Il Re Leone, Hercules e Mulan: tre Classici Disney anni '90

Riscopriamo insieme tre dei Classici Disney di maggior successo degli anni '90, tutti parte del periodo noto come Rinascimento Disney.

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La Walt Disney, nel corso degli anni '90, ha vissuto una vera e propria nuova giovinezza artistica grazie al periodo denominato Rinascimento Disney.
Infatti, nella fascia di tempo che va dai tardi anni '80 fino alla conclusione dei '90, numerose opere animate disneyane sono riuscite a imporsi nell'immaginario collettivo di un vastissimo numero di persone grazie a una formula narrativa collaudata. In questo speciale andremo ad analizzare tre dei classici maggiormente rappresentativi dell'epoca, compreso Mulan del quale abbiamo appena visto il primo trailer live-action, analizzandone le tematiche principali molto spesso simili tra loro.

Il cerchio della vita

Il re leone, Classico Disney del 1994 diretto da Roger Allers e Rob Minkoff, narra le vicende del giovane leone Simba, costretto a un esilio forzato in seguito all'assassinio di suo padre Mufasa ordito da Scar, fratello di quest'ultimo. Il film, modellato prendendo spunto dall'Amleto di William Shakespeare, è entrato nella storia del cinema infrangendo vari record, tra cui quello del maggior incasso per una pellicola realizzata con la tecnica d'animazione tradizionale.
L'opera, facendo leva su temi quali il senso di responsabilità, la fiducia reciproca e il desiderio di rivalsa, risulta attuale ancora oggi, capace di emozionare sia gli adulti che i bambini allo stesso modo.
Ovviamente i personaggi presenti nel racconto, molto ben caratterizzati, hanno contribuito in maniera considerevole al successo della pellicola. Mufasa, raffigurato con un aspetto fisico imponente, rappresenta in pieno la figura del sovrano magnanimo quanto autoritario, capace di far valere le proprie ragioni in ogni momento e dotato di un grande cuore.

Scar, fratello del re, è invece raffigurato con un fisico debilitato, sfregiato oltretutto in viso da una cicatrice, particolari che lo fanno da subito apparire come un personaggio ambiguo, di cui non ci si può fidare. La sua stessa criniera scura è un simbolo inequivocabile del suo animo controverso, che lo porta inevitabilmente a trasformarsi nella versione negativa di suo fratello Mufasa.
Oltre poi a Simba, il protagonista della pellicola, grande attenzione è stata posta nella caratterizzazione dei comprimari: da Zazu a Rafiki, da Timon, Pumbaa e Nala fino ad arrivare alle tre iene al servizio di Scar, ogni personaggio risulta perfettamente integrato alle vicende narrate e dotato di una specifica personalità.
Il tema del ritorno a casa è poi forse quello che più di tutti descrive l'essenza stessa dell'opera, capace di focalizzarsi sul percorso di crescita e maturazione di Simba in modo tanto semplice quanto efficace.

Il protagonista, costretto da eventi inaspettati a lasciare le Terre del Branco (il regno governato da suo padre), si ritrova a vivere in un contesto completamente diverso rispetto a quello di partenza.
Grazie però al confronto con Nala e alle sagge parole di Rafiki, Simba riuscirà a ritrovare la strada di casa e a maturare sia dal punto di vista fisico che psicologico. Gli autori sono stati anche molto abili nel gestire al meglio il lato emozionale dell'intero racconto. Dall'ormai storica canzone di apertura alla tragica sequenza con protagonista Mufasa, passando poi dalle spassose gag di Timon e Pumbaa per giungere al finale ricco di pathos, ogni sequenza del cartone è capace ancora oggi - a distanza di oltre vent'anni dalla sua uscita - di emozionare come alla prima visione.

Un vero eroe

Hercules, film d'animazione diretto da Ron Clemets e John Musker nel 1997, narra la storia dell'eroe greco omonimo, riadattata secondo i canoni Disney, ponendo come tematica centrale quella legata al concetto stesso di eroe.
Il protagonista, figlio del re dell'olimpo Zeus, viene quasi del tutto privato dei suoi poteri divini (quando ancora in fasce) in seguito a un piano ordito da suo zio Ade.

