Il Dottor Octopus di Alfred Molina: un villain profondo e tragico

In Spider-Man 2 di Sam Raimi fa la sua comparsa un villain tanto profondo quanto sfaccettato: il Dottor Octopus di Alfred Molina.

Il Dottor Octopus di Alfred Molina: un villain profondo e tragico
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L'iconico Spider-Man, senza dubbio uno tra i supereroi più famosi del mondo, fin dal 1962 ha saputo conquistare il cuore di un enorme numero di fan, riuscendo sempre a cavarsela in situazioni ad alto rischio che, comunque, lo hanno messo a dura prova dal punto di vista fisico ed emotivo.
Gli stessi antagonisti con cui l'Uomo Ragno ha dovuto più volte confrontarsi hanno contribuito a rendergli la vita tutt'altro che facile, come nel caso della sua storica nemesi Goblin, a cui abbiamo dedicato uno speciale legato alla sua versione cinematografica.
Numerosi i villain con cui il tessiragnatele si è ritrovato a combattere durante tutta la sua onorata carriera, tra cui il celebre Dottor Octopus, apparso per la prima volta nei fumetti nel 1963 e diventato da subito uno dei nemici più iconici dell'Uomo Ragno.
La sua stessa comparsa nello Spider-Man 2 di Sam Raimi ne ha segnato la consacrazione definitiva anche presso il grande pubblico, come vedremo proprio in questo speciale, in cui analizzeremo la figura del villain provando a elencare gli aspetti che lo hanno maggiormente contraddistinto.

Cadere nel baratro

Uscito nel 2004, Spider-Man 2 è uno dei punti più alti toccati nella storia dei cinecomic, capace di rappresentare la perfetta unione tra autorialità e blockbuster, anche grazie alla figura del tormentato villain principale della pellicola, l'Otto Octavius interpretato da Alfred Molina, che regge il confronto con il Green Goblin di Willem Dafoe.
Entrami i personaggi, seppur accomunati da una discesa nel baratro, sono però differenti, visto che Otto Octavius (prima di perdere il senno) è maggiormente positivo, capace di usare il proprio straordinario intelletto per metterlo al servizio della comunità.
Il villain è profondamente sfaccettato, perché ancorato al macrotema della ricerca del potere in maniera molto profonda, vista la sua caratterizzazione introspettiva mai banale, come vedremo proprio nel corso di tutto il film.
Otto Octavius è infatti un personaggio molto empatico, una guida per lo stesso Peter Parker (a cui darà anche dei saggi consigli) e per la comunità di cui fa parte, seppur in lui da un certo punto in avanti si faccia sempre più forte la volontà di potenza, che germoglierà nella sua mente come un veleno attraverso le braccia meccaniche che via via prenderanno il controllo della personalità, portandone alla luce i lati più oscuri.

La figura del Dottor Octopus risulta così profondamente tragica, capace di farci vedere la caduta nel baratro di un individuo che non riesce ad affrontare completamente i propri traumi così come i demoni interiori, facendosene risucchiare.
È infatti lo scienziato a decidere di non fermarsi nel momento più critico del suo esperimento rivoluzionario (basato su un particolare minerale, il tritio) che lo porterà a perdere ciò a cui tiene di più ritrovandosi in seguito fuso alle sue braccia meccaniche, prima usate come semplici strumenti di lavoro ma ora capaci di sviluppare una volontà propria.
Nell'iconica scena ambientata nella sala operatoria (capace senza problemi di rifarsi alle istanze tematiche dell'horror), assistiamo così alla nascita del villain, in cui vediamo il massacro messo in atto dalle braccia meccaniche del Dottor Octopus, attraverso una delle sequenze più evocative del film.
Numerosi i rimandi a La Casa e al protagonista Ash, grazie alla bravura di Raimi nel puntare tanto sull'inquadratura soggettiva dei tentacoli, così come sulla sequenza in cui uno dei medici impugna una piccola motosega nel tentativo di difendersi da una minaccia implacabile.
Qui il Dottor Octopus, dotato ancora di un barlume di coscienza, capisce di essersi trasformato in un mostro, impossibilitato ad avere del tutto il controllo sul suo nuovo corpo, come testimoniato dalla breve sequenza in cui sono proprio le sue appendici metalliche a difenderlo e a muoversi senza che lui possa fare nulla.

La loro indole protettiva risulta però solo un comportamento di facciata, visto che le entità meccaniche offuscheranno sempre più la personalità del dottore che, accecato dal potere (così come dal senso di rivalsa), proverà a ripetere l'esperimento precedentemente fallito usando però questa volta una quantità maggiore di tritio, lasciando presagire un finale tutt'altro che roseo.

Fare qualcosa di giusto

La cattiveria del Dottor Octopus esplode in questo modo sempre di più, arrivando a concepire anche vari stratagemmi per far uscire Spider-Man allo scoperto, così da consegnarlo a Harry Osborn, che dopo la morte del padre Norman non è riuscito a darsi pace continuando a nutrire la sua smodata sete di vendetta verso l'Uomo Ragno.
Se comunque nella sua versione pre-incidente Octavius risulta una persona mite e di buon cuore, con l'avvento delle braccia metalliche la sua personalità cambia totalmente, dimostrandosi un avversario coriaceo tanto dal punto di vista fisico quanto mentale, dato che nel corso di tutto il film non si farà alcuno scrupolo morale nel sacrificare degli innocenti pur di raggiungere i suoi scopi, approcciandosi comunque con fare ironico verso i propri avversari.
La stessa figura di Spider-Man non riuscirà mai davvero a intimorirlo, come testimoniato dai vari scontri a cui prenderà parte, dove non esiterà a dimostrare a pieno titolo il suo potere, basti pensare alla spettacolare scena della metropolitana.
Anche dal punto di vista visivo, la versione cinematografica risulta soddisfacente grazie a un look semplice ma d'effetto, capace di valorizzare appieno il grande senso di minaccia rappresentato dalle stesse braccia meccaniche di Doc Ock, che regalano un profondo senso di fisicità quando in movimento, tanto negli scontri corpo a corpo quanto durante gli spostamenti del villain.

Allo stesso modo, la corporatura non atletica del personaggio rispecchia la sua versione cartacea, dando vita a un villain in grado di sopperire al suo svantaggio fisico con Spider-Man sfruttando il potere della scienza.
Un ulteriore elemento caratteristico lo troviamo anche nel finale ricco di pathos della pellicola in cui Doc Ock, ora tornato in sé, capisce di essersi spinto troppo in là arrivando a prendere in considerazione l'idea di sacrificarsi per tentare, seppur in minima parte, di rimediare agli errori commessi.
In una situazione dalla forte valenza ciclica (la sequenza finale infatti richiama l'esperimento visto all'inizio del film) questa volta il villain risulta fondamentale non per creare il disastro ma per riuscire a risolverlo in maniera definitiva.
Lo stratificato nemico, proprio per via della sua ottima caratterizzazione introspettiva, è riuscito a ritagliarsi un posto d'onore tra i cinecomic, ed è proprio per questo che fin dall'annuncio di un suo possibile ritorno (tramite il multiverso Marvel) i numerosi fan legati al mondo dell'Uomo Ragno hanno iniziato a sperare con sempre maggiore intensità di rivederlo.

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