I guerrieri della notte: la scena iniziale del cult di Walter Hill

I primi minuti de I guerrieri della notte ci presentano in breve tempo i numerosi personaggi principali, dando inizio alla storia. Vediamo come.

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Spesso il termine cult viene usato per indicare un'opera che, anche senza aver ottenuto uno straordinario successo economico, ha saputo superare indenne lo scorrere del tempo grazie a una nutrita schiera di sostenitori, un po' come successo a Slevin - Patto criminale.
Nel caso de I guerrieri della notte diretto da Walter Hill, il successo di pubblico è stato da subito molto alto ma, al tempo stesso, la pellicola è riuscita comunque a mantenere la sua aura tanto underground quanto borderline, diventando di fatto un vero e proprio cult generazionale capace di ottenere i consensi da un'enorme fascia di pubblico.
In questo speciale proveremo ad analizzare la sequenza iniziale del film, capace, con pochi quanto semplici elementi, di risultare da subito molto interessante.

Giochi di guerra

È notte. Una ruota panoramica attorniata da varie luci fucsia riempie metà dell'inquadratura mentre tutt'intorno vige l'oscurità.
Il tema musicale che accompagna la sequenza visiva sale via via d'intensità mentre compare su schermo il titolo del film; contemporaneamente, sullo sfondo, vediamo avvicinarsi a noi la metropolitana cittadina.
In seguito, un uomo inizia a fornire alcuni dettagli su quello che di lì a poco diventerà l'obiettivo dei protagonisti, cioè raggiungere uno specifico luogo della città per volere di Cyrus, un leader carismatico che sembra essere benvoluto da tutti e che vuole organizzare una tregua tra le numerose bande presenti a New York ai danni della polizia.
Il momento in cui vediamo i vari guerrieri entrare nella metropolitana segna di fatto l'inizio della loro avventura, incentivato dal repentino chiudersi delle porte e dalla ripartenza del mezzo di trasporto.
I protagonisti iniziano poi a parlare tra loro, intervallati da spezzoni in cui la metropolitana prosegue nella sua implacabile corsa verso il punto di raduno collettivo.

Mentre il tema musicale aumenta sempre più d'intensità, ci vengono anche mostrate le numerose gang che hanno accolto la richiesta di Cyrus, dando così allo spettatore l'idea della portata enorme di quello che in realtà sta avvenendo.
La scelta di mostrare da subito il mondo criminale della città, estromettendo quasi del tutto qualsiasi civile dalle scene, non può che incentivare la natura borderline dell'intera opera, incentrata appunto su un sottobosco fuorilegge in parte nascosto ma comunque legato indissolubilmente alla metropoli.

Le bande ci vengono presentate attraverso i loro esponenti di punta (rigorosamente disarmati per non creare potenziali disastri durante il tragitto di andata così come al raduno stesso) tramite una visione quasi fumettistica della messa in scena, con i vari criminali vestiti in maniera uguale - spesso in modo tanto iconico quanto appariscente - senza disdegnare in alcuni casi addirittura la pittura facciale.
I primi minuti del film assumono quindi la valenza di una vera e propria adunanza, donando da subito all'intera sequenza un'impronta a tratti epica.
L'idea stessa del raduno, venuta in mente al capo banda più influente di tutti, riesce infatti in poco tempo a farci capire l'enorme carisma posseduto dallo stesso, in grado, fondamentalmente, di rendere possibile l'impossibile.
Tutti i criminali delle bande vengono presentati allo spettatore attraverso un mood spavaldo e per certi versi scanzonato, dove nessuno sembra avere il potere di contrastarli.
Dai guerrieri mostrati a parlare del più e del meno in un vagone della metro deserto fino agli altri membri delle bande assolutamente a loro agio nell'attraversare la città per sentire quello che ha da dire Cyrus, tutto assume la valenza di un grande gioco di ruolo dove ogni pedina inizia a prendere posizione, in attesa di un possibile evento catalizzatore capace di sovvertire la situazione di calma apparente.

Tutti devono sapere

La metropolitana continua ad avanzare, mentre lo spettatore viene reso ancora più partecipe degli eventi che si susseguono senza sosta.
A colpire è anche il grande numero di giovani presenti in scena, particolare capace di rimarcare la voglia degli autori di puntare molto sul concetto di rivalsa e autodeterminazione giovanile, seppur contestualizzata in ambito criminale.
Il capo dei guerrieri, nel momento in cui chiede a un membro della sua squadra di portarsi dietro una bomboletta spray, incarna uno spirito fortemente autoritario, necessario per tenere a bada tanto gli avversari quanto i suoi stessi compagni.

L'intenzione quindi di voler marcare a tutti i costi il territorio con uno specifico simbolo, seppur sia un episodio che ci viene solo narrato attraverso una semplice frase (senza farcelo in realtà vedere), riesce comunque senza problemi a racchiudere il concetto (legato alla cultura suburbana) di lotta del territorio su cui il film in larga parte si basa.
Nonostante questa grande serietà di fondo, ci vengono comunque mostrati anche i numerosi personaggi scherzare tra loro all'interno della metropolitana, prendendosi in giro in maniera del tutto naturale, andando ancora una volta a rimarcare i concetti di disillusione e sfrontatezza giovanili, in grado di trattare anche il più serioso degli incarichi come un semplice gioco di poco conto.

Ed è proprio con i brevi dialoghi tra i vari protagonisti che (seppur il film sia iniziato da pochissimo) riusciamo a farci un'idea specifica dei loro caratteri.
Dalla ricerca di un proprio posto nel mondo alla volontà di vivere la vita al massimo senza curarsi di nessuna conseguenza, ogni guerriero in campo fa sostanzialmente parte - con la sua unicità - di una famiglia più grande e stratificata.
Fin dai primi minuti viene così presentato allo spettatore un gruppo coeso, che si muove e agisce in maniera a tratti analoga (o speculare) a tutte le altre bande criminali della città, pronto a iniziare forse la sfida più impegnativa di sempre.
La stessa figura del capobanda Cyrus assume via via un'importanza sempre più grande, arrivando quasi a diventare non più un semplice uomo quanto un vero e proprio simbolo a tratti divino.
Ipotesi poi confermata dalla stessa panoramica atta a mostrarci l'incredibile numero di bande che ha deciso di aderire alla sua chiamata, a testimonianza della grande influenza del personaggio, la cui dipartita all'inizio della pellicola dà il via alla vicenda.

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