Il Re Leone.

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"Nants Ingonyama baghiti baba, shiti uhm ingonyama". Negli anni '90, quando uscì Il Re Leone, nessuno sapeva cosa significassero davvero queste parole, in lingua zulu. Nessuno sapeva nemmeno pronunciarle! Ci si emozionava semplicemente al sorgere del sole all'inizio del film, con un urlo oggi pluri-generazionale di questo tipo: "Naaaaaaaaah zvegna, taratitti tatà". Non mentite: lo avete gridato e lo gridate ancora oggi a ogni visione del classico animato, anche se magari adesso sapete che dietro a quelle parole apparentemente sconnesse si nasconde un significato importante, una sorta di lode al principe nascituro: "È nato un Leone, padre. Oh sì, un Leone".
L'apertura di uno dei più amati classici Disney resta ancora oggi una delle più belle e potenti dell'intera storia dell'animazione della Casa di Topolino, anche e soprattutto grazie alla canzone Circle of Life di Elton John e Tim Rice, che accompagna l'arrivo di una nuova vita nella Savana mostrando il risveglio dell'Africa animale.
Si disinteressa completamente ai territori dell'uomo e racconta invece con estrema e raffinata sintesi il Regno naturale di Mufasa, all'alba di un nuovo e cocente sole che ascende in cielo per scaldare creature e luoghi. La luce si diffonde lentamente, spodestando l'ombra della notte con eleganza e tatto stilistico, scoprendo gradualmente diverse razze animali e posti di un fascino e di una poesia primordiali.
Tutto per soffermarsi sull'incanto della vita stessa e il suo continuo ripetersi, poi alla base del film e della narrazione, fino ad arrivare alla Roccia dei Re per rendere omaggio al piccolo Simba, al quale non si inchinano per rispetto i soli animali, ma persino il Sole, che gli dedica un raggio tutto suo, degno di un principe.
Una sequenza impressionante, nel senso proprio del termine, che non poteva non essere sfruttata per presentare al mondo il nuovo adattamento de Il Re Leone, in arrivo il prossimo anno.


Ultra-realismo

È accaduto tutto molto velocemente. Nei giorni scorsi, un particolare rumor apparso online annunciava il presunto arrivo del primo teaser trailer dell'atteso Avengers 4, ma in canna c'era un'altra gradita sorpresa per i fan della Disney. In poche ore, infatti, alcuni doppiatori originali de Il Re Leone hanno condiviso online alcune foto "indizio" per avvisarci di "tenere gli occhi aperti".

Sarebbe interessante aprire una parentesi dedicata all'evoluzione della metodologia promozionale, che per un titolo del genere (sicura maestà al botteghino 2019 insieme al crossover Marvel Studios) avrebbe previsto - fino a pochi mesi fa - un "teaser del teaser trailer" condiviso tramite ogni pagina o profilo social della società, mentre il tutto si è concretizzato in brevissimo tempo, senza grandi pre-promozioni.
Non lo faremo però, perché siamo qui per approfondire le emozioni e le sensazioni lasciateci da questa prima occhiata alla nuova versione di una storia immortale ed emozionante come quella de Il Re Leone, che il prossimo anno compirà 25 anni, festeggiandoli alla grande in una nuova e sontuosa veste. Quella live action? No, perché di "azione reale", in questo adattamento, non c'è proprio niente.

Non è accostabile né a La Bella e la Bestia né al Libro della Giungla, quelle sì da considerare propriamente versioni live-action, nonostante l'immersione totalizzante in un mare di CGI. Perché? Ovviamente per la presenza di elementi reali e soprattutto di almeno un attore in carne e ossa, fattori che mancano ne Il Re Leone, pensato per essere in tutto e per tutto un portentoso aggiornamento in computer grafica ultra-realistica, rigirato tra l'altro quasi frame-by-frame a partire dal prodotto originale.
Il progetto non può neanche contare sulla performance capture, perché al cast di doppiatori che comprende - tra gli altri - anche Donald Glover, James Earl Jones e Chiwetel Ejiofor non è stato richiesto un lavoro in motion capture, il che significa che ogni creatura e ogni ambiente del film sono interamente costruiti in CGI, onestamente abbagliante e dal rendering stratosferico. I modelli e i sofisticati programmi utilizzati per sviluppare tutto questo sembrano essere quelli già sfruttati ne Il Libro della Giungla, anche se aggiornati e potenziati rispetto a due anni fa, soprattutto "caratterizzati" appositamente per riproporre la grammatica estetica de Il Re Leone in chiave realistica, senza utilizzare teatri di posa o green screen.
Un lavoro complesso, a ben pensarci, iniziato già nel settembre del 2016 e che possiamo finalmente ammirare in tutta la sua accattivante magia, che andando oltre la tecnica si nasconde anche nella poetica dell'immagine, fedele all'opera originale ma puntualmente revisionata nella struttura, nelle inquadrature e nei movimenti di macchina, graziati dalla libertà dell'impalcatura digitale (vedi la corsa degli gnu).

Non manca certamente il contenuto, che a quanto pare non si discosterà troppo dal film animato, anche se siamo certi divergerà in alcuni punti secondari, sempre in virtù di quel revisionismo necessario in progetti del genere. Poco male, però, perché dal trailer tutto sembra essere al posto giusto per consegnare al mondo e alle nuove generazioni un Re Leone dall'aspetto maestoso e dal ruggito possente, pregno del romanticismo illuminato e delle intuizioni dell'Amleto di Shakespeare, di lungimiranti concetti biblici e di tutta quella poesia che ha reso sconfinato il Regno di Mufasa e poi di Simba nella cultura popolare tutta.

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