I Crimini di Grindelwald e un box office non così fantastico

A due settimane dall'uscita nelle sale di Animali Fantastici - I Crimini di Grindelwald, l'andamento al box office resta fin troppo statico.

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Vista l'attesa generata nel corso dei due anni di produzione, soprattutto dopo il successo del primo capitolo, ci si aspettava molto di più da Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald. Abbiamo già avuto modo di sottolineare quanto le aspettative relative alla storia e allo sviluppo della trama non siano state neanche lontanamente mantenute, né per quanto concerne il parere della critica, né per il pubblico, che infatti sta accorrendo sempre meno numeroso in sala.
Il problema, per la Warner, si presenta proprio con il pubblico, da sempre considerato il critico numero 1 per l'andamento del business, perché il box office di questo secondo film è nettamente in calo rispetto ad Animali Fantastici e dove trovarli.
Dietro a questa decrescita degli incassi si nascondono al contempo elementi fisiologici legati a un franchise di questo calibro e altri invece che interessano l'aspetto puramente qualitativo, che a sua volta va a inficiare il tanto agognato passaparola. Al momento il film è in una situazione di rientro dei costi - più o meno -, ma è già possibile intuire che i ricavi reali provenienti dall'uscita nelle sale - senza merchandising, per intenderci - saranno decisamente inferiori a quelli del primo capitolo.

Numeri, non magia

Dateci degli aridi di cuore, dei babbani estremisti o dei burberi disincantati e dall'anima di ghiaccio, ma a volte fa bene parlare solo di numeri. Ci danno un quadro preciso dell'andamento di un franchise, con possibilità di comprendere sulla lunga distanza le conseguenze relative a un visibile calo di interesse, proprio come nel caso della saga dedicato al magizoologo Newt Scamander. Partiamo allora dall'opening weekend, che per I Crimini di Grindelwald è stato di 62 milioni di dollari, esattamente 12 milioni in meno rispetto a E dove trovarli. Il dato di per sé non era molto promettente, soprattutto se si andava a guardare il numero delle copie in circolazione, aumentato rispetto a due anni fa, anche alla luce di un incremento del budget pari a 20 milioni di dollari. Il periodo d'uscita, tra l'altro, era lo stesso identico del primo film.

Dietro al calo c'è ovviamente da considerare tutta quella fetta di pubblico che non ha apprezzato il primo Animali Fantastici e che ha deciso di non dare una seconda possibilità alla saga, scegliendo di non vederlo in sala. Come spiegavamo, questo è un elemento fisiologico da tenere sempre in considerazione, ma il fattore in questo caso è stato coadiuvato negativamente già giorni prima della release cinematografica, da recensioni generalmente negative (56% di score su Rotten.) e successivamente da un mancato passaparola pro-visione. Da qui, l'andamento statico al box office, non soltanto americano, ma mondiale.
Il secondo weekend ha infatti registrato un calo di spettatori e quindi di incassi del 52.7%, già superiore dopo soli sette giorni al valore medio percentuale. Paragonato a E dove trovarli, l'aumento del drop nel secondo weekend è stato superiore di circa il 13%, cifra rimasta tendenzialmente statica nell'appena trascorso terzo weekend di programmazione.
Sempre in termini percentuali, comunque, l'andamento internazionale sembra leggermente superiore a quello del primo film (71.2% contro il 74.1%), ma in casa si registra comunque un ulteriore calo del 3%.
Tradotto in termini più semplici, gli incassi di Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwad si aggirano - dopo tre weekend nelle sale di tutto il mondo - intorno ai 520 milioni di dollari, suddivisi in 134 in patria e 385 worldwide. Il prossimo weekend - il quarto - sarà decisivo per superare almeno la soglia dei 600 milioni nel mondo, obiettivo che permetterebbe alla Warner di registrare introiti almeno superiori a circa 100 milioni di dollari. È comunque quasi certo che I Crimini di Grindelwald non si avvicinerà neppure agli 815 milioni incassati da E dove trovarli, visto che al massimo potrebbe chiudere la sua corsa intorno ai 700 - 720 milioni - e sarebbe già tanto.
Nel frattempo è già in sviluppo il sequel, che dovrebbe uscire nel novembre del 2020. Non è chiaro se J.K. Rowling o la produzione terranno conto o meno del feedback dei fan più affezionati o dei dati in calo rispetto al primo film, anche se è lecito aspettarsi delle conseguenze, in termini produttivi e - speriamo - qualitativi.

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