I migliori horror da vedere nella notte di Halloween

In occasione dell'annuale notte delle streghe, vi proponiamo una lista dei migliori horror da guardare... da soli o in compagnia!

speciale I migliori horror da vedere nella notte di Halloween
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Per coloro che preferiscono passare la notte di Halloween davanti alla televisione anziché giocare a dolcetto o scherzetto, abbiamo preparato per voi uno speciale dedicato ai grandi classici dell'horror: vampiri assetati di sangue, demoni bramosi di nuovi corpi da possedere, alieni venuti dallo spazio profondo o pazzi omicidi armati di coltello, ogni anno il 31 ottobre ritornano tutti insieme per perseguitare i cinefili di ogni parte del mondo.
Se state organizzando una festa con gli amici, un pigiama party a base di dolci o semplicemente cercando un film guardare, qui sotto sono riportati i grandi classici moderni del genere cinematografico più in voga per la notte di Halloween. Potreste averli già visti e quasi certamente vi hanno terrorizzato, ma se li avete solo sentiti nominare è finalmente arrivato il momento di recuperarli una volta per tutte. (Precisiamo che l'elenco NON segue in alcun modo un ordine di gradimento, vi invitiamo inoltre ad arrivare fino all'ultimo paragrafo per una piccola sorpresa).

ALIEN, di Ridley Scott (1979)

È difficile sfuggire al capolavoro di Ridley Scott, che a quarant'anni dalla sua uscita nelle sale rimane indiscutibilmente una di quelle rare opere capace di imporsi contemporaneamente come capostipite di diversi generi cinematografici.
Dalla fantascienza al thriller claustrofobico, dallo slasher all'horror incentrato sui mostri, vanta unicità in ogni fotogramma: pochi set sono stati e saranno terrificanti come gli asettici corridoi della USCSS Nostromo, poche scene sorprendenti come quella dell'"Ultima Cena" e soprattutto pochi design iconici come quello ideato dall'artista svizzero Hans Ruedi Giger. Sarà anche vero che nello spazio nessuno può sentirti urlare, ma i vostri vicini di casa non saranno così fortunati.

HALLOWEEN, di John Carpenter (1978)

Nel 1978 John Carpenter con Halloween avrebbe cambiato per sempre il cinema horror, con una formula perfetta che miscelava una colonna sonora inquietante e una regia enigmatica a sottotesti psicosessuali potentissimi: nel raccontare la storia di un serial killer e dell'adolescente destinata a sopravvivere alla sua follia omicida, Halloween sarebbe diventato l'apripista di un intero filone cinematografico e il suo lascito perdura ancora oggi. Recuperate la nostra recente recensione del film, uscito al cinema questo ottobre in occasione del quarantesimo anniversario.

THE CONJURING, di James Wan (2013)

I famosi investigatori del paranormale Ed e Lorraine Warren diventano i protagonisti romanzati del capolavoro di James Wan, un film che deve moltissimo ai classici del genere e che li ripaga a dovere modernizzando le tecniche da essi inventate per portarle nel ventunesimo secolo.
Grazie alla scelta del regista di rinunciare quasi del tutto agli effetti in CGI e alle prestazioni di tutti i membri del cast, in particolare quelle delle star Patrick Wilson e Vera Farmiga, The Conjuring è stato anche capace di reinventare l'esperienza cinematografica dell'horror, portandola nell'era del franchise e raggiungendo vette commerciali prima di allora impensabili per il genere.

DRACULA DI BRAM STOKER, di Francis Ford Coppola (1992)

Francis Ford Coppola scatena la sessualità che trasudava implicitamente dalle pagine del romanzo di Bram Stoker realizzando un film portentoso e ottundente, fatto di colori sontuosi e immagini evocative. Pochi film nell'era moderna di Hollywood hanno saputo usare in modo così efficace i vari aspetti dell'impianto filmico, dai colori ai costumi, dalle luci agli effetti speciali rigorosamente pratici, e a ventisei anni dall'uscita nelle sale la sensazione è che l'opera sia invecchiata come il migliore dei vini. Per un sostanzioso approfondimento, vi rimandiamo al capitolo della nostra rubrica Everycult dedicato a Dracula di Bram Stoker.

NON APRITE QUELLA PORTA, di Tobe Hooper (1974)

Nel corso della sua carriera sarebbe tornato innumerevoli volte all'horror Tobe Hooper, e nel 1986 avrebbe perfino realizzato un sequel del suo capolavoro Non Aprite Quella Porta, ma è con l'originale del 1974 che ha cambiato per sempre la storia del cinema.
Gli anni '70 hanno caratterizzato una frattura nel cinema horror che c'era stato prima e quello che sarebbe venuto dopo, e sicuramente Hooper con la sua casa degli orrori del Texas è stato il primo a inaugurare questo movimento di rivisitazione stilistica: lo ha fatto senza il minimo senso della delicatezza, usando una motosega, i cannibali e un criminale col volto coperto da una maschera fatta di pelle umana.
Rozzo, violentissimo, disturbante e sudaticcio, grazie agli afosi panorami western che avrebbero fatto la fortuna di tantissimi altri epigoni.