Crescendo, Hercules avverte sempre di più di non far parte del mondo dei mortali, particolare che lo porta a sentirsi fuori luogo in qualsiasi situazione e a impegnarsi per scoprire la verità sul proprio passato.
La sua malinconia esistenziale viene descritta nella toccante canzone Posso farcela, cantata nella versione italiana dal compianto Alex Baroni, in cui è comunque presente anche un grande senso di rivalsa che spinge il protagonista a reagire per superare le difficoltà.
Grazie all'aiuto di Filottete, il suo burbero allenatore, il protagonista prova quindi a diventare un vero eroe per tornare nell'Olimpo, la sua casa, seppur ostacolato in tutti i modi da Ade.

Il maturare per assumersi le proprie responsabilità, tematica presente in molti dei film appartenenti al Rinascimento Disney, ritorna dunque anche in Hercules, con l'eroe incapace di comprendere (almeno all'inizio) cosa significhi davvero trasformarsi in un esempio per gli altri, perché accecato dalla popolarità e dal bisogno di essere acclamato. Allo stesso modo di Simba, anche Hercules è portato a compiere un viaggio di maturazione personale in cui l'altruismo, la bontà d'animo e lo spirito di sacrifico diventano fondamentali per raggiungere lo status di "vero eroe". Anche qui, a fronte di un plot narrativo molto semplice, i numerosi personaggi presenti hanno contribuito in larga parte al successo del cartone.
A svettare maggiormente è sicuramente Ade, probabilmente uno dei villain meglio caratterizzati di casa Disney, capace grazie alla sua perfida ironia e alla sua personalità sopra le righe di risultare estremamente brillante e irriverente in qualunque occasione.
La stessa Megara, giovane donna di cui Hercules si innamora, è un personaggio dal carattere sfaccettato; disillusa e a tratti malinconica, pur non essendo di fatto una Principessa Disney, ne rappresenta se vogliamo l'evoluzione più credibile rapportata al nostro presente, grazie alla sua visione del mondo non idealistica e ancorata maggiormente alla realtà.
Hercules risulta un film adatto a tutti, capace di far riflettere un'ampia fascia di pubblico su temi oggi più che mai attualissimi, quali la ricerca della popolarità a tutti i costi e l'incapacità di soffermarsi sulle cose che per noi contano davvero.

Fiori e avversità

A chiudere il cerchio ci pensa Mulan, film d'animazione uscito nelle sale nel 1998 e diretto da Tony Bancroft e Barry Cook.
La trama, dalla struttura basilare, vede Mulan (una giovane ragazza dal carattere determinato) arruolarsi nell'esercito per salvare la vita del padre malato e difendere il proprio Paese - la Cina del VI secolo - dall'implacabile avanzata degli Unni sotto la guida del terribile Shan Yu.
L'opera, che verte su numerosi temi quali il senso dell'onore e l'importanza della fiducia reciproca, usa la cornice della guerra per mettere in scena una storia di rivalsa e rinascita. Mulan, ribellandosi alla propria famiglia che spera di vederla presto sposata, risponde alla chiamata dell'imperatore sostituendosi al padre e spacciandosi per un uomo.

Il senso di inadeguatezza provato da Mulan, che sembra non essere in grado di trovare il proprio posto nel mondo, viene incentivato dal duro addestramento a cui viene sottoposta dall'inflessibile capitano Li Shang; emblematica da questo punto di vista l'iconica canzone Farò di te un uomo, che racchiude in pochi minuti l'intera essenza del cartone.
L'intero film d'animazione si basa infatti sulla grande determinazione di Mulan nel conseguire i propri obiettivi, dato che si ritrova a combattere una battaglia solitaria (sia fisica che psicologica) per dimostrare al mondo quanto vale.

La figura della Principessa Disney viene così ulteriormente rinnovata, grazie a una protagonista dotata di un'indole combattiva fuori dal comune, in grado di adattarsi al meglio a qualsiasi minaccia e difficoltà. Ben caratterizzati anche i comprimari, a partire da Yao, Ling, Chien Po e il capitano Li per arrivare al simpaticissimo (quanto sfrontato) draghetto Mushu, anche lui in cerca di riscatto e determinato più che mai a proteggere Mulan dai numerosi pericoli che si trova davanti.
Anche questo Classico Disney anni '90, quindi, rappresenta in pieno uno dei momenti di maggior successo dell'azienda legato al recente passato, in vista dei numerosi adattamenti live-action già annunciati (o che comunque vedremo probabilmente in un prossimo futuro) che, almeno si spera, punteranno a ricreare la magia delle versioni animate.