Speciale Il Re Leone - Intervista a Don Hahn

Don Hahn ci racconta Il Re Leone, portato a nuova vita per una speciale release 3D

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Nel mondo della moda è molto ricorrente sostenere che si tratti solo di un ciclo e che le tendenze alla fine ritornino sempre su se stesse. La teoria non cambia se ci spostiamo nel campo cinematografico dove se da un lato le tecnologie si migliorano costantemente e inesorabilmente, dall'altro è tangibile un costante filo di connessione con il mondo del passato, un bagaglio inesauribile di successi indimenticabili. Il 2011 è forse l'anno che più ha cercato di mettere insieme queste due tendenze, portando alla luce quella che comunemente potremmo definire la nuova moda cinematografica: la riproposizione in sala dei vecchi classici. Molti sono già stati i film portati a nuova vita grazie a una moderna rimasterizzazione, che ne ha accentuato le caratteristiche visive e sonore, e molti altri ritorni sono già in programma.
Il prossimo in cartellone, previsto in sala per l'11 novembre, è uno dei più grandi film d'animazione Disney, considerato il grande successo di box office mondiale (il più alto del decennio). Vincitore di due premi Oscar, per la migliore colonna sonora -affidata a una personalità cult come Hans Zimmer-, e per la migliore canzone, l'epica storia del piccolo Simba è pronta a ruggire in uno sfavillante 3D. A parlarci del progetto è Don Hahn, produttore di alcuni dei più grandi successi Disney degli ultimi 20 anni, tra cui, appunto, Il Re Leone. Segreti, suggerimenti e ricordi che nessuno, al di fuori di chi ha lavorato alla pellicola, conosce fuoriescono dalle sue labbra come emozionanti racconti attorno a un falò notturno... nella savana.

TRASFORMAZIONI

Don Hahn si dilunga tantissimo a parlare del suo lavoro e di come questa rivisitazione in 3D de Il Re Leone abbia entusiasmato tutti in Disney. Risponde cortesemente e senza avarizia a ogni tipo di domanda, inebriando ogni risposta della passione di un uomo che sono vent'anni che fa questo lavoro con amore e dedizione. Più di quattro ore di intervista che sarebbero davvero impossibili da trasformare in un articolo che non somigli troppo a un compendio sull'animazione... trasformare un classico come Il Re Leone in una esperienza stereoscopica è stata una grande sfida per i Walt Disney Animation Studios, eppure il produttore sembra essere sicuro del successo del loro lavoro. Scopriamo perché.

Se ti trovassi a lavorare a Il Re Leone oggi, al posto di 17 anni fa, lo faresti in maniera diversa? L'odierna tecnologia potrebbe essere utile per realizzare qualcosa impossibile per l'epoca?
Ci sono stati molti miglioramenti tecnologici nell'animazione da quando abbiamo realizzato, nel 1994, Il Re Leone, quindi non metto in dubbio che ci saremmo approcciati al film in maniera diversa. Ma non penso ciò avrebbe toccato la storia, solo l'esecuzione del film sarebbe stata diversa. Non sono nemmeno sicuro avremmo fatto un film in CG. L'Africa è una tela così ricca di colori, animali e paesaggi che disegnare i personaggi sembra sempre essere il modo migliore per lavorare con essa.

Qual è stata la tua reazione quando hai visto per la prima volta la versione definitiva de Il Re Leone 3D?
Ho visto il film migliaia di volte negli anni. Mi sono incontrato con i registi Rob Minkoff e Roger Allers quando ormai il 3D era stato ultimato e siamo rimasti sorpresi di quanto più potente ed emozionante il film appaia. Parte è dovuto alla pellicola e alla naturale immersione generata dal 3D e parte invece al nuovo mix sonoro, creato specificatamente per questa versione. Un'esperienza favolosa, anche per chi lo ha creato!

E secondo te qual è la scena che più ha tratto beneficio da questa conversione in 3D?
La canzone di apertura, "Il cerchio della vita", ti sbatte indietro sul sedile quando la vedi in 3D. E poi la fuga degli gnu ti fa venire voglia di scattare a correre per tutto il cinema. Il terzo momento che mi viene in mente è quello in cui il fantasma di Mufasa appare a Simba. È sempre stato il centro emozionale della pellicola e ora il 3D lo rende ancora più potente.