SHINING, di Stanley Kubrick (1980)

Dal caldissimo Texas di Non Aprite Quella Porta andiamo direttamente sui picchi innevati del Colorado, lasciandoci alle spalle la baracca fatiscente della famiglia Sawyer per vagare negli spettrali ed eleganti corridoi tortuosi dell'Overlook Hotel. Un po' come il male è insito in Michael Myers fin dall'inizio dell'Halloween di Carpenter, Stanley Kubrick infonde nel Jack Torrance di Jack Nicholson una follia sibilante già dalla prima inquadratura, mettendo in dubbio la sua identità: "Jack Torrance?", si presenterà nella scena del colloquio di lavoro, con quella strana e affascinante inflessione da punto di domanda che rimanderà all'enigmatica fotografia incorniciata del finale.
In una trasognata logica onirica frutto della regia di Kubrick, Shining suggerisce come le peggiori paure che si possano immaginare non abbiano nulla a che vedere col paranormale, ma fuoriescono dalla follia della mente umana.
L'unico modo per sopravvivergli è l'istinto, quel terrore che prude nella pancia e che non mente mai: se ti dice che tuo marito cercherà di uccidere te e tuo figlio, allora probabilmente è così.

IT FOLLOWS, di David Robert Mitchell (2014)

Partendo dall'impianto cinematografico di Carpenter e dallo slasher, David Robert Mitchell palesa le pulsioni sessuali del sottogenere horror e racconta una favola nerissima sul passaggio fra adolescenza ed età adulta, sul senso di inadeguatezza e paranoia che caratterizza quei delicatissimi anni, imbastendo contemporaneamente una potente allegoria sulle ansie delle malattie sessualmente trasmissibili.
Che cos'è il mostro senza nome che insegue i protagonisti del film? Un virus? La paura di diventare grandi? Il destino? Non è dato saperlo. L'unica cosa certa è che il suggestivo e contemplativo storytelling di Mitchell ci cala lentamente in atmosfere oniriche da incubo, mentre la spettrale e metallica colonna sonora di Disasterpeace ci avvolge e ci insegue ben oltre dopo i titoli di coda.

L'ESORCISTA, di William Friedkin (1973)


Nonostante sia trascorsa la bellezza di quasi mezzo secolo dalla sua prima uscita nelle sale, L'Esorcista di William Fridkin rimane uno dei film più spaventosi mai realizzati. La ragione è semplice: indipendentemente dalla vostra fede, la pellicola trasuda un disagio primigenio nel mettere in scena il contrasto tra l'innocenza della bambina protagonista e la malvagità del demone che possiede la sua anima.
La performance della dodicenne Linda Blair nei panni di Regan, nell'iconica scena in cui la sua testa si contorce e vomita fra risate inquietanti e blasfema volgarità, chiarisce che non c'è nulla di immacolato nel mondo, che qualsiasi cosa - perfino la più pura - può essere irrimediabilmente corrotta.
Friedkin, che aveva iniziato la sua carriera agli antipodi rispetto all'horror (col musical Good Times, pensate un po') e che veniva dal suo altro capolavoro, il noir Il Braccio Violento della Legge, si approccia al romanzo di William Peter Blatty con la stessa raffinatezza sfoggiata nei film precedenti. Forse nessun altro film ha saputo scavare così a fondo nel vero significato di terrore.

LASCIAMI ENTRARE, di Thomas Alfredson (2008)

Nello stesso anno in cui il cinema mainstream faceva la conoscenza dei vampiri emo, zuccherosi e luccicanti di Twilight, dalla Svezia arrivava uno dei migliori horror mai realizzati, con un approccio particolarmente originale proprio sul vampirismo.
In Lasciami Entrare il regista Tomas Alfredson non sembra quasi mai davvero interessato alle convenzioni del genere, manipolando le tematiche del cinema dell'orrore per raccontare la storia intima e drammatica di un dodicenne vittima di bullismo e della bambina-vampira destinata a diventare la sua migliore amica.
La fotografia di Hoyt Van Hoytema crea un'oscurità fredda e glaciale, riempiendola di un'atmosfera da favola nera fatta di neve e foschia, in cui si percepisce una presenza costantemente in agguato.

LA COSA, di John Carpenter (1982)

Il senso di paranoia, paura, isolamento e sfiducia nei confronti del prossimo che John Carpenter crea ne La Cosa vibra a un livello di intensità che pochi altri film e cineasti possono affermare di aver raggiunto nel corso della storia del cinema.
Ispirato a La Cosa Di Un Altro Mondo di Howard Hawks, opera che Carpenter ha sempre ammirato tanto da citarla in una celebre scena di Halloween, il film con Kurt Russell ti afferra alla gola e si insinua dentro di te, contagiandoti con un senso di disagio, nevrosi e disgusto dai titoli di testa a quelli di coda.
La produzione vanta un gusto per l'effetto pratico e un design che hanno fatto scuola, e che nel corso degli anni sono stati irraggiungibili per i tanti successivi imitatori.

BONUS: HILL HOUSE, di Mike Flanagan (2018)

L'anno scorso la celebre rivista francese Cahiers Du Cinéma ha nominato la terza stagione di Twin Peaks fra i migliori dieci film dell'anno, quindi nella lista dei migliori horror da guardare ad Halloween non potevamo esimerci dall'infilare anche Hill House, la nuova serie in dieci puntate scritta e diretta da Mike Flanagan.
Basata sul celebre romanzo gotico del 1959 L'incubo di Hill House, della scrittrice statunitense Shirley Jackson, Hill House è il miglior tipo di horror possibile, quello che racconta una storia in grado di trascendere il genere, che funzionerebbe anche in un altro tipo di prodotto.
Insieme a Godless, Daredevil, The Crown e Mindhunter è senza dubbio la più riuscita serie che Netflix abbia mai realizzato, per giunta arricchita dalla visione unitaria di Mike Flanagan, che descrive una parabola terrificante da horror puro mentre restituisce emozioni tipiche del dramma più caldo.

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