Il fiume in piena della nostalgia anni '90 nel mondo dell'intrattenimento

È cominciato il periodo cinematografico e televisivo del ripescaggio degli idoli di fine secolo, dai Pokémon a Buffy, passando per Gridman.

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"Nostalgia: stato d'animo corrispondente al desiderio pungente o al rimpianto malinconico di quanto è trascorso o lontano". La definizione è da dizionario, ma manca di sottolineare esplicitamente come quei tempi ormai passati si vogliano ardentemente rivivere. Tendenzialmente è un sentimento che cresce e si rafforza col passare dell'età, ma la nostalgia non ha barriere, nessuna limitazione: si possono rimpiangere anche gli anni dell'adolescenza nei pieni vent'anni, o l'infanzia passata a giocare nel quartiere una volta compiuti i quaranta. È un'emozione forte e stratificata, tra tutte una delle più pure e spesso catartiche, che può cambiare radicalmente l'anima di una persona, farla tornare bambina, magari, aiutarla a sognare di nuovo. Proprio per questo, forse, il cinema (e in generale il mondo dell'intrattenimento) sfrutta ormai sempre più spesso il meccanismo del ricordo in forma eidetica, stimolando la facoltà mnemonica del grande pubblico attraverso percezioni visive o uditive.
Un particolare utilizzo della fotografia, un sound studiato a tavolino e il ripescaggio di vecchi idoli del passato, ovviamente tra quelli entrati di diritto nella cultura pop o che, nel loro passaggio, hanno lasciato qualcosa di importante nel pubblico. In realtà, ultimamente, c'è la tendenza a ripescare un po' di tutto, magari per corroborare quello stimolo di cui sopra provando a "rivendere" un qualcosa che non aveva avuto poi così successo - anche se spesso non funziona.
Finora, specie in questo secondo decennio del 2000, le grandi produzioni Hollywoodiane hanno scoperto che terreno fertile per l'effetto nostalgia sono gli anni '80, dai quali hanno attinto a manbassa e continuano ancora a prendere, ma sembra che non vogliano arrivare a scavare sul fondo del barile, passando oltre. Se vediamo al fallito Reboot di Alf, ad esempio, si intuisce come si sia giunti a un punto di rottura del ripescaggio anni '80: o il progetto è valido o non se ne fa nulla - ci si augura per non giocare più di tanto con i sentimenti delle persone.
Se però la nostalgia anni '80 sta cominciando a subire dei colpi di assestamento, a rompere gli argini sta arrivando adesso quella degli anni '90, dai quali c'è tanto, tantissimo materiale da riprendere, tant'è che sono già molti i progetti ispirati a titoli di vari media appartenenti all'ultimo decennio del secolo scorso. Vediamone alcuni insieme.

Canaglia!

"Ah, gli anni '90": il terzo posto della Nazionale Italiana ai mondiali di calcio vinti dalla Germania, l'invasione del Kuwait, Mani Pulite, il debutto degli Oasis e quello della Playstation. Anni ricchi di storia geo-politica e socio-economica in cui anche l'intrattenimento videoludico evolve drasticamente, presentendoci eroi come Crash o Spyro, i primi platoform per la neonata console domestica Sony, come anche MediEvil o avventure come Tomb Raider. Non è un caso che negli ultimi due anni siano stati ripescati proprio questi titoli e riportati in auge con una nuova veste grafica, rifiniti nel rendering, nella pulizia estetica e nei modelli poligonali. Devono essere nuovi ma creare scompiglio emotivo nel cuore dei fan della prima ora, arrivando anche alle nuove generazioni. Devono creare nostalgia ma attirare i neofiti, che è poi la base portante dell'ampio concetto di reboot e remake. Detective Pikachu, per esempio, rappresenta il primo esemplare del franchise Pokémon a cavalcare la nostalgia anni '90, pur appartenendo a una serie che continua a sfornare nuovi titoli ogni anno da più di vent'anni e basato su un videogioco uscito appena due anni fa. Perché? Perché trasla la magia dei Pokémon in un live-action, cosa mai affrontata dalla Nintendo finora, arrivando in questo modo ad abbracciare anche chi videogiocatore non è, ma che vedendo quel Pikachu dolce e peloso in stile iper realista magari ripensa alla sua infanzia, trovando conforto nel calore dei ricordi passati davanti a un gameboy o vedendo la serie animata.
Cinematograficamente parlando, gli anni '90 hanno visto l'uscita di alcuni classici Disney tra i più amati di sempre: La Bella e la Bestia, Aladdin, Il Re Leone, Il Gobbo di Notre Damme, Mulan ed Hercules. Tutti - escluso l'ultimo - in fase di adattamento live-action sotto l'egida della Casa di Topolino (ma non solo) e tutti in uscita nei prossimi due anni. "Si batte il ferro finché è caldo", verrebbe da dire, e il martello degli anni '90 cala potente su un mercato incandescente e sempre più aperto alla nostalgia, a un cuore aperto al ritorno del passato ripensato per adattarsi al presente.

