I Fantastici 4 e il probabile reboot in casa MCU: considerazioni e speranze

Ormai che l'accordo Disney-Fox pare cosa certa, si può tornare a parlare di una delle proprietà più importanti in transito tra le due società.

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Le certezze, allo scoccare del 2018, nell'accordo Disney-Fox erano molte: un affare da 52.40 miliardi di dollari, più l'accollo dei debiti, avrebbe trasferito gran parte degli asset della società di Rupert Murdoch in mano alla Casa di Topolino, in una fusione tra le più gigantesche nel mondo dell'entertainment. Poi i rumor, l'intensificarsi delle voci su un rientro in gioco di Comcast e infine il rilancio a 65 miliardi, subito messo all'angolo dalla controfferta (probabilmente decisiva) di Bob Iger, che ha messo sul tavolo 71,3 miliardi di dollari.
Ci sono molte proprietà importanti all'interno dell'accordo, su tutte sicuramente Sky, ma ai Marvel Studios e ai fan della compagnia di Kevin Feige ne interessano essenzialmente due: gli X-Men e i Fantastici 4. Mentre per i primi sono però in sviluppo molti film, da Dark Phoenix a X-Force fino a New Mutants e Gambit, per il quartetto di supereroi più famoso al mondo i progetti sono più incerti, anche se la finalizzazione dell'affair Fox dovrebbe sicuramente riportare il gruppo nelle fila del MCU, in un reboot totale di un franchise cinematografico purtroppo sfortunato.

Il ritorno dei 4

Dai film di Tim Story al pessimo e travagliato rilancio affidato alle mani di Josh Trank, il quartetto non ha mai raggiunto il successo sperato, soprattutto per palesi problemi di scrittura e sviluppo narrativo. Il film di Trank poi è un disastro su tutti fronti, pensato, strutturato e rimodellato sempre e comunque male, tanto che è costato al regista anni di carriera (e ora lo ha persino tolto dal suo curriculum).
Insomma, i Fantastici 4 hanno bisogno di un ritorno adeguato alla loro fenomenale e significativa storia editoriale, che al momento li vede protagonisti di una nuova serie a loro dedicata, i cui disegni sono firmati dalla nostra Sara Pichelli, uno dei talenti del fumetto italiano più attivi e incisivi all'estero. E dato che di reboot si deve parlare, allora punto di partenza, anche facilitato, potrebbe proprio essere la nuova collana scritta da Dan Slott. Essenziale però un punto: la storia che verrà raccontata in un probabile reboot del franchise non dovrà essere assolutamente dedicata alle origini del gruppo, perché già mostrate nei titoli precedenti. È difficile presentare ben quattro super di una certa rilevanza senza un'introduzione ai loro poteri, ma la Marvel è già riuscita a sorprenderci più del dovuto con Spider-Man: Homecoming e Black Panther, che hanno saputo narrare le origini dei super senza per questo tornare a percorre strade già battute, cosa che a quanto pare accadrà anche con il prossimo Captain Marvel.
Bob Iger è comunque certo del ritorno della proprietà tra le salde mani dei Marvel Studios, e anche diversi altri nomi si sono già detti interessati a prendere parte al rilancio cinematografico dei Fantastici 4. Il regista di Ant-Man and the Wasp, Peyton Reed, ha ad esempio espresso grande passione e curiosità per il progetto, prenotandosi per prenderne in mano le redini. Con una storia incredibile in mano, forse, questo sarebbe anche possibile, ma Reed è un cineasta troppo legato a una certa cifra stilistica commediata per essere adatto ai 4 supereroi, anche se ha già dimostrato grandi capacità registiche e di visione d'insieme con i suoi precedenti film. Forse, sarebbe più papabile un nome che non ha già preso parte all'Universo Cinematografico Marvel, un novizio però preparato, che sappia coniugare profondità narrativa e ironia in un film che non può assolutamente sbagliare.

E a prenotarsi insieme a Reed per il progetto è arrivato in queste ultime settimane anche John Krasinski, che vorrebbe vestire i panni del nuovo Mr. Fantastic. Ricordiamo che Krasinski era stato opzionato in passato dalla Marvel come papabile Captain America, ruolo poi affidato a Chris Evans, ma l'attore si dice "ancora interessato a diventare un supereroe". Quale migliore occasione, allora, per rimettersi in gioco in ambito cinecomic se non questa? Contando anche un physique-du-role adeguato c'è da dire che l'interprete -con qualche ritocchino- sarebbe davvero perfetto. E perché no, visto il suo straordinario debutto dietro la macchina da presa con A Quiet Place, anche considerarlo come regista non sarebbe del tutto sbagliato.

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