Il Gladiatore 2, ritorno al Colosseo nella stagione della nostalgia

Arriverà entro i prossimi anni il sequel dell'amato film di Ridley Scott, cambiando protagonista e ambientazione per una storia inedita.

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Si è teorizzato su di un possibile sequel de Il Gladiatore per anni, nonostante poi né Ridley Scott né la Universal Pictures si siano messi concretamente a tavolino a lavorare a un'idea. Era tutto così fumoso e strano che qualcuno era persino arrivato a tirare in mezzo l'aldilà e i fantasmi, trasformando tutto in una sorta di fantasy all'epoca dell'Impero Romano, prospettiva fortunatamente evitata.
L'opzione era stata pensata per riportare indietro il protagonista, Massimo Decimo Meridio, interpretato da un eccezionale Russell Crowe ma morto proprio alla fine del film, in una delle sequenze più memorabili dell'intera produzione.
Discussione dopo discussione, è apparso chiaro come la lavorazione di un sequel avrebbe dovuto puntare su di un nuovo protagonista, concentrandosi su di salto temporale lungo anni. Dopo diversi tentativi, i lavori sul Gladiatore 2 stanno apparentemente procedendo spediti, visto che proprio recentemente sono stati rivelati diversi dettagli sul progetto, molto diverso da quello che era stato inizialmente concepito da Scott.

Panem et Cricenses?

La notizia di un concreto sviluppo del lungometraggio era arrivata lo scorso novembre, quando lo stesso Ridley Scott confermava a Deadline i lavori sul sequel. Curioso come il film abbia trovato terreno fertile per essere prodotto proprio in questi anni attenti alla nostalgia anni '80 e '90, non intesa però nella sua atmosfera ma nei titoli usciti in quegli anni, che stanno man man venendo rispolverati uno dopo l'altro.
Il Gladiatore ha però un problema: nel 2000 era stato pensato (giustamente) come prodotto a se stante, chiuso, finito. L'epopea di Massimo veniva infatti portata a termine e il Gladiatore protagonista tornava a essere uomo libero nella morte, ricongiungendosi nell'aldilà con i suoi cari, non prima di aver trapassato a morte il perfido Commodo (Joaquin Phoenix), causa di tutte le sue disgrazie. Il kolossal di Scott viveva e vive tutt'ora di grandi momenti di epica, dall'iniziale Battaglia contro i Marcomanni al primo incontro nel Colosseo di Massimo, fino ovviamente alla vendetta consumata dal protagonista nell'Arena, prima di abbandonare il mondo terreno e viaggiare tra le spighe di grano, in una luce angelica, per raggiungere la sua famiglia.
Ne Il Gladiatore iniziava e si compiva il viaggio dell'eroe, certo con la sua morte ma in modo efficace, emotivamente sintetizzato al meglio della visione di Scott e degli sceneggiatori John Logan e David Franzoni, dunque pensare a un ritorno di questa epica, di tale portata, è inimmaginabile. Innanzitutto, è proprio il protagonista a cambiare: sarà infatti Lucio Vero (Spencer Treat Clark) a sostituire Massimo Decimo Meridio nel ruolo principale.

Il Gladiatore 2 prenderà vita 25 anni dopo gli eventi del primo film, concentrandosi appunto sulla figura del nipote di Commodo, nonostante non sia chiaro quale ruolo dovrebbe ricoprire. La sua è la dinastia degli Antonini e dovrebbe essere per discendenza l'Imperatore di Roma, già eletto tale alla morte dello zio, essendo figlio di Lucilla e unico erede di sesso maschile rimasto in vita di Marco Aurelio. Se è però il protagonista, possibile che lascino diventare un Imperatore un Gladiatore?
Forse ci sarà un ulteriore personaggio ancora da presentare se non addirittura da scrivere, lo stesso che prenderà in mano il Gladio e scenderà nella fossa per combattere davanti agli occhi sbalorditi della folla urlante.

Forse qualche altra congiura, un più spinto revisionismo storico rispetto a quello già messo in scena nel precedente capitolo, eppure è difficile pensare a una storia che possa dirsi effettivamente valida come diretta conseguenza del Gladiatore. L'eredità di Massimo potrebbe continuare a vivere in Lucio, comunque, che in qualche flashback potrebbe ripensare alla figura paterna positiva che il Generale delle Legioni Felix rappresentava per lui, guidandolo magari in senso metafisico dall'aldilà.
Il rischio è quello di ripetere la stessa storia in modo meno accattivante e riuscito, puntando a una rilettura in chiave tecnica più moderna di una storia immortale, cambiando però ambizioni e risultato. Il fatto che a scriverlo non ci stiano più pensando né John Logan né Franzoni ma Peter Craig, non ci rassicura moltissimo, nonostante lo sceneggiatore sia stato capace di produrre The Town di Ben Affleck, dove un buon mix d'azione faceva la sua parte. Il resto è Hunger Games, che a livello strutturale sembra proprio il franchise che gli ha fatto ottenere il lavoro per questo Gladiatore 2.

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