Hereditary e l'orrore: rinascita di un genere

Il cinema horror sta vivendo un cambiamento epocale con pellicole sempre più importanti e di qualità. Ecco i migliori film degli ultimi anni.

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Per troppo tempo il cinema horror ha fatto rima con progetti di dubbia qualità, ripetitivi negli schemi e nelle storie, prevedibili e per nulla paurosi. Il genere è stato risucchiato da un buco nero da cui sembrava impossibile uscire ma, incredibilmente, gli ultimi anni hanno riportato in auge un concetto horror molto diverso e fatto di prodotti originali, ben studiati, registicamente alti e genuinamente terrificanti.
Pubblico e critica si stanno finalmente ritrovando sulla stessa lunghezza d'onda, fatto più unico che raro per un genere così "basso" e "popolare". I film degli ultimi tempi non solo sorprendono e spaventano, ma regalano momenti tecnicamente di livello, con registi e sceneggiatori che finalmente si impegnano per scrivere e realizzare storie profonde e per nulla scontate.
Hereditary, dal 25 luglio nei cinema italiani, è solo l'ultimo esempio di una lunga onda che sta regalando grandi soddisfazioni a tutti gli appassionati. Ecco una lista dei film secondo noi meglio riusciti delle ultime stagioni.

The VVitch (2015)

Si tratta dell'esempio forse più limpido della "nuova svolta" dell'horror degli ultimi anni. L'opera prima di Robert Eggers rifiuta con forza e consapevolezza tutti i cliché più acclarati dell'horror moderno.
Via ad ogni tipo di jumpscare, a ogni forma di violenza gratuita, ogni ingenuità nella storia e nella gestione dei personaggi. Tutto è ridotto ai minimi termini, con il gioco della paura che si concentra sulle emozioni più intime dei protagonisti. La tensione cresce sequenza dopo sequenza, con lo spavento che si annida nelle pieghe più oscure dell'animo umano e nelle cose semplici che lo circondano.
Quella di The Vvitch è la storia di una famiglia del 1600, isolatasi dal resto del mondo per le sue estreme idee religiose, costretta a vivere sulla sua pelle una storia di odio, annientamento e distruzione. Gli eventi scateneranno un'inconsapevole scia di sangue, violenza, distruzione e perdizione che si farà sempre più forte e sibillina, fino a un'esplosione finale che non risparmierà praticamente nessuno.
Il film è capace di suggestionare e ingannare, non mostra quasi mai il vero volto della paura ma preferisce affidarsi a una fotografia naturale di grande impatto, a movimenti di camera lenti e precisi, a volti scavati dal terrore e ad animali tanto dolci quanto minacciosi. Il diavolo è nei dettagli, nel vero e più reale senso della parola.

It Follows (2014)

Uno dei film più discussi e amati dell'ultimo periodo, capace di unire il favore della critica e quello del pubblico. Anche in questo caso si è deciso di ricercare un gusto horror totalmente diverso da quello solito, racchiuso in un film d'autore di impatto e qualità. Merito di una storia che è, prima di tutto, uno spaccato di vita adolescenziale, un racconto delicatissimo sul cruciale passaggio verso l'età adulta tra sesso, amore e amicizie.
In questo complesso solco è inserito il tormento del male che non c'è, lento, lontano, facilmente evitabile ma sempre presente, capace di annidarsi nella normalità di ciò che ci circonda. La regia di David Robert Mitchell si adatta a questo particolare concetto con sequenze dal ritmo compassato, campi lunghi a profusione, panoramiche a 360 gradi di orizzonti lontani e indefiniti.
La mancanza di frenesia, incredibilmente, non riduce la paura, ma la dilata al massimo della sua intensità, e quando la tensione esplode in tutta la sua follia non si può far altro che inchinarsi a un'idea finalmente originale e ben realizzata.

The Neon Demon (2016)

Nicolas Winding Refn ci dà una lettura tutta sua del culto della bellezza e dell'apparire a tutti i costi, del mondo della moda e del lusso. The Neon Demon è un film che continua a dividere: per alcuni è capolavoro assoluto, per altri un concentrato di idee malsane e cattivo gusto.
In una sorta di romanzo di formazione al contrario, viviamo sulla nostra pelle la storia della sedicenne Jesse, arrivata a Los Angeles per diventare modella. La sua bellezza pura e naturale ammalierà in men che non si dica tutti gli addetti ai lavori, colpiti dalla sua incredibile diversità, ma scatenerà le invidie delle altre modelle della città, più vecchie e "artificiali" di lei.
Anche la stessa Jesse sarà colpita in pieno dal culto della sua immagine, perdendo tutta la sua innocenza e trasformandosi in un "mostro di bellezza" come tutti gli altri. Il film è un susseguirsi di suggestioni sempre più inquietanti e misteriose, con momenti di puro cinema d'autore di altissima qualità, tra luci colorate, tinture dorate e oscurità stagliate.
Il malcelato ribrezzo verso il mondo che viene mostrato esplode tutto nella svolta orrorifica dell'ultima parte con scene forti, esagerate, folli, perfetto corollario di una società disgustosa e impossibile da salvare.

