I Primi Squali: i migliori shark-movie della storia del cinema

Shark - Il Primo Squalo con Jason Statham sbanca il botteghino, nel frattempo diamo uno sguardo ai migliori shark-movie che l'hanno preceduto.

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Nell'horror fantascientifico Shark - Il Primo Squalo di Jon Turteltaub, Jason Statham si prepara a dare la caccia ad un megalodonte, secolare antenato dello squalo bianco. Il film è solo l'ultimo di una lunga serie di pellicole incentrate sulla figura del letale predatore marino: la filmografia sugli squali diverte il pubblico dal 1932 (possiamo "risalire la corrente" fino a Le Tigri del Pacifico di Howard Hawks, nonostante si tratti di un melodramma) ma è dal 1969 che le cose hanno iniziato a farsi serie. In quell'anno Samuel Fuller realizzò lo sgangherato Shark! (che in Italia arrivò col titolo Quattro bastardi per un posto all'inferno), una produzione le cui sfortune purtroppo non si limitarono a pessime recensioni e incassi risibili, ma causarono addirittura la morte di uno stunt, mangiato da uno squalo che teoricamente avrebbe dovuto essere sedato. La macabra faccenda venne usata dalla casa di produzione (la Troma, neanche a dirlo) per promuovere la pellicola, che vantava la partecipazione di un giovane Burt Reynolds.
Nonostante la pessima reputazione di Shark!, registi e studi cinematografici non impararono la lezione (e cioè che è meglio non scherzare con gli squali) e il film di Fuller divenne l'apripista di un vero e proprio filone cinematografico. Nel '75 sarebbe poi arrivato Steven Spielberg, che col suo Lo Squalo. Ma oltre al cult di Spielberg, negli anni abbiamo avuto anche altri film sugli squali degni di nota. E in questo articolo vi elenchiamo quelli imperdibili.

SHARKNADO (2013)

Si. Tanto vale togliersi il pensiero. Per la sezione "così brutto da diventare bellissimo", il prodotto della scellerata casa di produzione Asylum sa perfettamente qual è il suo posto nella catena alimentare cinematografica ma soprattutto rimane sempre fedelissimo alla propria anima da serie Z: il film parte dall'idea che un potente tornado possa risucchiare un branco di squali e spararli letteralmente per le strade di una città, mettendo chiaramente a rischio (e vorrei vedere) le vite dei suoi abitanti. Il film è talmente esagerato, stupido e privo di qualsiasi senso da risultare non solo divertente, ma addirittura unico. E partendo dal presupposto che non si può vivere una vita senza averlo visto, una volta finito scoprirete di esservi divertiti dal primo all'ultimo minuto.

SHARKWATER (2007)

Il primo dei due documentari presenti in questa lista è Sharkwater, film realizzato dal canadese Rob Stewart che ribalta la figura horror dell'animale facendo presente che non è l'uomo a dover temere lo squalo, ma lo squalo che deve avere paura dell'uomo. Il documentario, oltre alla sua fotografia subacquea mozzafiato, merita la vostra attenzione perché rappresenta un'inchiesta ecologica che avvisa sull'inevitabile estinzione del predatore: attraverso una serie di interviste lo spettatore viene messo di fronte ai barbari trattamenti che i cacciatori di squali riservano a questi animali, esplorando il mercato delle pinne di squalo o la pratica del finning, uno spregevole gioco di pesca che consiste nel cacciare uno squalo, asportargli le pinne e poi rigettarlo in mare.

BLU PROFONDO (1999)

Per godersi a pieno Blu Profondo di Renny Harlin (il regista di Die Hard 2) è necessario in primo luogo ignorarne la premessa, al cui confronto quella del tornado spara squali di Sharknado sembra venuta fuori da Hemingway. Nel film, infatti, un gruppo di scienziati sostiene che la chiave per la cura dell'alzheimer sia celata nel cervello degli squali mako, che pensa bene di tenere in cattività all'interno di una struttura di ricerca subacquea. Il film però, all'epoca della sua uscita, poteva vantare una CGI a dir poco impressionante, che unita agli animatroni, a qualche ripresa di squali autentici e ad un Samuel L. Jackson piuttosto in forma, ha saputo conferire a Blu Profondo lo status di piccolo cult.

SOUL SURFER (2011)

E' sempre difficile realizzare un film basato su fatti di vita vera, e la difficoltà aumenta se i fatti in questione riguardano una giovane surfista che, dopo aver perso un braccio a causa del morso di uno squalo tigre, decise di tornare in mare per sfidare le proprie paure. Partendo dall'autobiografia di Bethany Hamilton, Sean McNamara in Soul Surfer riesce a catturare la potenza delle emozioni della protagonista imbastendo un dramma familiare sulla fede e sulla forza di volontà.

