Il Cinema ai tempi del Coronavirus tra pericoli, paure e posticipi

Breve analisi della situazione del box office italiano nel corso dell'emergenza sanitaria nazionale, con incassi in drastico e preoccupante calo.

Il Cinema ai tempi del Coronavirus tra pericoli, paure e posticipi
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Sono stati dieci giorni di fuoco, quelli appena trascorsi tra fine febbraio e inizio marzo. L'epidemia di Coronavirus è stata infatti rintracciata in modo autoctono sui focolai (o cluster) del Nord Italia, aprendo a un'emergenza sanitaria nazionale che ha costretto il Governo a prendere della drastiche misure preventive. Oltre alla chiusura di esercizi commerciali, aziende e scuole - specie nel Lombardo-Veneto-Emiliano -, in Italia è stato deciso di abbassare le serrande anche a cinema e musei, questo sempre nelle zone direttamente colpite dal Covid-19. Parlando del produttivo e commercialmente rilevante Nord Italia, questo ha scatenato una reazione a catena che ha portato i grandi studi internazionali come la Disney o la Universal, ma anche la 01 Distribution, la Eagle Pictures o la Adler Entertainment, a posticipare le date d'uscita dei film in programma tra l'attuale e passata settimana.

Le motivazioni sono sia di natura economica (gli incassi sarebbero precipitati per i singoli titoli) che sociale, dato che nel Bel Paese è scoppiata una psicosi collettiva (che sia più o meno giustificata lo lasciamo al vostro giudizio) che ha preso ingiustamente di mira la sala cinematografica, già di per sé in crisi e solo recentemente - quasi fosse una beffa - in ripresa. Guardando purtroppo agli ultimi dati registrati e confermati, ai titoli più o meno importanti posticipati, una delle più grandi vittime del Coronavirus in Italia risulta essere proprio il botteghino.

Le gelide cifre dell'emergenza

In dieci giorni sono aumentati gli esercizi cinematografici costretti a chiudere, con l'aggiunta delle regioni del Piemonte, delle Marche, del Friuli Venezia Giulia e della Liguria. Sette in totale in tutta Italia, quasi al completo l'intero settentrione. Stiamo parlando di un'inibizione dell'esercizio obbligata che le Misure Straordinarie prese dal Governo hanno datato fino al 1° marzo, tant'è che già mentre scriviamo sono diverse le sale tra le diverse zone "rosse o gialle" coinvolte che stanno lentamente riaprendo i battenti. Non ovunque, ad ogni modo, dato che nei cluster dell'epidemia si è deciso di prolungare ulteriormente isolamento e quarantena. E questo solo negli ultimi nove giorni ha significato un tracollo totale dei botteghini italiani.
Qui parliamo di cinema perché di questo trattiamo, ma l'emergenza sanitaria nazionale sta toccando in modo significativo molti altri settori economici, primo fra tutti quello turistico, che sta subendo purtroppo un crollo verticale che coinvolge molte realtà come quelle degli albergatori, delle compagnie aeree, della ristorazione e così via.

Restando in tema, rispetto a un gennaio 2020 in crescita del +14,21%, trainato dell'incredibile successo del Tolo Tolo di Checco Zalone, il botteghino nostrano ha purtroppo subito una brusca quanto preventivabile frenata, scendendo al -75,62%, una cifra che mette in guardia gli esercenti già allo stremo ma anche le grandi catene come The Space o UCI Cinemas. Solo questa settimana erano previste grandi uscite come Onward - Oltre la magia della Disney, L'Uomo Invisibile della Blumhouse, Honey Boy con Shia LaBeouf e diversi altri titoli interessanti in possibile rafforzo al promettente dato d'inizio anno.

Tutto rimandato, invece, il che significa che ci sarà tempo e speranza di recupero nei due mesi a venire, considerando anche che secondo virologi e infettivologi il picco dell'epidemia dovrebbe essere proprio in questa settimana, fino al 8 marzo, definita "decisiva" per valutare la bontà delle misure adottate dal Governo Conte (prese su consiglio delle autorità sanitarie, del OMS e del CRN).

Se tutto andrà bene, già a partire dal 9 marzo dovrebbero riaprire con cautela tutti gli esercizi commerciali e dunque anche le sale cinematografiche, mentre parallelamente le distribuzioni dovrebbero cominciare a fissare le nuove date d'uscita dei film posticipati (tranne Onward, in arrivo il 16 aprile). Con cautela perché resteranno comunque delle limitazioni base e alcune precauzioni, come ad esempio la riduzione di posti per evitare affollamenti e la presenza di gel igienizzanti per le mani all'ingresso della sala, per il pubblico e gli addetti.

La cosa certa è che non sarà facile risalire la china e che in merito si sta lavorando a delle misure ad hoc per dare uno scossone all'economia in frenata. Pensiamo solo che in Cina, per far fronte all'emergenza, il Governo di Xi Jinping ha stanziato la bellezza di 156 miliardi di dollari, mentre in Italia si pensa a 3,6 miliardi cercando anche aiuto da parte dell'Europa, finora silente. Si guarda al deficit mentre montano polemiche e dissensi, ma il cinema e il resto delle attività colpite al cuore dall'epidemia di Coronavirus attendono fiduciosi risposte veloci e concrete.