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Hulk: la storia di Bruce Banner, scienziato vittima del suo stesso genio

Dopo l'uscita di Thor: Ragnarok, il cinecomic che vede l'Odinson fare squadra con Hulk, ripercorriamo l'evoluzione del ragazzone verde nell'MCU.

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L'Incredibile Hulk è uno dei pochi personaggi che, nell'Universo Cinematografico Marvel, ha subito un re-casting. Interpretato nella prima pellicola degli Studios, datata 2008, da Edward Norton, l'irascibile omone è stato successivamente incarnato da quello che ormai è diventato per tutti l'unico Dottor Robert Bruce Banner possibile: Mark Ruffalo. Voci di corridoio rumoreggiano da sempre la volontà della Marvel, fin da subito, di ingaggiare Ruffalo nel ruolo (anche nella prima pellicola dedicata al Gigante Verde) ma, a causa di problemi di diritti, il film venne co-prodotto dalla Universal Pictures, che ebbe l'ultima parola e decise per Norton. All'epoca l'accordo tra le due case di produzione prevedeva la realizzazione della pellicola in team-up per poi cedere definitivamente (e nuovamente) il personaggio di Hulk a mamma Marvel, che avrebbe potuto utilizzarlo a piacimento e senza restrizioni nel neonato Universo.

Il primo film

Tuttavia, è impossibile parlare del percorso sullo schermo del personaggio senza menzionare il primo film in cui l'abbiamo visto, L'Incredibile Hulk: la sua storia è la seconda, in ordine di tempo, tra quelle narrate nell'MCU ed è arrivata al cinema subito dopo il primo Iron Man, capostipite della Fase 1 dell'Universo di celluloide Marvel. Nel film Bruce Banner (Edward Norton), scienziato esperto di Biochimica, Fisica Nucleare e Raggi Gamma, si sottopone ad una procedura da lui stesso elaborata: ricrea il siero del supersoldato che trasformò Steve Rogers in Captain America ma, invece di completare il procedimento con i Raggi Vita, usa le Radiazioni Gamma e finisce col diventare l'irascibile gigante verde Hulk. Ferisce involontariamente Betty (Liv Tyler) e il padre di lei (William Hurt), dopodiché, resosi conto dell'incidente, Bruce Banner scappa. Lo ritroviamo anni dopo a Rocinha in Brasile, intento a cercare una cura per sopprimere il suo alter ego dalla potenza devastante. Braccato dall'esercito, sotto il comando di un infuriato Generale Ross, Banner si vede costretto a contattare Betty e a tornare a NY per incontrare il Dr. Sterns (Tim Blake Nelson), che gli ha proposto la possibilità di una cura. Nel frattempo però l'uomo migliore del Generale, Emil Blonsky (Tim Roth), a cui viene iniettata una replica sperimentale del siero del supersoldato, dà la caccia a Bruce e diventa, alla fine, l'ancora più mostruoso e terrificante Abominio. La pellicola, pur restando abbastanza fedele alla controparte fumettistica, manca dell'accenno all'origin story di Bruce Banner e, nonostante la Marvel volesse raccontarla, la Universal decise di tagliare quella parte, scatenando l'ira funesta di Edward Norton che, successivamente, non si rese disponibile per Avengers. In ogni caso, e va detto, l'attore non aveva firmato alcun contratto che prevedesse la sua presenza in più di un capitolo.

L'Invasione dei Chitauri

Nel film di Joss Whedon, The Avengers, il gruppo di supereroi che diventeranno i Vendicatori deve essere riunito e "convinto" a collaborare da Nick Fury (Samuel L. Jackson), ideatore del progetto. Quando Bruce Banner viene reclutato da Natasha Romanoff aka Black Widow (Scarlett Johansson), il Dottore si trova in India e non si trasforma in Hulk da quasi un anno. Il personaggio di Banner è torturato, terrorizzato all'idea di trasformarsi nel Gigante e ferire, se non uccidere qualcuno. Tuttavia, dopo la reticenza iniziale, il Dottore segue la Romanoff sull'Helicarrier dello S.H.I.E.L.D. e lega con quelli che poi diventeranno, insieme a lui, gli Avengers. Il Vendicatore con cui Bruce troverà maggiore affinità è Tony Stark (Robert Downey Jr.), non solo per il background simile (a livello di studi), ma anche per via degli "effetti collaterali" che le loro controparti "super" li costringono ad affrontare: Stark sempre in balia del reattore Arc che lo tiene in vita e Banner alla costante mercé dell'incontrollabile Hulk. Sul veicolo volante accade però l'inaspettato: a causa di una serie di eventi concatenati che vedono protagonisti il Tesseract, un Hawkeye (Jeremy Renner) comandato a bacchetta da Loki (Tom Hiddleston), e Thor (Chris Hemsworth), Hulk si sveglia e attacca i sui compagni senza, fortunatamente, creare danni di rilievo alle persone. Sarà durante la battaglia contro i Chitauri, a New York, che l'omone verde potrà scatenare senza paura la sua rabbia incontrollabile.
Steve Rogers: "Dottor Banner, adesso sarebbe davvero un buon momento per arrabbiarsi."
Bruce Banner: "Cap, io sono sempre arrabbiato."