Qual è la difficoltà maggiore nel convertire un film animato in modo tradizionale in uno in 3D?
Un film disegnato a mano come Il Re Leone è, per natura, una caricatura della vita fatta di disegni e ritratti. Quindi la cosa è più difficile da fare è prendere queste tavole piatte e creare delle geometrie che le diano loro una dimensione. L'animazione CG è già in 3D, quindi in quel caso è più semplice. Si tratta però più che altro di una difficoltà tecnica, perché bisogna creare profondità dove non ce n'è. Non era mai stato fatto prima.

Che cosa dobbiamo aspettarci dal punto di vista sonoro e visivo?
Terry Porter ha fatto un lavoro straordinario: ha preso tutti gli elementi sonori originali e li ha messi in modo che, trovandosi al cinema, l'audio sembri fuoriuscire dallo schermo. Non sono molto sicuro di come abbia fatto, ma l'effetto è qualcosa che non avete mai sentito prima, un po' come sedersi nel bel mezzo dell'orchestra di Hans Zimmer mentre state vedendo il film. La pellicola, una volta finita, era stata archiviata in digitale e quindi siamo riusciti a recuperare dei file originali e usarli come punti di partenza per la versione in 3D. il risultato finale è chiaro e pulito. La palette dei colori è stata mantenuta come nelle intenzioni originali dei filmmakers.

Pensi che i bambini, di fatto il vostro target di riferimento, saranno interessati alla versione 3D del film?
Bhe, io comincerei con l'essere in disaccordo con il tuo sostenere che i bambini sono il nostro target. Facciamo questi film per il pubblico dai 6 ai 60 anni. I bambini se lo godono al loro stesso livello, mentre gli adulti vedono ulteriori livelli di storia ed emozioni. Saranno interessati al 3D? Spero proprio di si. L'unica cosa che posso dire al pubblico è che non ha mai visto dei disegni tradizionali trasformati in un film in 3D come questo. È come camminare in un dipinto.

La versione Blu-ray includerà contenuti speciali sul processo di trasformazione applicato al film?
Una delle caratteristiche del nuovo disco è l'inclusione di blooper mai visti prima. Abbiamo rovistato nelle registrazioni originali e abbiamo trovato dei fuori scena molto divertenti mentre lavoravamo con James Earl Jones o Jeremy Irons. Così abbiamo chiamato tutti i vecchi animatori e abbiamo montato i personaggi sulle loro frasi. È davvero divertente. Inoltre ci sono un sacco di informazioni sul making of del film, inclusa la sfida nel rendere dei disegni fatti a mano e trasformarli in una esperienza in 3D.

L'esperienza 3D è sicuramente la moda del momento. Molti film vengono girati in 3D o semplicemente riversati in post-produzione: a volte si tratta della decisione migliore, altre è semplicemente uno sbaglio. Cosa vi ha fatto credere che in questo caso fosse la giusta decisione?
Sapevano che tecnicamente potevamo convertire Il Re Leone, perché lo avevamo archiviato, nei suoi diversi livelli, in digitale. Abbiamo uno straordinario gruppo di tecnici che inventano vari modi per convertire questo tipo di film in 3D, che è qualcosa che non è mai stato fatto prima. Dopo aver fatto alcuni test preliminari e averli esaminati, è stato straordinario notare come il 3D lo avesse cambiato. Hai ragione quando dici che il 3D non è appropriato per tutti i film, ma per Il Re Leone è una nuova esperienza perfetta per questa storia.

MAGIA DISNEY

Al di fuori del suo prossimo successo come pellicola in 3D, Il Re Leone rimane uno dei più grandi successi della storia dello studio di Burbank, oltre che uno dei progetti prediletti della carriera di Don Hahn. Eppure questa release cinematografica di un vecchio classico adattato ai tempi moderni potrebbe essere considerata proprio come un segno dei tempi che cambiano radicalmente. Quale futuro attende il mondo dell'animazione?

