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Howard il Papero: vedremo mai un film standalone sul personaggio Marvel?

Sono ormai anni che si parla di un rilancio del personaggio al cinema, più che in un semplice cameo, e forse i tempi sono finalmente maturi...

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I meravigliosi anni '80, periodo di grande innovazione artistica, fucina di leggende della musica e di immortali miti del cinema. Un decennio che ha regalato al mondo grandi capolavori della cinematografia contemporanea, anche e soprattutto di genere, partendo da Star Wars, passando per La Casa e arrivando a Indiana Jones e C'era una volta in America, tanto per citarne alcuni. Tutti film che hanno segnato un'epoca usciti a distanza di pochi anni l'uno dall'altro, in un susseguirsi impressionante di ricercatezza, curiosità stilistica e proiezione verso il futuro della settima arte. Ma gli '80 sono anche stati anni di stravaganza e sintetizzatori, di ascesa della musica pop, di sessualità libera, di un vivere più frivolo. Un contenitore culturale riempito fino a raggiungere la sua massima capacità, dove dentro veniva messo di tutto, anche prodotti volti a un intrattenimento inconsueto attraverso il quale sperimentare l'uso degli effetti speciali, al tempo ancora molto artigianali. E se Flash Gordon è stato forse la massima espressione di questo modello produttivo, nel suo piccolo anche lo strambo Howard e il destino del mondo ha avuto la sua importanza, specie per essere stato uno dei primi cinecomic della storia, tratto dal fumetto Marvel Howard il Papero di Steve Gerber. Oggi, grazie a James Gunn e ai suoi Guardiani della Galassia, il personaggio è tornato al cinema in due brevi cameo, ma i fan di questo strambo anti-eroe e del vecchio film di Willard Huyck reclamano adesso a gran voce un nuovo adattamento del Papero, standalone, cosa che a quanto pare potrebbe accadere.

Un Quackio di film!

Le voci su di una possibile trasposizione dedicata interamente ad Howard risalgono già a quattro anni fa, all'uscita nelle sale del primo capitolo dei Guardiani della Galassia. Un po' a sorpresa, infatti, il buon Gunn aveva deciso di incorniciare il lungometraggio con una scena post-credit dove si vedeva proprio il Papero nei suoi tipici abiti rossi, interamente creato in CGI e senza l'utilizzo di (bassi) attori in costume con un solo punto di areazione, soffocanti, come nel film del 1986. Da lì, poi, il regista e sceneggiatore aveva lasciato intendere che il gruppo dei Guardiani non sarebbe rimasto lo stesso, quindi le speranze di vedere Howard tra le fila degli eroi della Galassia non erano poi così poche, comunque sfumate lo scorso anno, quando il personaggio è nuovamente apparso nel secondo capitolo del franchise in un altro piccolo cameo. Certo è abbastanza chiaro il perché la Marvel non abbia ancora deciso di puntare convinta sul Papero, Howard ha infatti bisogno di essere completamente ripensato per il grande schermo, partendo magari da una delle ultime e fantastiche run a lui dedicate, correlata inoltre nello stile e nello sviluppo al MCU. Parliamo della notevole "Ma che Quackio... ?!" di Chip Zdarsky e Quinoses, che tanto ha appassionato i fan e fatto parlare di sé. Ovviamente la necessità sarebbe quella di adattare la run alle esigenze del MCU, quindi legarla all'Universo Spaziale e non Terrestre, che non si sposerebbe bene come mezzo introduttivo alle caratteristiche del personaggio e al suo background. Ancor prima di fare questo, però, sarebbe forse opportuno pensare a una sorta di backdoor attraverso la quale presentare in modo corposo e meno marginale Howard, così da farlo conoscere meglio ai soli appassionati di cinecomic prima di affidargli un film tutto suo. Con "soli appassionati di cinecomic" ci riferiamo in sostanza a un pubblico più generalista, non amante anche dei fumetti ma comunque mai come oggi ben aperto e ricettivo a vedere al cinema personaggi stravaganti e sopra le righe, magari anche cinici e scorbutici proprio come il nostro papero. E allora, pensando ai miliardi macinati da Avengers: Infinity War, al grande spazio concesso a Star Lord e compagni nel MCU e all'arrivo della fine dell'inizio con Avengers 4, l'ideale sarebbe farlo già nella Fase 4, affidandolo a uno sviluppo inizialmente guidato da James Gunn in Guardiani della Galassia Vol. 3.


Vita da paperi

Diciamo questo perché, nelle ultime ore, è emerso che Lea Thompson (la Lorraine McFly di Ritorno al Futuro) dovrebbe incontrare i Marvel Studios per proporgli una film standalone proprio su Howard il Papero, che tra l'altro desidererebbe anche dirigere. Si presume che la Thompson conosca abbastanza bene il personaggio e che lo abbia studiato a fondo prima di uscirsene con una dichiarazione simile, fra l'altro in via ufficiale, dato che afferma che "l'incontro è previsto entro le prossime tre settimane".

L'attrice vestiva non a caso i panni di Beverly Switzler nel film del 1986, quindi ad Howard la lega un rapporto sia affettivo che nostalgico, che di questi tempi può essere sia un bene che un male a seconda dell'approccio. Leggere allora sotto quest'ottica la parola "remake" nelle affermazioni della Thompson non aiuta a dissipare forti dubbi sulla comprensione dell'interprete del cinecomic odierno e della stessa formula Marvel, alla quale dovrà per forza di cose rifarsi semmai avrà il via libera.
Parla di "sognare in grande", e ben vengano i sognatori, ma forse per realizzare questo desiderio c'è bisogno di una guida illuminata e virtuosa che inserisca le sue idee in un quadro più grande e in focus con il progetto MCU, così da dare slancio e concretezza a un personaggio come Howard che per troppo tempo è rimasto fuori da giochi o, rientrato in campo, relegato obbligatoriamente in panchina. Tutto può succedere, dunque, specie andando sempre più in là nei tempi, con le IP a disposizione della Marvel che si riducono e la sempre più palese necessità di puntare anche su personaggi minori o diversi.
Guardando comunque anche alla (giusta) idea di Bob Iger e Kevin Feige di dare molto più spazio a registe donne nel futuro, l'idea della Thompson di rilanciare subito in via standalone Howard il Papero potrebbe essere ben accolta dallo studio, sempre che piaccia ovviamente il suo sviluppo narrativo. Del resto non è detto che un Gunn o un Taika Waititi qualunque non possano essere scelti per sceneggiare un film simile, alzando ulteriormente la già elevata asticella dell'hype.
In ogni caso, vada come vada, questi ultimi anni ci hanno insegnato una cosa sui cinecomic della Marvel: esistesse anche un simpatico supereroe coccinella rivolto agli infanti e con un pubblico ridottissimo, gli studi guidati da Kevin Feige riuscirebbero a tirarci fuori qualcosa di credibile e remunerativo. E questo è il più grande superpotere del mondo.

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