Babadook (2014)

Mostri, case infestate e fantasmi potentissimi. Sono questi gli elementi base di questo prodotto tutto al femminile del 2014. Un punto di partenza apparentemente scontato per una storia che, invece, vuole provare a essere molto di più.
In questo caso la paura nasce dall'empatia che si sviluppa intorno ai due protagonisti, una madre e il figlio di sei anni, colpiti da una tragedia familiare e da un lutto terribile che li allontanerà e innescherà problemi e sentimenti molto più minacciosi del mostro che li tormenta.
L'entità, fuoriuscita da un'inquietante favola, sembra nutrirsi dei problemi irrisolti tra i due, dei loro tormenti e di una perdita che ha tracciato un solco che pare irrecuperabile, ma che dovrà essere colmato per risolvere la situazione.
A colpire è la delicatezza con cui la vicenda viene raccontata, la forte sincerità con cui si affronta una tragedia terribile e potente, di quelle che distruggerebbero chiunque, molto più di qualsiasi mostro. L'horror è qui metafora, punta di un iceberg sommerso ben più profondo, complesso e di grande impatto; perché un film del terrore, oltre che farci saltare dalla sedia, può anche provare a regalarci qualche emozione in più, e non sempre il solito, scontato e leggero brivido lungo la schiena.

Scappa - Get Out (2017)

Prendere gli elementi portanti del cinema horror/thriller, decostruirli e metterli al servizio di storie e tematiche originali. Con tutta probabilità è questo il mantra degli ultimi anni di rinascita del genere e Scappa ne è probabilmente uno dei più fulgidi e acclamati esempi.
Tutti gli stilemi del genere, riproposti a dire il vero senza troppe innovazioni, vengono piegati al servizio di una storia di razzismo americano grottesca e appassionante. La vicenda è quella di Rose, del suo fidanzato nero Chris e del primo incontro dell'uomo con la benestante famiglia della ragazza.
Lui, preoccupato sin dal principio, si troverà immerso fino al collo in una vita familiare solo apparentemente perfetta, ma che rivelerà ben presto particolari via via sempre più inquietanti e assurdi.
La tensione e la paura si faranno sempre più forti, amplificati dai numerosi piani di lettura offerti dal regista Jordan Peele. Buona dose di paura, ma anche tanti momenti di riflessione e tanta satira sulla società moderna, per un prodotto che offre davvero tanto e nel miglior modo possibile.

A Quiet Place (2018)

Urla agghiaccianti, di terrore, di paura, di morte. Cosa rimane all'horror se elimini uno dei suoi tratti distintivi, se gli togli la voce?
Si torna in qualche modo alle origini del cinema, a quando erano solo le immagini e poco altro a parlare. Il 2018 ci ha portato un prodotto atipico ma sorprendente: una minaccia sconosciuta ha distrutto mezzo mondo e mette in pericolo una famiglia, costretta a trovare modi sempre più particolari per stare in silenzio ed evitare di attirare l'attenzione; a ogni minimo rumore, la minaccia si palesa, uccidendo tutto ciò che gli sta intorno. L'idea, in un cinema fatto di assordanti colonne sonore, infiniti dialoghi e rumore, è geniale e rinchiude il film in una bolla silenziosa che tutto ammanta e tutto copre, che dà un gran potere alle immagini e che inquieta e spaventa.
Una minaccia continua e uno stato di tensione che non si placa mai, che costringe anche lo spettatore a un silenzio impaurito e forzato, frutto di un'immedesimazione totale e davvero ben riuscita, fatto più unico che raro nel cinema moderno.

Ghost Stories (2017)

Tre storie di fantasmi, tre vicende unite da un sottile filo rosso. Ghost Stories è un horror classico in ognuno dei sui elementi, capace di accogliere con maestria e sapienza gli insegnamenti dei maestri del genere e di metterli al servizio di una storia ben scritta e ben realizzata, tratta da un soggetto teatrale di grande valore.
Il film si dimostra perfetto dal punto di vista realizzativo e tecnico, capace di trasformare gli stilemi del genere in qualità ineccepibili, di spaventare a ogni inquadratura, di tenere in tensione e sorprendere. Forse un po' sfilacciato e dispersivo, ma con una trama solida e ben realizzata, che cerca di essere profonda e che è capace di confluire in un finale sorprendete, amaro e profondamente teatrale.
Un grande classico, capace di entrare nel cuore degli appassionati del genere ma anche di scavare una breccia in chi è alla ricerca di un genuino e ben realizzato prodotto di paura, classico, godibile e piacevolmente spaventoso.

IT (2017)

Altro caso capace di unire il plauso della critica a un grande successo di pubblico, divenuto il più grande incasso horror nella storia del cinema. IT si è dimostrato per l'ennesima volta un fenomeno su scala mondiale, un cult irreprensibile anche a 30 anni di distanza dalla sua prima apparizione su carta.
Muschietti è riuscito a dare nuova linfa vitale alla storia, rendendola perfettamente al passo coi tempi, moderna e inquietante. Merito di una creatura cui è stato dato un volto nuovo e ancora più spaventoso, che terrorizza tanto i grandi quanto i più piccoli. Tanta inventiva e tanta ricercatezza tecnica per regalare scene di paura via via sempre più particolari e sorprendenti, trasposizione filmica delle paure recondite dei piccoli protagonisti.
Il film, come il libro, è infatti il racconto dei problemi di un gruppo di giovani ragazzi, reietti di una società che li rifiuta e li emargina. La paura è solo il mezzo per estremizzare e rendere palesi i loro problemi, le loro difficoltà, e per rinsaldare un rapporto e un'unione che sarà più forte di ogni ostacolo.
Una storia sempre valida per un film che sa mescolare con sapienza i suoi elementi ed essere perfettamente godibile dall'inizio alla fine, seppur infarcito di scene folli, tra le più riuscite della scena horror degli ultimi anni.

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