I migliori inseguimenti al cinema: le fughe più adrenaliniche di sempre

Rombi di motore e gomme che urlano, pedali schiacciati, salti, fuoco e fiamme. Ecco la classifica dei migliori inseguimenti cinematografici di sempre.

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Il piede formicola sul pedale. Un preciso gioco di contrappesi tra acceleratore e frizione. La mano destra che agguanta il cambio e la sinistra artigliata al volante. E poi suono di gomme che stridono, fumo, schianti, ribaltamenti, inversioni, salti. Strade cittadine inglobate dal traffico, deserti, campagna. Insomma, gli inseguimenti al cinema sono adrenalina pura, un virtuosismo di montaggio che affianca una regia sparata a mille, tra istanti di sospensione e centinaia di scene dove bisogna tenere il fiato sospeso, un po' come quando si tenta di rapinare una banca.
Perché spesso i due elementi sono collegati, con la fuga dopo il colpo e il più classico degli inseguimenti fra guardie e ladri. Ma il grande schermo ci ha insegnato che c'è moltissimo altro nel mondo delle macchine che tentano di acciuffarsi, perciò andiamo a vedere assieme quali sono i migliori inseguimenti al cinema, che ne dite? Indossate la vostra calza da guida come JD e... pedal to the metal.

Bullitt - Peter Yates (1968)

L'inseguimento di Bullitt per le strade di San Francisco ha ormai fatto storia. Sia per l'iconica Mustang verde scuro guidata da un clamoroso Steve McQueen, sia perché dura dieci minuti e ancora viene citato e omaggiato.
Il detective Frank Bullitt sta inseguendo due sospettati in una San Francisco bruciata dal sole, mentre si sfreccia fra le strade a balzelli e la campagna fuori città, con gli occhi glaciali di McQueen a rendere tutto vera storia del cinema.

Un colpo all'italiana - Peter Collinson (1969)

La splendida rapina con le Mini Cooper passa inevitabilmente per la gigiona e rocambolesca fuga tra le affollatissime strade torinesi.
Michael Caine sfreccia tra i portici con un carico estremamente luccicante nel baule, mentre la polizia italiana tenta in ogni maniera di acciuffare i fuggitivi per un inseguimento incredibile, tra palazzi "scalati", fiumi e canaloni di scolo da cui fuggire.

Il braccio violento della legge - William Friedkin (1971)

Riscrivere il genere con un film scardinando critica e pubblico, imprimendo un marchio indelebile. E nell'importanza apicale del film di Friedkin c'è anche uno degli inseguimenti migliori della storia del cinema, quello a cui si guarda sempre e comunque.
Il "Popeye" di Gene Hackman sta sfrecciando dietro a un treno della sopraelevata di Brooklyn dove c'è un criminale in fuga, con la macchina da presa che passa tra alto e basso, in mezzo a uno sporco continuo, frammentato, un inseguimento che cambia in continuazione fra macchine, treni e gambe, con la scala pronta ad accoglierne il clamoroso finale.

Duel - Steven Spielberg (1971)

Un duello su ruote tra un semplice commesso viaggiatore e una gigantesca autocisterna guidata da un pirata senza volto. L'esordio di Steven Spielberg è un inseguimento continuo e infinito, una sfida con sé stessi, una balena bianca che continua a rosicchiare l'asfalto attorno a noi.

Squadra speciale - Philip D'Antoni (1973)

Figlio diretto del Braccio violento, Squadra speciale impara benissimo la lezione e sforna una scena di inseguimento da manuale, montata dalla stessa persona del film di Friedkin.
Una fuga pazzesca fra Manhattan e il ponte George Washington, dove il poliziotto interpretato da Roy Scheider si trova davanti ogni ostacolo possibile per acciuffare i due malviventi. Superarli tutti sarà durissima.

Il bandito e la "Madama" - Hal Needham (1977)

Sopra le righe, splendidamente gigione, colorato e americanissimo. Il film sulla fuga del "Bandito" di Burt Reynolds dal clamoroso sceriffo Buford T. Justice di Jackie Gleason è una gioia per gli occhi.
Tutti i cliché degli inseguimenti made in USA sono (e nascono) qua dentro, presi alla leggera per un divertimento continuo (quasi) mai fermo, tra ponti da saltare, convogli di camion e la Pontiac Trans Am che potrebbe quasi sfrecciare sulla Luna.

