Harry Potter e il calice di fuoco: il duello contro Voldemort

Il duello nel cimitero di Little Hangleton tra Harry Potter e Voldemort è probabilmente una delle sequenze meglio concepite della saga. Ecco perché.

speciale Harry Potter e il calice di fuoco: il duello contro Voldemort
Articolo a cura di

La saga letteraria di Harry Potter, ideata da J. K. Rowling e pubblicata a partire dal 1997, durante gli ultimi vent'anni ha infranto un impressionante numero di record, tanto da diventare una delle opere più vendute in assoluto in campo editoriale.
L'incredibile successo ottenuto dalla serie di libri ha ovviamente generato (come di consueto in casi analoghi) numerosi progetti derivati, tra cui gli immancabili film.
Seppur con alti e bassi, la saga cinematografica di Harry Potter ha saputo conquistare un enorme numero di fan in tutto il mondo, cercando via via di ritagliarsi uno spazio sempre più ampio anche verso un target di pubblico più maturo.
Di seguito andremo ad analizzare una delle sequenze meglio concepite dell'intera saga, in grado di rappresentare - più di tante altre - il passaggio all'età adulta del protagonista, costretto dalle circostanze a lottare per la sua stessa vita nel tentativo di sfuggire dalle grinfie di Voldemort, suo storico nemico rinato proprio nel quarto capitolo cinematografico.

È tempo di crescere

Harry Potter e il calice di fuoco, quarto film della saga tratto dall'omonimo libro, può essere considerato come uno dei migliori capitoli del brand grazie a un'ottima gestione del ritmo rapportata anche a una lodevole caratterizzazione dei personaggi.
In questo film vediamo infatti il protagonista - che comunque già in passato aveva dimostrato la sua grande maturità caratteriale - dover affrontare in modo diretto la sua nemesi per eccellenza, Lord Voldemort, il mago oscuro più potente e temuto di sempre.
La scena della sua rinascita è sicuramente un momento intriso di pathos, soprattutto in rapporto a quanto raccontato nei film precedenti; nelle prime tre pellicole, infatti, la presenza di Voldemort è stata sempre una presenza costante, una minaccia sempiterna capace di tormentare tanto l'esistenza del protagonista e dei suoi fidati amici Ron e Hermione, quanto l'intero universo in cui si muovono tutti i personaggi.
La comparsa dell'antagonista principale nella sua forma fisica originaria acquisisce maggiore potenza proprio nella quarta pellicola, anche per via della sua assenza nel film immediatamente precedente; se infatti sia ne La Pietra Filosofale che ne La Camera dei Segreti Harry si ritrovava suo malgrado ad affrontare Voldemort in una versione "surrogata", nel terzo film il villain principale lasciava il posto ai minacciosi Dissennatori in attesa di rinascere in maniera definitiva.

La sequenza in cui lo spettatore assiste al ritorno del Signore Oscuro si rifà anche a una forte iconografia stregonesca classica; il pentolone in cui il proto-Voldemort viene gettato dal suo fido - quanto viscido - servo Peter Minus non può infatti che rimandare all'archetipo fantastico/favolistico della strega delle fiabe, intenta quasi sempre a preparare degli strani intrugli magici proprio attraverso un pentolone.
L'intera sequenza finale è poi ammantata di un forte fatalismo e di un enorme senso di impotenza; lo stesso Harry, infatti, non può che rimanere impietrito di fronte alla spietatezza dei suoi avversari, che non esitano neanche un secondo nell'uccidere a sangue freddo il povero studente di Hogwarts Cedric Diggory (interpretato da un allora semi-sconosciuto Robert Pattinson) mediante la Maledizione Senza Perdono Avada Kedavra.

Voldemort, galvanizzato come non mai per essere rinato, non esita a trattare il protagonista alla stregua di un bambino sprovveduto, prendendolo in giro ogni volta che può per via dell'enorme divario di forza che intercorre tra i due.
L'ossessione morbosa del Signore Oscuro nel voler rispettare una certa etichetta durante il duello, su tutte il gesto dell'inchino - come dimostrato da lui stesso quando forza il suo rivale a prostrarsi attraverso l'uso della magia - non può che delineare il lato maggiormente perverso e sadico del personaggio.
Il villain principale (che in questa specifica scena diventa quasi il protagonista) vuole in tutto e per tutto umiliare in ogni modo possibile il proprio avversario, supportato a sua volta dai suoi preziosi servitori, i Mangiamorte, pronti in ogni momento a supportare - anche solo da un punto di vista simbolico - le gesta del loro signore e padrone indiscusso.

La vita in gioco

Seppur di fronte a un avversario molto più forte di lui, Harry Potter decide comunque di affrontare la minaccia a viso aperto senza cedere in alcun modo alla paura, lasciandosi alle spalle qualsiasi incertezza.
Il duello tra i due maghi non può che mettere in scena il divario di potenza che intercorre tra loro; da una parte vediamo infatti un Lord Voldemort estremamente sicuro di sé (che oltretutto intima ai suoi alleati di non intervenire in preda alla superbia) contrapporsi al nostro protagonista intento a reggere la bacchetta con entrambe le mani per far fronte all'enorme sforzo che sta sostenendo.
A un certo punto, però, accade l'impensabile; a soccorrere Harry intervengono infatti alcuni spiriti, tra cui quelli dei suoi genitori e di Cedric, intenzionati a dargli il tempo di fuggire.
Questa breve scena, sicuramente ricca di pathos, è in grado di focalizzarsi molto sul tema degli affetti più cari, un aspetto ricorrente nella saga, presente fin dal primo film (come ad esempio nel momento in cui il protagonista osserva allo specchio i propri genitori).

Harry, scampato per miracolo alla morte, riesce così a tornare sano e salvo a Hogwarts, dove sia gli insegnanti che gli altri allievi sono pronti ad accoglierlo in un clima di festa; purtroppo però, tutto degenera in fretta.
Il momento del ritorno di Harry dal cimitero (per mezzo della Passaporta) è senza ombra di dubbio una delle sequenze più toccanti dell'intera pellicola, capace in pochi secondi di segnare il passaggio definitivo all'età adulta del giovane maghetto.
Il grande sense of wonder da sempre marchio distintivo della saga, in questo frangente lascia il posto a una dimensione maggiormente oscura e a tratti tragica.

Harry, infatti, si rende conto di non essere riuscito a salvare Cedric dalle grinfie di Voldemort; il clima spensierato e allegro dovuto alla conclusione del Torneo Tremaghi viene così interrotto dall'impellente minaccia del ritorno del Signore Oscuro.
La scena segna quindi la perdita definitiva dell'innocenza di tutti i protagonisti - e della stessa Hogwarts - preparando gli spettatori ad affrontare (con il proseguire della saga) tematiche via via sempre più mature, in attesa dell'attacco finale da parte di Voldemort, Colui Che Non Deve Essere Nominato.