THE REEF (2010)

Presentato in anteprima al Festival di Cannes, questo piccolo film australiano ha avuto il merito di riuscire ad imbastire un ottimo prodotto cinematografico partendo da un budget quasi irrisorio (appena $3 milioni). Ciò è stato possibile limitando al minimo gli effetti speciali in favore di un ampio utilizzo di vere riprese di squali. La storia, scritta e diretta da Andrew Traucki, segue il viaggio in Indonesia di cinque ragazzi australiani la cui barca, per una serie di circostanze, si capovolgerà. Per non morire di fame o di sete dovranno riuscire a raggiungere la spiaggia più vicina, affrontando però gli squali affamati di carne che infestano le acque circostanti.

BLUE WATER, WHITE DEATH (1971)

Blue Water, White Death è il secondo documentario che vi consigliamo: realizzato dal regista e fotogiornalista subacqueo Peter Gimbel, il film racconta la faticosa odissea (durata nove mesi) organizzata per immortalare il grande squalo bianco. Fino ad allora nessuno era riuscito nell'impresa, ma con l'aiuto della sua troupe, armato di tanta perseveranza (girò tutto il mondo, dal Sud Africa all'oceano Indiano, fino ad arrivare in Australia) e soprattutto munito di resistenti gabbie anti-squalo, Gimbel riuscì nel suo sogno e catturò delle magnifiche sequenze con protagonisti diversi esemplari. Il film, tra l'altro, è curiosamente legato a Lo Squalo: i membri dell'equipaggio di Gimbel, i coniugi Ron e Valerie Taylor, regalarono a Steven Spielberg alcuni fantastici filmati subacquei che vennero poi inclusi nel montaggio finale del film.

ALLA RICERCA DI NEMO (2003)

In Sharkwater di Rob Stewart abbiamo imparato che gli squali, in fondo, non sono così cattivi come vuole farci credere Hollywood. E Bruto, esilarante squalo bianco che in Alla Ricerca di Nemo sta cercando di diventare vegetariano, ne è la prova. Diretto da Andrew Stanton, sceneggiatore nominato all'Oscar per Toy Story e poi vincitore del premio per il miglior film d'animazione con WALL-E e proprio con Alla Ricerca di Nemo, il capolavoro della Pixar racconta la storia del pesce pagliaccio Merlin e della sua incredibile avventura per ritrovare il suo unico figlio Nemo. Alla sua uscita divenne il più grande successo commerciale per un film d'animazione, arrivando ad incassare oltre $940 milioni in tutto il mondo.

OPEN WATER (2003)

Nel film di Chris Kentis una coppia appassionata di immersioni parte per una vacanza ai Caraibi. Al termine dell'escursione però i due saranno ancora sott'acqua e verranno accidentalmente lasciati indietro dagli organizzatori: a quel punto inizierà una lotta per la sopravvivenza durante la quale la coppia dovrà vedersela con barracuda, meduse e - ovviamente - un branco di squali. La peculiarità di Open Water sta tutta nella potenza psicologica con la quale attacca lo spettatore: la paura che i due protagonisti possano morire da un momento all'altro per l'agguato di qualche predatore marino è palpabile e costante per tutta la durata del film, merito della visione di Kentis, che ha saputo infondere al suo survival movie tutte le atmosfere proprie dell'horror. Il film è stato in grado di decuplicare il suo budget di $500.000 e generare ben due sequel, Alla Deriva - Adrift (2006) e Open Water 3 - Cage Dive (2017), purtroppo di molto inferiori all'originale.

PARADISE BEACH - DENTRO L'INCUBO (2013)

Altra storia di squalo vs bionda dopo quella raccontata in Soul Surfer, ma in Paradise Beach (titolo originale The Shallows) il regista Jaume Collet-Serra, più che un duello psicologico, vuole mettere in scena un vero e proprio tour de force da survival movie. E ci riesce anche grazie alla prova fisica della bellissima Blake Lively, che tira fuori tutta la sua grinta e tutta la sua forza di volontà per interpretare una giovane surfista che, durante una normale mattinata di mare, viene ferita alla gamba da un grande squalo bianco. Troverà rifugio su uno scoglio, ma l'animale ha assaggiato il sangue e non ha alcuna intenzione di andarsene.

LO SQUALO (1975)

Dulcis in fundo, non poteva mancare il capolavoro di Steven Spielberg, che nell'estate del 1975 divenne il film più visto nella storia del cinema e creò la moda del blockbuster estivo. Ad oggi, Lo Squalo rimane il più imitato film sugli squali, nonché uno dei migliori horror di tutti i tempi. La terrificante sequenza di apertura - geniale nella conscia decisione di non mostrare l'animale assassino, aumentando ancora di più la tensione - è sufficiente da sola per far estinguere in chiunque il desiderio di immergersi in acqua, e l'epocale colonna sonora di John Williams vi tornerà alla mente perfino osservando la superficie di una piscina.

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