Tra le scene epiche della lotta, senza dubbio c'è quella in cui Hulk sbatte come un tappeto un incredulo Loki. I Vendicatori vincono, salvano New York e il mondo dalla minaccia aliena. A Bruce Banner, che dimostra di saper controllare i suoi poteri, viene concessa la libertà senza obbligo di controllo da parte dell'esercito: ora è un uomo libero e fa parte degli Avengers. Inoltre, Stark gli regala pure un appartamento nel suo grattacielo.

Il Tormento, l'Amore, la Fuga

Partiamo dal presupposto che, in Avengers: Age of Ultron, Joss Whedon si sia preso qualche licenza poetica alquanto particolare: ha deciso che il legame che si è instaurato tra Vedova Nera e Bruce Banner debba andare oltre e diventare quasi romantico. Di certo lei è l'unica che riesce a relazionarsi con Hulk, ma Banner la intriga anche sentimentalmente nella pellicola. Nei fumetti la questione è ben diversa: Black Widow ha di sicuro una relazione con Hawkeye (che nell'MCU è invece felicemente sposato) e, più importante, è coinvolta - anche se per un breve periodo - nella tormentata storia d'amore con il Soldato d'Inverno (Sebastian Stan) il quale, molto più coerentemente, condivide il suo stesso, terribile passato sotto scacco dell'Hydra.
Bruce: "In quale parte del mondo non sono una minaccia?"
Nat: "Non sei una minaccia per me."
Bruce: "Ne sei certa? Anche se non lo fossi... non c'è futuro con me. Non potrò mai... Non potrò mai avere questo (riferendosi alla famiglia di Hawkeye), figli."

Il dialogo e le scene che seguono rivelano al pubblico anche il passato della Romanoff e capiamo così quale sia stato il profondo tormento e la violenza a cui è stata sottoposta la donna nella Stanza Rossa; da lì si evince quale sia il punto che unisce i due personaggi, entrambi spezzati, entrambi ancora in piedi e tuttavia condannati ad una quasi inevitabile e perpetua infelicità. La vita come la conoscono le persone normali a loro è preclusa forse per sempre. Con una prospettiva del genere, con un macigno tale sul cuore, un uomo dalla sensibilità profonda come Banner non può non considerare tutte le variabili tant'è che, nonostante provi anch'egli dei sentimenti per la ex spia russa, alla fine decide di andare via, di scappare e, soprattutto, di non farsi più trovare.

Le abilità di Banner e quelle di Hulk

Il Gigante Hulk è davvero potente: non solo riesce a tenere testa a tutti, compreso Thor, ma è anche a prova di proiettile: grazie alla sua sola fisicità riesce a mettere al tappeto praticamente chiunque gli si pari davanti. La controparte umana, Bruce Banner, non è meno speciale: insieme a Tony Stark, Stephen Strange, Hank Pym, Shuri, Helen Cho e T'Challa, è una delle menti più brillanti al mondo. Ha anche, nel tempo, sviluppato doti di meditazione, di rilassamento ed è esperto di arti marziali, in particolar modo dell'Akido. Quella interpretata da Mark Ruffalo è da molti considerata la miglior versione di Hulk mai vista sullo schermo; il personaggio, amatissimo dai fan dei fumetti e anche da chi di comics non se ne intende particolarmente, è accattivante perché, nonostante in versione verde non dica una parola, è davvero un bambinone gigantesco che risponde a stimoli elementari. In Thor: Ragnarok, Hulk è leggermente più alfabetizzato e non si limita semplicemente a grugnire. Insieme a Thor, a Valchiria (Tessa Thompson) e a Loki, la nuova avventura che lo vede protagonista è ambientata nello spazio. Al fianco del suo "collega di lavoro" , l'Odinson, il gigante se la deve vedere con la terribile Dea della Morte, Hela (Cate Blanchett).

Il futuro di Hulk nell'MCU dopo Ragnarok

Non sappiamo moltissimo su cosa i Marvel Studios hanno in serbo per Hulk nel prossimo futuro. È tuttavia notizia recente quella di una "trilogia nascosta" in programma, cosa di cui ha parlato il Presidente Kevin Feige durante una recente intervista. A partire proprio da Thor: Ragnarok, sarà infatti esplorata in dettaglio la vicenda di Bruce Banner/Hulk e in Avengers: Infinity War e Avengers 4 la storyline del personaggio avrà uno sviluppo simile ad una trilogia dedicata. Dunque aspettiamoci parecchio dal Gigante dell'Universo Cinematografico Marvel. L'appuntamento adesso è al cinema, con Ragnarok!