Speciale Il Grande Gatsby: la mostra

I costumi de Il Grande Gatsby in mostra a Roma.

speciale Il Grande Gatsby: la mostra
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Gatsby: una parola che include dentro di se davvero tante, troppe, cose. Merito della passione che Francis Scott Fitzegarld ha nascosto nelle poche pagine di un lavoro che ormai è diventato un'icona, simbolo dell'eroe romantico vittima del capitalismo e di un'era bellissima e disperata, dove ogni tragedia veniva offuscata dal bagliore delle gemme preziose e delle feste oltre ogni sfarzo. Erano i primi anni Venti e il mondo non era ancora pronto a quello che sarebbe stato il periodo nero della Grande Depressione: sognava, spendeva, ballava ed esagerava, lasciandosi abbagliare dalla finzione di una società così diversa dalla verità, lasciata a marcire sporca di fuliggine nelle stradine oscurate di New York. Anni complicati sotto moltissimi punti di vista, eppure bellissimi e fondamentali da quello stilistico: in loro la moda ha trovato modo di rinnovarsi, aprirsi a nuovi confini, reinventare se stessa e creare un nuovo tipo di femminilità romantica. "Gli anni 20 sono stati, in pratica, la nascita della moda del ventesimo secolo per come la conosciamo noi. Subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, abbiamo assistito all'abbandono delle pesanti sottovesti Vittoriane, abbiamo visto le prime gonne corte e una certa libertà sessuale femminile che permise di vestire un po' più discinte. Questo ha portato a un esuberante stile decorativo che ha rappresentato la chiave di volta per la moda": così racconta il decennio Catherine Martin, costumista del film di Baz Luhrmann Il Grande Gatsby. E da una storia del genere è impossibile escludere la moda, importante accompagnamento di ogni vibrazione emotiva e fisica dei protagonisti... proprio per questo, in occasione dell'uscita in sala, Warner Bros. ha organizzato una piccola mostra dedicata ai costumi del film, che ha deliziato per una settimana la Galleria Alberto Sordi di Roma.

E Gatsby?

Qualcuno potrebbe trovare strano che non sia stato messo in mostra nemmeno uno degli abiti di Leonardo DiCaprio e del suo Gatsby, così diverso dagli altri con la sua immensa collezione di camicie e il condannato abito rosa. I suoi costumi, in realtà, stanno facendo il giro delle boutique Prada e presto arriveranno anche nella Capitale.

Piccole emozioni in mostra

Pochi passi per ritrovarsi improvvisamente in un piccolo mondo fatto di antiche fascinazioni e fasti, musica jazz e stoffe leggere che vagano con finta compostezza. Impossibile ridurre tutta la moda de Il Grande Gatsby in uno spazio ristretto come quello offerto per questa mostra, ma l'assaggio è allettante e piacevole. "Per i costumi maschili ci siamo ispirati all'inizio del decennio, perché volevamo una linea più snella. Per i costumi femminili ci siano ispirati alla moda della fine del decennio, un periodo in cui c'era più consapevolezza delle forme". Una distinzione molto semplice ma basilare e che viene fuori in modo chiaro vedendo i 6 abiti messi in mostra presso la Galleria Alberto Sordi. L'impatto iniziale è magico, come tutto nel mondo di Gatsby, anche se poi, scendendo nei dettagli, si rimane un po' delusi. Forse perché dalla grandezza di un'ambientazione del genere ci si aspetta sempre qualcosa in più.
In mostra troviamo 3 costumi da maggiordomo, una delle tenute diurne di Tom Buchanan e i bellissimi abiti con cui ci vengono presentate per la prima volta Daisy e Jordan. Leggeri, sia nei tessuti che nei colori, rendono quasi tangibili questi due personaggi eterei della storia, mostrando allo spettatore come la magia del cinema abbia un portentoso effetto anche sul prodotto più pregiato. L'abito di Daisy, ad esempio, per quanto bellissimo, appare spoglio e insignificante paragonato alla sua controparte cinematografica, in costante vibrazione cromatica e movimento. Ciò però non esclude del tutto la momentanea fascinazione per un mondo capace di costruirsi attorno a un solo abito, ricco di sfumature e vivo nella memoria dello spettatore. Probabilmente il merito è da rintracciarsi anche nella collaborazione con Miuccia Prada su alcuni dei costumi femminili. La mostra si compone anche di piccoli oggetti di scena: sigari, giornali e quel telefono bianco, testimone involontario di storie d'amore che si disgregano.
Piccola ma comunque suggestiva, la mostra dedicata a Il Grande Gatsby è un modo particolare di entrare nel backstage dei grandi film, percorso che Warner Bros. ha già intrapreso in passato con l'ultimo capitolo di Harry Potter e Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno e che ci auguriamo presenti nuove soprese in futuro.

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