Andando oltre l'animazione, gli anni '90 sono genitori di franchise quali Jurassic Park (già riproposto con Jurassic World), Terminator - in arrivo il nuovo film diretto da Tim Miller - o Independence Day (il sequel è tra i primi progetti falliti della nostalgia anni '90). Nel 1994 esordisce Quentin Tarantino e Tim Burton porta in sala l'anno dopo Batman, nomi e titoli che da trent'anni dominano ancora il mercato, con continui rilanci o con l'arrivo di nuovi film d'autore.
La Pixar, nel 1995, debuttava con Toy Story, che tornerà il prossimo anno con il quarto film della saga per farci commuovere nuovamente, ripensando all'infanzia o all'adolescenza davanti alla tv, a rivivere in continuazione la prima, immortale avventura di Woody e Buzz. Matrix, nel 1999, innovava il settore in termini tecnici, e proprio in questi ultimi due anni si è tornati a discutere di un reboot del frachise, perché i tempi sono ormai maturi per tornare a quell'universo fatto di codici binari e stramberie wachowskiane.
Non è stata da meno la televisione, live-action o animata. I '90 sono gli anni delle situation comedy come Friends o di serie quali Beverly Hills 90210 e i Simpson, ma c'è soprattutto una maestà a imporsi anno dopo anno, fino al 2003, nella cultura pop internazionale: Buffy L'ammazzavampiri di Joss Whedon, serie interpretata da Sarah Michelle Gellar.

Buffy è tornata ultimamente sulla bocca dei fan perché, al San Diego Comic-Con 2018, ne è stato annunciato il reboot, sempre supervisionato da Joss Whedon, che torna anche lui con nostalgia al suo primo amore dopo aver vagato tra successi e disastri nel mondo cinecomic, contribuendo alla Terza Rivoluzione supereroistica, quella cinematografica.
Uscirà probabilmente nel 2020, ma nel frattempo i serial addicted si sono goduti su Netflix il ritorno di Sabrina, anche se in una veste nettamente più vicina a quella fumettistica. Il 1996 è stato infatti l'anno del debutto di Sabrina - Vita da strega, adattamento tv pensato come situation comedy di grandissimo successo - a tratti davvero spassosa, specie per il simpatico famiglio Salem. Sotto le mani dei produttori di Riverdale, però, quella versione è stata completamente accantonata per rifarsi agli stilemi della serialità young adult, con una protagonista femminile forte e ben scritta.

Stramberie da ricordare

Tra i tanti progetti televisivi di quegli anni, molti erano davvero curiosi, come ad esempio i VR Troopers, Super Human Samurai o Action Man, quest'ultimo curiosa commistione tra live-action e animazione basata sull'omonima linea di giocattoli della Gig e Hasbro. I primi due erano delle variazioni sul tema Power Rangers, anche se il secondo si basava quasi interamente sull'anime giapponese Gridman che, guarda caso, tornerà in una nuova serie animata il prossimo anno - e sembra anche molto promettente. I Power Rangers, invece, sono già sbarcati al cinema in un reboot che purtroppo non è andato bene come sperato, nonostante si stia lavorando per riproporli ulteriormente in un nuovo reboot 2.0.
Vogliamo comunque ricordarci dei tanti stimoli animati provenienti dall'america? Pelle e ossa, Mighty Max, La fabbrica dei Mostri e tantissimi altri. Dopo il successo di Transformers, Hollywood ha compreso l'enorme potenziale che si cela dietro i giocattoli, tentando di adattare in primis i giochi da tavolo (Battaglia Navale, Monopoli e Cluedo attualmente in sviluppo) per poi passare proprio a quei franchise che avevano già subito un trattamento televisivo negli anni '90, tra i quali i due citati sopra.
Pelle e Ossa altro non era che una sorta di rivisitazione animata dei Racconti della Cripta, che J.J. Abrams ha tentato fino a pochi mesi fa di riportare in auge in una serie televisiva poi abbandonata. L'IP è comunque ricca di potenziale e siamo certi che torneranno a lavorarci sopra, mentre per quanto riguarda la Fabbrica dei Mostri, la Paramount ne ha acquistato i diritti, annunciando in concomitanza l'arrivo del live-action.

Da qui ci si potrebbe dilungare anche sul già citato Mighty Max, una serie animata divenuta cult pensata con il solo scopo di pubblicizzare la linea di giocattoli offshoot di Polly Pocket, ovviamente tutta dedicata ai maschietti. Su Mummies Alive, gli Street Shark o gli Extreme Dinosaurs - tanto per citarne alcune : tutte serie animate di culto di cui, probabilmente, prima o poi torneremo a parlare, soprattutto perché ne sentiremo la mancanza. E sarà proprio quel vuoto che Hollywood, puntualmente, tenterà di colmare - guadagnandoci - come sta già facendo.
I prossimi anni, come visto, saranno caratterizzati da una vera e propria invasione di progetti multimediali atti a stuzzicare il vostro "Io" bambino o adolescente, cara generazione dei '90!, producendo il tanto desiderato effetto nostalgia. E dopotutto, non è propriamente un male cascarci: è anche questo un modo per ricordare il passato, ciò che siamo stati e arrivare magari a riappacificarci con noi stessi.

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