I fratelli Vanzina portano il sole di Napoli a Roma, fra tesori e tradizioni

Abbiamo incontrato a Roma Carlo ed Enrico Vanzina, che con Caccia al Tesoro omaggiano Napoli e la sua inarrivabile bellezza.

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Questa mattina Roma si è svegliata nel caos, almeno più del solito. Fra tassisti con le braccia conserte, scioperi, ritardi, treni soppressi e gente furiosa, l'aria sulla capitale non era proprio fra le migliori da respirare. A portare un po' di serenità e leggerezza ci hanno pensato Carlo ed Enrico Vanzina, che al Cinema Adriano hanno mostrato alla stampa la loro ultima fatica, Caccia al Tesoro. Se fino a qualche anno fa con l'avvicinarsi del Natale le commedie italiane si ammantavano di neve, di alberi addobbati e regali incartati, oggi le cose sono molto cambiate, quest'ultimo lavoro dei Vanzina è impregnato di sole, energia positiva, sabbia e tanta speranza. Tutti elementi importati con forza e dedizione da Napoli, una perla troppo spesso bistrattata e dipinta come oscura dai media, dalla TV e dallo stesso cinema. "Napoli viene spesso raccontata a senso unico, soprattutto negli ultimi anni. Si parla solo di camorra, di droga, rapine e omicidi, invece noi volevamo pescare nella tradizione più profonda, raccontare una città solare, positiva, fare un omaggio a cuore aperto. Pensate a due romani doc che scrivono una lettera d'amore a Napoli, una città gentile nonostante quel che si dica in giro, dove la furbizia si mescola con la disperazione. Un amore inconscio per noi, già nostro padre aveva un grande legame con Napoli e con i suoi attori, è una cosa che sentiamo dentro" ha spiegato il saggio Enrico Vanzina.

Tempi comici

Una tradizione che i due registi hanno portato avanti con grazia, soprattutto a leggere il cast di Caccia al Tesoro: ai primi posti troviamo infatti Vincenzo Salemme e Carlo Buccirosso, attori di sangue che più campano non si può. "Abbiamo pensato subito a loro scrivendo la sceneggiatura, avevamo già lavorato con loro e ci eravamo divertiti, si lavora davvero bene con loro. Sono dei professionisti che arricchiscono il tuo lavoro, hanno sempre nuove idee per migliorare la sceneggiatura, sono dei novelli Totò e Peppino, hanno dei tempi comici straordinari. Con loro non solo ti prepari prima di girare, con carta e penna in mano, inventi anche sul set mentre si gira". A vedere tutto il cast riunito in effetti si respira un'aria di pace e tranquillità anche fuori dal set, cosa non sempre scontata. "Con Carlo Vanzina si parla un linguaggio sicuro, diretto, è un grande professionista e un uomo di cinema come ormai ce ne sono pochi. Ti trasmette serenità, sul set ti senti libero anche di proporre tue idee" ha detto Vincenzo Salemme, "Quando un regista ti mette ansia o ti trasmette dei dubbi, lavori male". Chi sicuramente non trasmette alcuna ansia, anzi semmai è il contrario, è Max Tortora, disturbatore di professione e romano doc: "Con Max è il quarto film che giriamo insieme, ha un talento spropositato e neppure se ne rende conto. È una sicurezza, pensiamo sempre a lui ormai a ogni nuovo lavoro. Poi nelle pause di lavorazione ti fa morire dal ridere" ha raccontato Carlo Vanzina. "Inventa sempre nuovi personaggi o si affida ai suoi cavalli di battaglia come Luciano Rispoli, Alberto Sordi, Ennio Morricone, se inizia a farti ridere non la smette più. Se lavori con lui, ti diverti."


Una sola passione

Certo raccontare Napoli senza parlare neppure un istante di calcio è pressoché impossibile, si tratta pur sempre di una passione viscerale di tutti i napoletani, nessuno escluso. Nella breve parentesi in cui il film si sposta in Piemonte, si parla anche del Torino e della Juventus, del "traditore" Higuain, detto comunque con amore e affetto. "Noi amiamo il calcio alla follia, chi conosce la nostra filmografia lo sa bene. Quando ne abbiamo l'occasione ne parliamo sempre. Caccia al Tesoro è una favola ambientata ai giorni nostri e il caso Higuain è fondamentale per tenere attaccato il film alla realtà. Spesso le nostre commedie sono surreali, ma sono costantemente legate a doppio filo con l'attualità, altrimenti non faremmo più nulla." A proposito di realtà, dopo lo scandalo Weinstein non si parla d'altro se non di molestie, negli USA come in Italia: "È una questione spinosa di cui si fa fatica a parlare, siamo ancora scioccati dal caso Kevin Spacey ad esempio. Possiamo dire soltanto una cosa, la vita privata di una persona è una cosa, la professione è un'altra. Possono anche cancellare il nome di Kevin Spacey dai prodotti che ha girato ultimamente, possono ritirargli i premi, ma resterà comunque un grande attore e la storia gli renderà merito. Penso che valga per tutti. Poi per il resto esistono i tribunali, non i media", un pensiero condiviso dai fratelli Vanzina come dal cast al completo. Qualcosa ad appesantire l'aria arriva sempre insomma, per fortuna ci resta il cinema e la commedia all'italiana.

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