I 5 migliori horror usciti al cinema nel 2018

Andiamo a scoprire alcuni dei film horror più interessanti usciti in questi ultimi dodici mesi, da Halloween a Hereditary.

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Il 2018 è stato un anno ricco di soddisfazioni per gli amanti del cinema horror, con l'uscita nelle sale italiane di tanti titoli attesi, siano questi riproposizioni di classici franchise che produzioni del tutto originali. Per la consueta top 5 tematica dei dodici mesi appena trascorsi, abbiamo selezionato una manciata di film che hanno suscitato ampio interesse nel pubblico di appassionati al momento della loro effettiva distribuzione.
Passiamo così dal ritorno di Michael Myers nel nuovo capitolo della storica saga di Halloween, con l'iconica "scream queen" Jamie Lee Curtis, alle contaminazioni sci-fi del sorprendente A quiet place - Un posto tranquillo, dalle atmosfere malate e angoscianti di Hereditary a quelle del thriller psicologico di Unsane, progetto di Steven Soderbergh girato con un iPhone.
Concludiamo con una pellicola che ha da poco visto la luce delle sale nostrane, La casa delle bambole - Ghostland, firmata dal regista di culto Pascal Laugier, già autore dello scioccante Martyrs (2008).

A quiet place - Un posto tranquillo

In un prossimo futuro, la Terra è stata luogo di eventi inspiegabili, dopo l'invasione da parte di una razza aliena molto sensibile all'udito. Ottantanove giorni da allora, la famiglia Abbott (padre, madre e tre figli, due maschi e una femmina) si ritrova costretta a vivere nel silenzio più assoluto in una fattoria immersa tra i boschi per sfuggire al misterioso nemico.
Tutto procede "normalmente" fino a quando una partita al Monopoli cambia le sorti dei protagonisti, con il nucleo intento a lottare per sopravvivere contro una minaccia capace di cogliere ogni minimo rumore.
Per questo motivo il dialogo è sostanzialmente ridotto al minimo, in quanto il silenzio diventa sinonimo di sopravvivenza. La terza prova da regista di John Krasinski, anche protagonista insieme alla moglie Emily Blunt, segue la scia dell'horror/sci-fi post-apocalittico sfruttando l'interessante particolarità narrativa del silenzio assoluto, necessario a evitare che le forze aliene mettano a rischio l'incolumità dei personaggi, offrendo suspense ed emozioni in serie in una delle vere e proprie sorprese dell'anno.

Halloween

Laurie Strode è ora una nonna che si sta allenando da molto tempo in attesa del ritorno di Michael Myers. Dopo che lo psicopatico riesce a scappare dal manicomio nel quale è rinchiuso, Laurie fa tutto il possibile per proteggere la sua famiglia e uccidere Myers una volta per tutte.
Avallato da John Carpenter, che si è occupato in prima persona della colonna sonora, il nuovo film della leggendaria saga horror è un sequel diretto dell'originale del 1978, che ignora i nove seguiti realizzati negli scorsi anni. Jamie Lee Curtis veste ancora una volta i panni dell'iconico personaggio di Laurie Strode, diretta da David Gordon Green (Joe, Prince Avalanche) su una sceneggiatura firmata dallo stesso regista con Danny McBride.
Omaggiando l'iconico passato di una saga che, dopo lo storico primo capitolo, ha vissuto di corrente alternata, questo nuovo Halloween cerca di aggiornare il villain al cinema horror moderno, con tanto di numerosi jump-scare nel corso della visione e una notevole e inquieta ferocia nell'ultima parte, tra influenze slasher/splatter che faranno la gioia degli appassionati.

Hereditary

Alla morte di Ellen, matriarca della famiglia Graham, la figlia e i suoi familiari iniziano a scoprire verità nascoste e misteriosi e terrificanti segreti legati alla loro discendenza. Scavando sempre più a fondo, i protagonisti comprendono ben presto di avere a che fare con un sinistro destino che sembrano aver ereditato direttamente dagli avi, trovandosi ad affrontare un susseguirsi sempre più spaventoso di eventi ad alto tasso di tensione e terrore.
Prodotto dalla virtuosa A24, uno degli horror più osannati dell'anno, capace di gelare il sangue in più occasioni anche grazie all'efficace cast (Toni Collette e Gabriel Byrne su tutti).
Una messa in scena d'autore applicata alle regole non scritte dell'horror d'atmosfera, capace di catapultare il pubblico in un incubo inquietante e di tenderlo verso i diversi personaggi in diversi ed ambigui slanci empatici.

Unsane

Un iPhone è bastato a Steven Soderbergh per girare il suo ultimo film, scelta sperimentale e commerciale indubbiamente coraggiosa per quanto non del tutto rivoluzionaria. In Unsane la protagonista Claire Foy viene rinchiusa in un istituto psichiatrico contro la sua volontà e all'interno della struttura di cura si troverà ad affrontare la sua paura più grande, nella fattispecie la presenza di un ossessivo stalker, cercando di capire cosa sia reale e cosa sia invece il prodotto della sua fantasia.
Un horror più psicologico che prettamente di genere, girato in una forma sperimentale capace ad ogni modo di ampliare le atmosfere angosciose del racconto in un vero e proprio crescendo di tensione emotiva, tra colpi di scena e un impianto mystery che svela progressivamente le sue carte.
Il tutto in un'ambientazione che trova nuove sfumature con le scelte di ripresa, per un film che coniuga contenuti e intrattenimento nel migliore dei modi.

La casa delle bambole - Ghostland

Pauline e le due figlie adolescenti, Beth e Vera, ricevono in eredità una vecchia villa. La presenza di cimeli e bambole antiche rende l'atmosfera casalinga tetra e inquietante. Una notte due intrusi penetrano nella casa e prendono in ostaggio le ragazze, mentre la madre lotta disperatamente per proteggerle, riuscendo ad avere la meglio sugli assalitori, ma il trauma di quella notte segna per sempre il loro futuro.
Mentre Beth reagisce e riesce a lasciarsi il passato alle spalle, diventando una scrittrice di successo, Vera è incapace a metabolizzare lo shock e si rinchiude nelle sue paranoie. Sedici anni più tardi Beth riceve una telefonata dalla sorella che le chiede aiuto.
La ragazza ritorna così nella casa delle bambole dove scopre che l'incubo, in realtà, non è ancora finito... Il nuovo film del regista di Martyrs (2008), il francese Pascal Laugier, ci trascina nell'inferno personale vissuto dalle due protagoniste. Un horror "umano" e per questo motivo ancora più inquietante, capace di rivitalizzare il filone dell'home invasion con contaminazioni da ghost-story per una vicenda ricca di fascino, abile nell'intrattenere per tutti i suoi 89 minuti di visione.