Che cosa rende Il Re Leone un così grande successo?
La storia, la storia e... la storia! Se facciamo bene il nostro lavoro, lo spettatore dimentica che sta vedendo dei disegni e si immerge nel film, lasciandosi trasportare dalla storia.

Hai prodotto film come La Bella e la Bestia e Il Gobbo di Notre Dame. Pensi che nell'animazione contemporanea si sia persa la magia delle favole classiche?
A me sembra che le favole siano ancora vive, solo in una forma differente. Penso che Harry Potter abbia tutto il mito e la magia di una favola, solo in una confezione diversa. E penso che il prossimo film Pixar, Brave, sorprenderà molte persone con la sua storia originale e incredibile. Ci sarà sempre spazio per il modo classico di raccontare una vecchia storia. Tim Burton l'ha dimostrato con Alice in Wonderland.

Ho sentito dire che hai studiato musica: ha questa qualcosa in comune con l'animazione?
Al college ho effettivamente studiato musica e sono un percussionista. Quando sono arrivato in Disney ho subito visto che musica e animazione procedevano di pari passo. La forma complessiva di un film animato è come una sinfonia, con picchi e cadute veloci, parti lente e un gran finale.

Com'è cambiata l'industria cinematografica e il pubblico dai giorni de Il Re Leone?
L'economia cinematografica è come quella della moda. Le cose sono continuamente in e out. Ma è veramente difficile centrare la moda del momento quando fai un film d'animazione. Abbiamo impiegato circa quattro anni per realizzare Il Re Leone e quindi devi fare affidamento su temi che possono essere divenuti fuori moda e tradurli per un pubblico internazionale.

BACK TO THE FUTURE

Don Hahn attualmente sta lavorando con Tim Burton al suo prossimo progetto, la rielaborazione del cortometraggio realizzato in gioventù Frankenweenie. Entrambi sono ancora immensi nel pieno della produzione e nessuna anticipazione può essere davvero svelata. Ma ciò non impedisce ad Hahn di volgere lo sguardo verso il futuro.

Hai mai considerato l'idea di un sequel in CG de Il Re Leone?
L'idea mi fa un po' paura. Amo i film in CG, sono moderni e miracolosi. Ma la storia de Il Re Leone è un'allegoria di alcune emozioni molto umane sui genitori, i figli e l'Africa. Uno stile di disegno a mano centra l'idea. È letteralmente un film fatto a mano. La musica è fatta in questo modo, ricca di percussioni e voci africane. Tutto ciò aggiunge qualcosa che è unico e credo sia la scelta migliore per Il Re Leone.

Attualmente stai lavorando con Tim Burton. Com'è lavorare con lui? Avete altri progetti insieme?
Conosco Tim da parecchi anni, sin da quando era un animatore in Disney nei primi anni Ottanta. È un brillante artista e narratore e lavorare con lui è magnifico.

Pensi che l'animazione tradizionale abbia un futuro? O dobbiamo aspettarci una predominanza di film in CG nei prossimi anni?
Io penso che viviamo già in un mondo a predominanza computerizzata e già da parecchio tempo. nonostante ciò penso ci sia un futuro per l'animazione fatta a mano e in tutti gli altri modi. Tim Burton sta dirigendo Frankenweenie usando la stop motion. I film di Miyazaki sono dei capolavori creati con pittura e matita. Secondo me il pubblico non va a vedere un film per la tecnica utilizzata. Ci va per essere intrattenuto, indipendentemente se sia fatto con i burattini, le matite o i pixel.

Il Re Leone "È straniante ed emozionante allo stesso tempo essere stato parte di un film e un fenomeno come Il Re Leone. So che parlo per tutti quelli che hanno lavorato su questo film quando vi dico 'grazie' per la calorosa reazione che avete avuto con questi personaggi e per tutto il film in tutto il mondo. La versione in 3D è davvero speciale e un modo tutto nuovo per godere del mondo de Il Re Leone. È un film fatto a mano e con grande cura... io lo amo e spero che tutti voi lo apprezziate. Fino alla prossima volta... Hakuna Matata. Don Hahn"

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