Interceptor - George Miller (1979)

Tutto nasce da qui, il cult che ha lanciato Mel Gibson e creato un vero e proprio mondo distopico.
Ma questa "origin story" di Mad Max passa per il primo inseguimento tra la Main Force Patrol e l'evaso Nightrider, a bordo dell'iconica V8 Interceptor, per una folle corsa fuori da ogni giro nell'outback australiano.

The Blues Brothers - John Landis (1980)

Matte, splendidamente irreali, sopra ogni possibile riga. E quindi perfette.
Le sequenze di inseguimento in The Blues Brothers vi faranno volare, letteralmente, distruggendo supermercati, auto della polizia, andando un po' sottosopra mentre Elwood e Jake, vagamente tranquilli e beati con i loro occhiali e un po' di sporco in faccia, continuano imperterriti nella fuga. Come se nulla fosse. Più o meno.

Interceptor - Il guerriero della strada - George Miller (1981)

Se il primo aveva aperto la porta questo la fa saltare per aria. Cult assoluto, uno dei migliori sequel di sempre, termina con l'inseguimento e lotta su strada per l'autobotte, un western ai cento all'ora che ha messo un punto fermo al genere, creando proselitismo ancora di più del primo film.

Vivere e morire a Los Angeles - William Friedkin (1985)

Friedkin rimastica il suo Il braccio violento della legge e rende tutto ancora più oscuro, reale, terrificante.
Ma l'inseguimento in Vivere e morire a Los Angeles è un capolavoro di regia, millimetrico, ansiogeno, capace di intersecarsi con un montaggio perfetto e infilarci davvero tra le strade di una L.A. luminosa e brutale.
La sequenza ha fatto nuovamente scuola, stabilendo l'ennesimo standard del genere.

Terminator 2 - Il giorno del giudizio - James Cameron (1991)

Dura quando un Terminator ti insegue con un camion. Meno quando ce n'è un altro in moto pronto ad aiutarti. Cinque minuti di adrenalina assoluta, in quel canalone di scolo tanto caro al cinema americano.
Schwarzy stupendamente impassibile mentre il camion sfascia e distrugge, fino all'iconica inquadratura con lo shotgun.

Ronin - John Frankenheimer (1998)

Sfida a due auto fra mercenari per le strade di Parigi, con un'organizzazione millimetrica per portare la scena a casa. Ronin ha un inseguimento reale e durissimo, proprio perché così lo voleva il regista. La città, i tunnel, la Senna, le auto da evitare, per una sequenza spettacolare studiata fin nei minimi dettagli. Effetto assicurato.

The Bourne Identity - Doug Liman (2002)

Era dura sceglierne una per la saga di Bourne, ma la prima è sempre la prima. L'inseguimento a Parigi omaggia le Mini del Colpo all'italiana, rendendo ogni cosa estremamente reale e pericolosa, stretta e soffocante.
Un tutti contro uno dove il protagonista sembra comunque in grado di farcela, tenendoci, come il suo passeggero, sempre sul filo del rasoio.

Drive - Nicolas Winding Refn (2011)

Niente musica, solo gomme che stridono. Un minuto e mezzo di adrenalina pura, in una fuga tra le strade di periferia condita da 180, retromarcia e speronamenti vari.
Un gioiello come Drive vive dell'estetica dell'inseguimento, capace di elevare questa sequenza (ma in realtà tutto il film) a must assoluto del genere.

Mad Max: Fury Road - George Miller (2015)

Un inseguimento infinito nel deserto, una fuga a perdifiato orchestrata come una cavalcata metal.
Mad Max: Fury Road è cinema allo stato puro, fantascienza distopica tra macchine steampunk che divorano la strada e non ci fanno mai acciuffare il respiro. L'essenza stessa dell'inseguimento al cinema.

Baby Driver - Edgar Wright (2017)

Inseguimenti e musica, con un'estetica delle sequenze presa di peso da Vivere e morire a Los Angeles.
Edgar Wright fa della commistione tra acceleratore e frizione una partitura sonora da infilarsi nelle cuffie, mentre il suo montaggio frenetico ci catapulta con gioia tra le strade di Atlanta.

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