Il cinema nelle scuole: come si possono avvicinare i giovani all'arte?

Siamo sicuri che non si possa fare di meglio per avvicinare i giovani al cinema partendo dalle scuole? Discutiamone assieme.

Il cinema nelle scuole: come si possono avvicinare i giovani all'arte?
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Spesso si sente parlare di cultura, di riforma del sistema scolastico e di altri argomenti simili senza però mai andare nello specifico, quasi come se nel nostro Paese si avesse un'idea estremamente generica di come affrontare gli stratificati problemi che attanagliano il mondo dell'intrattenimento, senza provare a fornire qualche soluzione pratica, concreta, magari incapace di spostare gli equilibri di una virgola, ma che comunque bisognerebbe anche solo tentare di prendere in considerazione.
Perché quindi non partire proprio dal nostro sistema scolastico per far avvicinare (o riavvicinare) i giovani al mondo del cinema?
Cerchiamo di discuterne assieme, per capire se un processo di questo tipo si può applicare al mondo della scuola italiana.

Un piccolo grande problema culturale

L'annoso problema della considerazione generale legata ai mestieri artistici (se affrontata prendendo come esempio l'Italia) non passa in realtà solo dalle scuole ma dal nostro intero sistema socioculturale, purtroppo tendente troppo spesso a considerarli come un qualcosa di poco concreto, tangibile, utile.
Se infatti un attore famoso è riconosciuto dalla collettività, il discorso cambia quando parliamo di un potenziale attore emergente di cinema o di teatro, visto che molto spesso solo una reale e duratura consacrazione presso il grande pubblico è in grado di fornire allo stesso ruolo artistico una propria dignità.
L'unico problema è che il mercato non permette un così elevato ricambio generazionale tale da portare anche giovani talentuosi a inserirsi nel modo corretto all'interno delle dinamiche lavorative, seppur il problema sia di stampo generale, come testimoniato dal gravissimo momento di crisi che tutti gli operatori dello spettacolo si sono ritrovati a vivere in questi ultimi anni.
Se andiamo a focalizzarci sul nostro sistema scolastico, è innegabile come ancora oggi tutto ciò che è considerato in qualche modo artistico (dalla regia alla scrittura, dalla musica al game design e via dicendo) sia un po' messo ai margini o ignorato in maniera sistematica.
Nonostante qualcosa abbia iniziato a muoversi negli ultimi anni, è comunque ancora molto radicata nella nostra società l'idea dei mestieri sicuri (ad esempio l'avvocato o l'ingegnere) così come quella dei lavori che in realtà per alcuni non esistono (tutto ciò che è legato alla creazione di contenuti su internet).
Il nostro sistema scolastico attuale, forse, ci mette troppo tempo a dare la possibilità a chiunque sia portato per le materie artistiche a scoprire la propria vocazione, per via di una certa inclinazione nel non considerare la singolarità dei casi, puntando su programmi dispersivi e intrisi di nozioni.

Basti pensare al primo approccio al cinema - per quanto concerne la scuola - che milioni di studenti hanno avuto (e probabilmente avranno per ancora molto tempo), che si può tradurre in qualche film nelle ore di autogestione o in alcune lezioni di cineforum su pellicole datate (quasi sempre gestite come un plus pomeridiano).
Purtroppo, l'imposizione di determinate opere tende solitamente a generare un forte senso di rigetto a lungo andare, basti pensare come, nella stragrande maggioranza dei casi, qualsiasi studente faccia fatica a leggere un classico della letteratura proprio per una certa attitudine nel forzare la mano su un tipo di nozionismo un po' fine a se stesso.
Allo stesso modo, "costringere" gli studenti a vedere i film muti (seppur appartenenti alla storia del cinema) rischia di diventare una misura controproducente, magari arrivando a far allontanare dalla fruizione del media chi in realtà era partito con i migliori propositi.
Il nostro sistema scolastico non avrebbe bisogno di singoli interventi specifici ma di una profondissima ristrutturazione alle fondamenta, provando ad accorpare gli anni di studi generici con un'infarinatura generale per tre o quattro anni di liceo, arrivando ad anticipare però i percorsi specialistici dati dallo studio universitario.
Inserire in questi anni di "studi generici" un maggiore numero di ore dedicate alle materie artistiche (anche quelle più moderne) potrebbe in realtà risultare in una piccola grande rivoluzione culturale, così da spingere anche molti giovani a scoprire mondi fin lì sconosciuti.

Una vera e propria panoramica a 360 gradi sul mondo dell'intrattenimento, per dare la possibilità anche ai game designer, agli artisti legati alla stop motion, agli sceneggiatori, agli attori o ai fumettisti (solo per citare qualche categoria), di non dover passare per forza da istituti privati per dare libero sfogo alla propria creatività.
Per un processo di tale importanza, potrebbe venire in aiuto proprio il cinema, considerato anche dagli stessi canali istituzionali più imbolsiti come un media solido, strutturato e capace di avere una propria enorme dignità.

Una singola opera d'arte può cambiare il mondo

Un primo, grande, passo in avanti potrebbe essere quello di dare ai giovani studenti (fin dalle elementari) una serie di film da guardare semplicemente per il gusto di farlo, creando poi un ponte per provare, nel caso di interesse, a presentare anche film magari più pesanti a livello di fruizione, ma solo dopo aver tastato il terreno.
Allo stesso modo, le discussioni riguardo la pellicola appena vista potrebbero servire per creare un sano dibattito sull'intero mondo cinematografico, dando la possibilità a tutti di scoprire che esistono un numero davvero elevato di mestieri legati al cinema, anche non così conosciuti dal grande pubblico, come ad esempio il direttore della fotografia.
L'intero sistema scolastico dovrebbe così provare a uscire un po' dagli schemi, aprendosi il più possibile al cambiamento anziché chiudersi a riccio, spalancando le porte a un nuovo tipo di formazione, magari più improntata sulla cooperazione rispetto alla competizione, con uno sguardo lungimirante verso il mondo del web.
Riavvicinare i giovani al cinema potrebbe essere un piccolo grande passo in avanti rispetto alla nostra situazione attuale, in cui quando si parla di riforma della scuola si intavolano più che altro discussioni sulla ristrutturazione degli edifici, senza prendere in minima considerazione la valorizzazione socioculturale degli studenti e, per forza di cose, dello stesso futuro del nostro Paese.

Gli insegnanti, per quanto il più delle volte preparati e competenti, dovrebbero cercare di aggiornarsi sui nuovi trend del momento, cercando di non tarpare le ali sul nascere a chiunque mostri una particolare attitudine verso l'arte rispetto alle materie scientifiche (ricordandosi ovviamente di fare anche il discorso inverso).
Proprio l'arte (in generale) è stata per troppo tempo messa ai margini, considerata talvolta un qualcosa di addirittura poco utile, e se comunque presa in considerazione, spiegata agli studenti in un modo esageratamente didascalico.
Gli stessi licei artistici, seppur con le dovute eccezioni, sono considerati spesso meno prestigiosi di un qualsiasi scientifico o classico, particolare in grado di farci capire come, fin dalla giovane età, gli studenti siano portati a recepire talune materie o mestieri come di serie A e altri come di serie B, C o Z.
Forse non si arriverà mai a un traguardo tanto importante, anche se, magari in un futuro lontano, uno studente delle superiori desideroso di fare il narrative designer in campo videoludico potrà essere preso sul serio allo stesso livello di chi vorrà intraprendere mestieri più classici.

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