I Fantastici 4 al cinema: cos'è andato storto su grande schermo?

I Fantastici 4, nonostante siano alcuni dei supereroi Marvel più amati, non sono stati molto fortunati in fatto di trasposizioni cinematografiche.

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Anche se negli ultimi due decenni i fan dei supereroi sono riusciti a sbizzarrirsi in ogni modo possibile nel vedere i loro beniamini trasposti su grande schermo, esiste una ferita ancora aperta che, per il momento, non è riuscita a rimarginarsi del tutto: una ferita chiamata Fantastici 4.
Purtroppo, il quartetto più famoso di Casa Marvel non è riuscito a imprimersi come avrebbe dovuto in ambito cinematografico, particolare che ha portato lo stesso franchise, dopo due film davvero poco riusciti, a ripartire tramite un mood più dark e realistico, con risultati decisamente deludenti.
Dopo aver confrontato le varie versioni cinematografiche di Spider-Man, Hulk e Ghost Rider, possiamo ora addentrarci all'interno delle trasposizioni filmiche dei Fantastici 4: pronti?

I Fantastici Quattro di Tim Story

Nonostante il fantastico quartetto sia di fatto uno dei supergruppi più amati di casa Marvel, il primo film di Tim Story non ha evidentemente preso troppo a cuore la questione, presentandoci di fatto quattro personaggi (cinque, se contiamo anche il villain principale) caratterizzati forse in un modo un po' blando e privi di profondità.
Il primo film dei Fantastici 4 sbarcato al cinema (visto che il live action del 1994 diretto da Oley Sassone non è stato mai distribuito in sala) risulta a conti fatti un piccolo disastro.
Con il passare del tempo infatti l'opera non è stata rivalutata in modo positivo da nessuno e, almeno fino ad ora, non ha dato vita a un club sotterraneo di appassionati capaci di ridare linfa vitale al film.
I vari Reed Richards, Sue e Johnny Storm, Ben Grimm e Victor Von Doom, rispettivamente interpretati da Ioan Gruffud, Jessica Alba, Chris Evans, Michael Chiklis e Julian McMahon, risultano personaggi esageratamente stereotipati, a tratti macchiettistici e incapaci di uscire dai binari della prevedibilità, regalando allo spettatore un numero di scene e situazioni talvolta esageratamente infantili.

Uno dei problemi più grandi del film è infatti quello di non riuscire a puntare su un pathos emozionale soddisfacente, avanzando a tratti per inerzia e dilatando oltretutto in modo eccessivo i tempi.
La scelta di puntare sul concetto di origin story, di fatto azzeccata e capace di presentare al grande pubblico le vicende che hanno portato alla nascita dei supereroi, risulta però a conti fatti l'unico collante narrativo del film che, dopo la seconda metà, non riesce a fornire più nessuno spunto davvero interessante per andare avanti.
Le stesse scene d'azione compaiono per pochi secondi (particolare non da poco visto che si tratta di un blockbuster), puntando solo su alcuni brevi momenti spettacolari - su tutti la sequenza finale con protagonista la Torcia Umana - seguiti da una risoluzione del combattimento con il Dottor Destino semplicemente deludente.

La prima opera con protagonisti i Fantastici 4 risulta un film legato eccessivamente al tema dell'infantilismo, incapace di puntare su una narrazione matura e purtroppo eccessivamente restia nel mostrare scene action di ampio respiro.
Lo stesso villain principale, uno tra i più pericolosi e carismatici supercriminali dell'universo Marvel, viene descritto quasi come una semplice macchietta piuttosto che come un terribile avversario, particolare in grado di affossare in maniera definitiva un film con davvero poche frecce al proprio arco.

Con I Fantastici 4 e Silver Surfer, sequel diretto del primo film arrivato nelle sale nel 2007, purtroppo il regista non è riuscito a cambiare rotta, mettendo in scena su grande schermo uno degli archi narrativi più famosi del quartetto (cioè quello dell'imminente arrivo di Galactus sulla Terra guidato dal suo araldo Silver Surfer) con risultati purtroppo ancora una volta deludenti.
Nonostante qualche buona trovata visiva - come l'abilità di Silver Surfer di passare attraverso gli oggetti - il film, esattamente come in passato, non riesce a puntare pienamente su un registro epico e solenne, rendendo la stessa minaccia di Galactus un qualcosa di poco conto, che si risolve in maniera abbastanza semplice negli ultimi minuti di film.

Allo stesso modo tutti i personaggi (a eccezione forse proprio dell'araldo di Galactus) risultano eccessivamente piatti e scontati, incapaci di suscitare alcun tipo di empatia con lo spettatore.
Peccato anche per la gestione dei villain, dal già citato Galactus - rappresentato oltretutto nell'ormai amata/odiata versione gassosa - al Dottor Destino, davvero poco in linea con la sua controparte fumettistica.

I Fantastici Quattro di Josh Trank

In maniera analoga a quanto avvenuto con il sequel di Ghost Rider, il reboot dei Fantastici 4 ha lasciato per un attimo sognare tutti i fan del supergruppo di vedere finalmente trasposto su grande schermo un adattamento perlomeno accettabile dei vari personaggi.
L'opera, per certi versi simile alla struttura vista nel primo film di Tim Story, si è dimostrata a conti fatti un vero e proprio disastro contenutistico, figlio anche di una ricerca spasmodica di un'estetica eccessivamente ancorata a un mood tanto dark quanto realistico (che ha colpito per certi versi anche gli Amazing Spider-Man di Webb) totalmente inadatta a mettere in scena la famiglia più famosa di casa Marvel.
Nonostante una prima parte non così malvagia, quando l'opera si decide finalmente a mostrare i muscoli lo spettatore non può far altro che entrare in un'enorme zona grigia dove sembra possa succedere davvero di tutto, quando in realtà non accade assolutamente nulla.

Il film, minato alle fondamenta dagli screzi fra Trank e la produzione, risulta purtroppo un prodotto incapace di mostrare il reale potenziale dei supereroi protagonisti, anche per via dell'infelice scelta di puntare al minimo su sequenze action di ampio respiro, propendendo invece per incentrare l'intera opera su un numero cospicuo di dialoghi all'interno di una singola location, cioè quella del laboratorio.

Gli stessi poteri dei supereroi vengono gestiti in modo insensato, almeno a tratti, quasi come se si facesse fatica a mostrare le doti superumane dei protagonisti.
L'unica cosa che poteva salvare davvero il film era in realtà una lunga ed esaustiva sequenza finale ambientata nella Zona Negativa, espediente che avrebbe potuto tranquillamente essere usato per strizzare l'occhio ai fan mostrando nemici mai comparsi prima al cinema (come ad esempio Annihilus) senza puntare nuovamente sull'ormai abusato Dottor Destino che è comparso praticamente in ogni film a loro dedicato.
L'opera risulta così più vicina a un semplice incipit che a un film vero e proprio, particolare che ha infatti portato la stessa casa di produzione a stoppare qualsiasi sequel in attesa di vedere come gli stessi Marvel Studios, ora rientrati in possesso dei diritti dei personaggi, riusciranno a mettere in scena il quartetto supereroistico più famoso di sempre.

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