Il mondo dietro Justice League, fra rivalità, orgoglio e milioni di dollari

L'uscita di Justice League sta tenendo con il fiato sospeso i dirigenti DC e Warner, cosa avviene dietro le quinte dell'industria?

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La rivalità intestina fra la Marvel e la DC Comics non è certo cosa recente, eppure gli ultimi universi espansi di natura cinematografica non hanno fatto altro che inasprire la battaglia. Se i fan dell'una e dell'altra fazione se le danno di santa ragione sui vari forum dedicati e fra i commenti delle recensioni, a livello produttivo la sfida va ben oltre il semplice sfottò verbale. Sul tavolo infatti ci sono milioni di dollari in ballo, il futuro artistico e professionale di centinaia (per non dire migliaia) di professionisti e - non ultimo - l'orgoglio personale di ogni dirigente. Questa che stiamo vivendo infatti è una settimana cruciale per l'intero settore, dopo l'ultima fatica dei Marvel Studios, ovvero Thor: Ragnarok arrivato nei cinema americani lo scorso 3 novembre, è finalmente arrivato il momento di vedere la Justice League della DC Comics e della Warner Bros. e il rischio per questi ultimi è molto alto. Gli occhi ovviamente sono tutti puntati al box office americano, dove le previsioni di incasso della vigilia sono in calo e stanno portando preoccupazione in casa Warner.

Uno (Thor) contro tutti (Justice League)

Secondo gli analisti, la Justice League di Zack Snyder e Joss Whedon dovrebbe raccogliere in patria 110 milioni di dollari nel weekend di debutto, una cifra che potrebbe sembrare ragguardevole ma che in realtà rappresenta una vera e propria lama a doppio taglio. In primo piano c'è il profondo scarto che si andrebbe a creare con Batman v Superman, titolo in grado di incassare all'epoca dell'uscita 166 milioni nei primi giorni di programmazione. Un gap di oltre 50 milioni sarebbe una bella tegola per i dirigenti Warner ma in ogni caso resterebbe uno "sporco affare da lavare in famiglia". Il vero dramma sarebbe il confronto diretto proprio con Thor: Ragnarok che, appena qualche settimana fa, è riuscito a incassare ben 122,7 milioni di dollari al debutto. Sulla carta si andrebbe dunque a delineare una vittoria netta di Kevin Feige e soci se questo dovesse verificarsi, ma c'è un altro aspetto da considerare, cosa che in casa DC porterà ulteriori pruriti.

Se B guadagna più di A

Ragnarok è considerato, a livello produttivo, un progetto di "seconda classe", secondario rispetto a titoli come Guardiani della Galassia o gli Avengers. Non dal punto di vista qualitativo ovviamente, proprio da quello logistico, poiché si tratta di un film monografico che riguarda un solo eroe. L'esatto contrario di Justice League che, al pari di Batman v Superman, è invece un progetto di "prima classe", nel quale si incontrano diversi eroi tutti insieme e gli investimenti sono più pesanti rispetto alla media (per intenderci e dissipare ogni dubbio, un film dedicato soltanto a Cyborg o a Flash per esempio sarebbe in senso produttivo di seconda fascia). Qui subentra l'orgoglio dei diversi studi, perché se un progetto di fascia B targato Marvel incassa più di un progetto di fascia A firmato Warner/DC, capite bene che qualche produttore rischia di passare qualche brutta mezz'ora dopo l'uscita dei dati del box office.


Piccolo e grande schermo

Fortunatamente per la DC la rivalità non riguarda soltanto il grande schermo, anche quello più piccolo della televisione, dove la Marvel negli ultimi tempi sta facendo evidentemente più fatica. Se la casa di Batman & Co. ha trovato un partner perfetto nella CW, che sta sviluppando un ottimo Arrowverse, lo stesso non si può dire del connubio Marvel/Netflix. Le recenti critiche ad Iron Fist, la delusione dei fan rispetto alla serie dedicata ai Defenders riuniti, i commenti negativi rivolti a Agents of SHIELD e Inhumans (serie sul baratro della chiusura) fanno capire come La Casa delle Idee abbia bisogno di un vero e proprio colpo di coda per rispondere alla controparte in televisione. In poche parole gli universi espansi non esistono solo al cinema e in televisione, anche la rivalità fra Marvel e DC Comics si può paragonare a una "realtà allargata", che appassiona su più fronti e aspetti. Che la guerra, ideologica e commerciale, continui pure per il nostro diletto, instancabili spettatori sugli spalti di un'arena.

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